C’è un confine sottile fra la realtà e la fantasia se a parlare, a raccontare, a sognare, sono i bambini. E questo confine si restringe, si accorcia, scompare se a crederci sono gli adulti. E se ci credono insieme, poi, si trasforma nel cortometraggio di un mondo favola. Ecco a voi la favola del primo giorno del 2024: ed e’ tutta da raccontare.

Questa è la storia della Lumachina Gigia, ci credete? Forse sarebbe più corretto dire che è la storia di Sara che incontra la Lumachina Gigia, nelle stanze della fantasia “bambina” e la presenta a suo papà Matteo, consegnandogli, in qualche modo, proprio la voce di Gigia.

E “La Lumachina Gigia” (Nep Edizioni, 2023) diventa un libro per bambini proprio dall’idea della piccola Sara Le Noci, nata a Bari nel 2012, e dal lavoro di squadra del papà Matteo Le Noci, dell’autrice Maria Lucia Mastropasqua, scrittrice di letteratura per bambini e dell’illustratrice e designer Elisabetta Losavio.

Dieci storie, dieci racconti, dieci istantanee in cui la Lumachina Gigia coinvolge e travolge con la sua leggerezza e spontaneità un’intera classe di “compagni” di viaggio (la farfalla, la rana, l’ape, il grillo ecc.. ) tutti con nomi reali, uno per lettera (Alice, Beatrice, Carlo, Damiana fino alla lettera “G” di Gigia e Gigio): dal primo giorno di scuola alla pizze a pranzo o agli orsi in vista fino all’incontro con Babbo Natale, e siamo perfettamente in tema natalizio, sono molte le avventure e le emozioni che vedono protagonista la Lumachina Gigia e la sua allegra compagnia in un meraviglioso luogo ameno, quello della natura, che non ha tempo ma solo atmosfera.

E certamente questo personaggio della Lumachina si presenta ai piccoli lettori e piccole lettrici con tutta la sua simpatia ma anche originalità e non consuetudine, perché – senz’altro – fra gli animali che popolano la fantasia “bambina” la lumachina non è proprio così evidente, non è, per intendersi, una figura che diviene facilmente “protagonista”. Ed è proprio questa la prima domanda che poniamo a papà Matteo Le Noci che, gentilmente, nell’ultima giornata dell’anno, ci ha concesso un’intervista telefonica.

<< In realtà Sara mi ha consegnato il personaggio della Lumachina Gigia già con un’anima ed una sua identità “fantastica”- dice Matteo Le Noci, direttore commerciale di una emittente televisiva ed alla sua prima esperienza letteraria – La Lumachina Gigia è semplicemente frutto della fantasia di mia figlia Sara, poi, il prosieguo delle storie, le prime, sono state “inventate” nella consuetudine del “racconto della buona notte” e le successive, invece, frutto della collaborazione con la scrittrice Maria Lucia Mastropasqua; le illustrazioni,  componente fondamentale del libro, hanno poi trasformato, grazie all’arte e alla professionalità della designer Elisabetta Losavio, l’idea, le parole in immagini ed in colori. Voglio ringraziare per questo lavoro di squadra che, nel rispetto reciproco dei ruoli e dei compiti, ha permesso di dare vita a questa “idea fantastica” o “fantastica idea”, come dir si voglia, nella quale ho creduto fin dall’inizio, e sempre di più, man mano che le storie entravano a far parte della quotidianità>>

Matteo è molto attento a raccontare anche la gioia di Sara dinanzi a questa esperienza editoriale, che è una gioia genuina, curiosa, sana, come i messaggi trasmessi dalla Lumachina Gigia e dai suoi compagni di classe; Sara ha avuto anche modo di raccontare l’idea ed il libro in interviste video e cartacee, e molti saranno nel nuovo anno le occasioni di presentazione de “La Lumachina Gigia” presso Associazioni Culturali di Lettura e Librerie. Siamo certi che la “Lumachina Gigia” avrà molta strada da percorrere perché non è affatto lenta, per nulla, ma è tenace, paziente e persistente.

Ed è proprio per i valori che, nella sua non consuetudine, non convenzionalità, ci sembra di scorgere in questa nostra amica “Gigia” che chiediamo a papà Matteo quali siano quelli che, in un certo qual senso, sono consegnati a questo libro, soprattutto nella divulgazione che ne verrà fatta e nel messaggio che si vuole trasmettere perché nessun libro, nessuna lettura ne è priva.

<< I valori che credo siano riconducibili a questo libro riportano senz’altro al rapporto padre-figlio/a ossia a quella fiducia che un genitore decide di porre nell’idea del figlio/a e che, dunque, determina poi una grande sintonia ed armonia fra le parti, un benessere fatto di intenzioni simili, di un pezzetto di strada condivisa e perché no, anche di “salutare gioco”; la valenza educativa e formativa del lavoro di squadra, di gruppo che ha visto noi adulti adoperarci, collaborare e confrontarci, anche e soprattutto con Sara, e questo non è stato solo un valore aggiunto per noi, ma un esempio di buona e sana pratica anche per Sara – chiosa convinto Matteo. Ed infine, due valori sono assolutamente determinanti l’inclusività, infatti nella classe di Gigia ci sono personaggi diversi, voci diverse a testimoniare, nello sfondo della natura, la naturale armonia di ogni parte nel tutto; e la “lentezza” tipica della lumaca come una qualità su cui investire senza vergognarsene, il recupero del tempo nella sua dimensione di qualità non di quantità né di velocità. I bambini hanno bisogno di recuperare questa dimensione in un mondo che corre veloce ed, a volte, non pone attenzione “alla qualità del tempo”. E gli adulti hanno bisogno di imparare ad aspettare, ad attendere>>

Condividiamo con Matteo, proprio sull’ ultima battuta, che questo messaggio debba, in qualche modo, essere colto, ad ampio raggio, anche e soprattutto dagli adulti, nel ruolo di genitori e di educatori, laddove appare urgente riscoprire il concetto di “lentezza” quale attenzione al tempo, attesa paziente e condivisa, collaborativa: semplicemente un “fare insieme” senza alcuna fretta, alcun orologio che indichi tempi e distanze. Perché la lentezza può essere perseveranza, attenzione e determinazione.

Nella storia delle culture e della Letteratura la lumaca ha un forte valore simbolico, dimostra l’importanza di muoversi attraverso la vita con pacatezza, ricordandoci che tutti possiamo dare un senso a qualcosa, creare qualcosa, che non sia necessariamente frutto della velocità del tempo, ma della volontà. La lumaca rappresenta la resistenza, la determinazione, ma anche la trasformazione, i nuovi inizi, diciamo così, ed allora non potevamo non raccontare di Sara e della sua amica “Gigia” in questo inizio del nuovo anno, del 2024. La lumaca Gigia ci incoraggia ad essere pazienti, a prenderci il nostro tempo, a trasformarlo in qualcosa di bello e a condividerlo con gli altri.

Ergo, facciamoci guidare da un tempo di qualità per noi e per chi ci circonda perché se c’è bisogno di leggerezza, vi è altrettanta urgenza di salutare lentezza.

Diciamolo con le storie de “La Lumachina Gigia” ( si trova in tutte le librerie e piattaforme online come Amazon, Feltrinelli, Mondadori, IBS… ed anche direttamente al link: https://www.nepedizioni.com/product/la-lumachina-gigia/

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