Cosa succede davvero durante un turno in ambulanza? A raccontarlo i volontari di Pubblica Assistenza Chiusi. Ecco il racconto.
“Non è un film. Non è solo Sirene e Velocità.È Organizzazione, Attenzione ai Dettagli, Competenza e tanta Umanità
Il turno comincia con il briefing: si controllano i mezzi, si verificano le dotazioni con la check list: (ambulanza efficiente, bombole, zaini, presidi, defibrillatore, aspiratore, barella e molto altro), si ricevono le consegne dalla squadra smontante. Poi si aspetta: ma non si perde tempo: si ripassa, si pulisce, si sistemano le divise, si scherza anche un po’. Perché quando parte la chiamata, non c’è tempo per altro
Arriva la missione:
Codice Verde: malore lieve, persona che ha bisogno d’auto ma è stabile.
Codice Giallo: situazione urgente, ma non critica.
Codice Rosso: emergenza grave, ogni secondo conta.
La centrale operativa fornisce i dettagli, si parte con le luci accese, e si entra in azione.
Ogni intervento è diverso e unico come:
anziano solo che non risponde, incidente stradale, attacco di panico, bambino con febbre alta, arresto cardiaco e molti altri casi…
Sul posto si valuta, si assiste, si decide: trasporto in ospedale? Si può lasciare sul posto? Serve il medico?
Dopo ogni intervento si igienizza il mezzo, si ricaricano i presidi, si aggiorna il terminale.
Tutto dev’essere pronto per il prossimo allarme.
Se c’è tempo, si mangia.
A volte anche in piedi, in mezzo al turno.
Se c’è calma, si riposa.
Ma il telefono può squillare anche alle 3 del mattino.
Perché in fondo i Volontari lo accettano: sanno a che ora iniziano il turno ma non sempre si conosce l’orario che termina.
Il soccorso non è mai uguale, ma ha una regola fissa: essere pronti ad aiutare. Sempre”.
