Venerdí 11 luglio presso la Biblioteca Comunale di Murlo ha avuto luogo un approfondimento sul delicato tema della omogenitorialità dal titolo “Genitori di fatto ma non di diritto”.
Alla presenza di Davide Ricci, sindaco di Murlo, Rosalia Mula, assessore alle Pari Opportunità, Matteo Bordi, presidente del Movimento Pansessuale di Siena, e degli intervenuti si é svolto un dialogo formativo, interessante e amichevole con Fiora Branconi di AGEDO (Associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone lesbiche, gay, bisessuali, trans*,+) e con Ilaria Paolini di Famiglie Arcobaleno (Associazione genitori omosessuali).
Riportiamo le ultime importanti novità legislative.
Con una sentenza storica, la Corte Costituzionale ha sancito che le coppie di donne che hanno fatto ricorso alla PMA (Procreazione medicalmente assistita) all’estero devono essere riconosciute entrambe come genitrici fin dalla nascita del figlio/a.
Un ulteriore importante passo sarebbe quindi adesso di riformare la L.40/2004 che, all’art. 12 comma 6, vieta e punisce penalmente qualsiasi forma di maternità surrogata, anche se fatta all’estero in Paesi in cui invece tale pratica é consentita per legge (la maternità surrogata é una forma di procreazione in cui una donna, definita madre surrogata e gestante per altri, provvede alla gestazione per conto di una o piú persone, che acquisiranno la responsabilità genitoriale nei confronti del nascituro).
Questo comporta una forte e grave discriminazione nei confronti delle coppie formate da due uomini: nel caso in cui questi abbiano fatto ricorso alla maternità surrogata all’estero per diventare genitori, al loro rientro in Italia potrebbero affrontare problemi legati al riconoscimento del bambino/a, che non sarebbe considerato/a automaticamente figlio/a di entrambi. Potrebbero essere quindi necessarie ulteriori procedure di adozione o altri interventi legali per regolarizzare la situazione, con ovvie, oggettive e pesanti “interferenze” nella quotidianità e nell’equilibrio del bambino/a.
Se qualcosa quindi si é mosso, in maniera anche giuridicamente solida e inoppugnabile, ancora molto può e deve essere fatto.
Ciò che anche il Comune di Murlo (uno dei primi comuni ad aderire alla rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) auspica é che ci sia una generale evoluzione ideologica, anche da parte delle istituzioni di ogni livello, che porti al superamento di ogni tipo di discriminazione per abbracciare l’idea di una società libera ed inclusiva per tutti.
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