Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha indirizzato Sonia Rosini volontaria di QuaVIO (Qualità della Vita in Oncologia) l’associazione che, a Siena e provincia, si occupa dell’ultima frontiera della medicina che non guarisce ma cura. Sonia, recentemente, ha assistito un uomo malato consentendogli una vita dignitosa fino all’ultimo istante. Con lei un’autentica rete di solidarietà fatta di professionisti e volontari che rendono questa storia un reale esempio di spirito solidale.

Nel novembre 2024 l’organizzazione di volontariato  QuaViO (Qualità della Vita in Oncologia) di Siena e’ stata contattata dal medico palliativista per la segnalazione di un uomo di 53 anni malato oncologico con una situazione di estrema difficoltà sociale.

Il signor R. risiedeva presso una fattoria situata nel comune di Buonconvento in cui lavorava come collaboratore domestico.

Originario dello Sri Lanka con moglie e tre figli tutti residenti nel paese di origine.

L’uomo non era in grado di gestire la situazione e non poteva permettersi un caregiver.

Mi venne proposto di dare la disponibilità come volontaria di vicinanza: accettai. Sarei stata guidata costantemente dalla presidente dell’Associazione Vanna Galli.

Ho avuto un primo incontro con la datrice di lavoro e proprietaria della fattoria che ci ha aiutato a capire di cosa il signor R. aveva bisogno: in quel periodo il paziente era in cura presso il reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale “S. Maria alle Scotte” di Siena. La malattia era inquadrata al secondo livello di cure palliative.

Abbiamo saputo che presto l’uomo avrebbe avuto bisogno di un nuovo alloggio anche se, fortunatamente, la datrice di lavoro, dotata di una profonda umanità, avrebbe cercato di far rimanere il più possibile il malato presso la fattoria.

Tramite l’avvocato B., e’ stata fatta la richiesta di ricongiungimento con la moglie con arrivo previsto per gennaio 2025.

Dopo aver individuato le priorità, l’associazione QuaViO ha chiesto e ottenuto un colloquio con il medico di base e con l’assistente sociale di Buonconvento.

In breve tempo, il medico palliativista ha attivato  le cure infermieristiche a domicilio.

La nostra associazione ha contattato la Pubblica Assistenza di Buonconvento per poter usufruire dei trasporti in ospedale con mezzo attrezzato.

Durante il colloquio con l’assistente sociale, e’ stata decisa la consegna a domicilio del pacco alimentare da parte della Misericordia di Buonconvento: questo servizio non sarà mai interrotto.

In questa prima fase mi sono occupata anche dei diritti esigibili al fine di ottenere una pensione di invalidità, di accompagnamento e di fine attività lavorativa. Sono stati coinvolti il Patronato di Buonconvento, CNA San Quirico d’Orcia e INPS Montepulciano, ottenendo, dopo circa 4 mesi, ciò che era dovuto all’assistito.

Nel frattempo, la strada di percorrenza per poter raggiungere l’ospedale stava diventando inagibile, rischiando di far rimanere il paziente isolato.

QuaViO ha segnalato immediatamente il problema al sindaco del comune di Buonconvento spiegando la delicatezza della situazione e in pochi giorni e’ stata messa di nuovo in sicurezza la strada sterrata permettendo così il passaggio dei mezzi della Misericordia, della Pubblica Assistenza e degli infermieri di comunità.

Uno dei periodi più duri e complicati è stato nei mesi di gennaio e febbraio: la moglie non riusciva ad ottenere il “visto” per poter partire.

Per R. l’arrivo della moglie era sempre più necessario e questo rinvio era fonte di profonda tristezza; insieme a lui ho condiviso questi momenti di sconforto e paura, rendendomi conto di quanto possa essere utile un’azione di vicinanza.

Non c’era più una fonte di reddito, quindi nell’attesa di ricevere la pensione dovuta, abbiamo chiesto alla banca “Microcredito di Solidarietà” di poter usufruire di un piccolo prestito. La richiesta e’ stata accettata e R. ha potuto coprire le spese necessarie tra cui il biglietto della moglie per l’arrivo in Italia.

Con l’aiuto dei volontari della Parrocchia di Ponte d’Arbia, sono stati donati degli indumenti necessari per R. da parte di Caritas di Buonconvento e Monteroni d’Arbia.

QuaViO si e’ attivata nelle ricerche di un alloggio a Siena e paesi limitrofi ma in quel momento nessuna disponibilità; il Parroco e la comunità parrocchiale di Ponte d’Arbia, venuti a conoscenza della necessità urgente, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, “Casa Nazareth” situata a Ponte d’Arbia inaugurata nel mese di dicembre, cosiddetta “Casa Ponte”, domicilio di passaggio per i più bisognosi.

R. vi si e’ trasferito in primavera: ad accoglierlo  la comunità parrocchiale che nei mesi successivi  si e’ resa disponibile in maniera continuativa per qualunque necessità.

Ricordo tuttora con quanta gioia R. ha varcato la soglia di quell’appartamento.

Era rimasta l’attesa per l’arrivo della moglie sua unica sorgente di vita.

Il paziente intanto stava peggiorando e ave bisogno di cibo già cucinato: lo abbiamo fatto presente all’assistente sociale e quest’ultima si e’ adoperata affinché fosse fornito ulteriore aiuto: il cibo e’ stato consegnato a domicilio dal comune di Monteroni d’Arbia ed e’ stato assicurato l’aiuto domestico.

Durante la terapia domiciliare, gli infermieri di comunità di Montalcino e di Monteroni d’Arbia coordinati dal medico palliativista hanno giornalmente assicurato le cure a R. con amorevole dedizione.

Tramite suggerimento del Presidente della Pubblica Assistenza di Buonconvento sono stati individuati 2 infermieri volontari che hanno accettato di dare una mano durante la terapia a domicilio e anche questi ultimi hanno condiviso del tempo con il malato supportandolo con attenzioni e cure.

Come volontaria sono stata testimone del percorso che è stato del malato tenendomi costantemente in contatto con il medico curante, con il medico palliativista, con l’assistente sociale, con la Pubblica Assistenza, con i volontari della Parrocchia e con gli infermieri.

Attivando questa rete di generosità, sotto la guida costante della Presidente, mi sono resa conto di quanto sia importante la collaborazione, la disponibilità e la gentilezza, la mia vicinanza è stata sia in presenza che telefonica cercando sempre di intercettare i bisogni e gli stati d’animo del malato.

Nei vari ricoveri in ospedale ed in hospice i volontari QuaViO e i volontari della parrocchia hanno continuato a far visita al paziente affinché quest’ultimo non si sentisse né solo né abbandonato.

L’amico di fiducia e il più fidato di R., anche lui originario dello Sri Lanka, è sempre stato vicino a quest’ultimo aiutandolo materialmente e spiritualmente offrendo la massima disponibilità a tutti noi in caso di bisogno.

Il 5 agosto la moglie e’ arrivata a Ponte d’Arbia; il 6 agosto R. e’ stato dimesso dall’ospedale di comunità di Montalcino e i due coniugi si sono potuti finalmente riabbracciare.

Il sorriso che R. ha regalato alla moglie è un’immagine che rimarrà impressa a me e a chi in quel momento era presente all’incontro.

Il 12 agosto R. e’ deceduto tra le braccia della moglie.

L’associazione QuaViO ha fatto sì che non solo i professionisti, le istituzioni e i volontari, ma tutte le persone di buona volontà di quel territorio abbiano potuto avvolgere R. con quel mantello di cura che ha permesso a lui di concludere il suo cammino di vita dignitosamente e agli altri di potersi sentire cresciuti in umanità.

In questa storia, oltrepassando la linea del dovere, ognuno ha dato il massimo, consapevole che solo attivando una rete di solidarietà, sarebbe stato possibile raggiungere  l’obbiettivo comune come quello del prendersi cura”.

Sonia Rosini volontaria QuaViO

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