Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da un padre che esprime tutta le proprie preoccupazioni. Alberto Negri e’ un uomo che sfida la vita ogni giorno in qualità di presidente dell’Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe APS.
Tempo d’Estate, si parte per le Vacanze: mare, montagna, città d’arte… Ma le vacanze sono davvero per tutti?
Al di là della loro disponibilità economica, spesso per le famiglie con persone disabili la vacanza é un “lusso” che non possono permettersi.
Innanzitutto è ancora difficile trovare alloggi o strutture che vogliano riceverle o che siano attrezzate per farlo; a causa di barriere architettoniche ma soprattutto barriere mentali che impediscono alle persone con disabilità di essere accolte e di fruire, come le altre, di qualche giorno di spensierato relax. Come se la sola loro presenza “disturbasse” i clienti “normali”.
E se è difficile per un disabile fisico, figuriamoci per una persona con disabilità psichica o mentale.
Chi ha un autismo grave non riesce a gestire le emozioni per cui spesso le esprime saltando o gridando; quando questo succede, in un ambiente esterno o affollato, alcuni per fortuna comprendono al volo la situazione e si dimostrano sensibili e accoglienti, ma molti altri invece si sorprendono e ti guardano con paura. Immaginate se questo succede in un ristorante o in un albergo.
Per la persona autistica e per la sua famiglia è inevitabile sentirsi a disagio o “di troppo”.
Di conseguenza quasi sempre le persone con una o più disabilità sono costrette o preferiscono restare a casa, perché è l’unico posto “comodo”e dove non devono sentirsi giudicate, dove non vengono guardate come alieni da allontanare.
Sebbene oggi sia più forte l’attenzione al rispetto per ognuno nella propria unicità, tanti rimangono ancorati a preconcetti e paure per chi è in qualche modo “diverso” (ma poiché siamo tutti diversi, la vera normalità è la diversità).
Manca la cultura, la consapevolezza che le persone con disabilità siano tantissime e che prima o poi ognuno di noi potrebbe diventarlo.
Oggi molte associazioni creano vacanze o strutture dedicate ai disabili: un sollievo per chi può andare in vacanza ma una sconfitta, una conferma dell’esclusione che la società riserva loro. Eppure, se gli albergatori e i ristoratori sapessero accoglierli, si accorgerebbero che i disabili sono anche un enorme bacino di nuovi clienti.
Alberto Negri, presidente Associazione Autismo Siena-Piccolo Principe APS
