I dazi statunitensi e l’effetto sul mondo cooperativo. A Siena attenzione puntata soprattutto sul settore vinicolo
«Dazi statunitensi, le realtà del mondo cooperativo attive nell’agroalimentare guardano con attenzione all’evolversi della vicenda con situazioni diversificate a seconda delle dimensioni e del tipo di prodotto – commenta il presidente di Confcooperative Toscana Sud Mario Marchi – ancora una volta la forza di un tessuto produttivo radicato nel territorio e’ nelle comunità può fare la differenza».

L’oleificio Val D’Orcia non è preoccupato perché non ha quote di mercato in USA, così come la cooperativa Il Lecceto di Trequanda che esporta il 60% dell’olio ma in Giappone ed in altri paesi europei, per cui attualmente il presidente Egidio Bianchi monitora eventuali possibili effetti che i dazi potrebbero avere indirettamente su altri mercati.
Per la cooperativa dei viticoltori Senesi Aretini «il mercato statunitense rappresenta il 10% delle vendite – spiega il presidente Angiolo del Dottore – in questo momento non abbiamo avuto avvisaglie di diminuzioni negli acquisti, ma stiamo comunque esplorando mercati alternativi in India ed in Brasile».
I dazi saranno una sfida importante per la cooperativa Vecchia Cantina del Nobile di Montepulciano guidata da Andrea Rossi, presidente del Consorzio del vino Nobile di Montepulciano, un vino che negli ultimi anni ha aumentato in maniera importante la quota di esportazioni nel paese a stelle e strisce passando dal 18 al 29%.
