E’ tornata la Fiera a Tressa l’evento che, nei primi due weekend di settembre, vede impegnati decine di volontari risorsa imprescindibile di un’iniziativa che si conferma preziosa per creare collettività, integrazione e socialità.

Fino al 9 settembre e dal 12 al 14 settembre nella frazione di Ponte a Tressa del Comune di Monteroni d’Arbia, eventi musicali, stand gastronomici e tanto altro.
Sullo sfondo un’intera comunità che si “mette in gioco” per accogliere.
Ieri siamo stati lì con loro. Intere famiglie sono impegnate nei diversi servizi: preparare le panelle o i panini, servire ai tavoli, assicurare il servizio bar…
Poi ci sono dei punti gialli che corrono veloci tra un tavolo e l’altro: sono i più piccoli, fanciulli dai 9 ai 13 anni, preposti ad apparecchiare e sparecchiare. Vincenzo, metri 1.60 , occhi attenti e sorriso furbetto candidamente ammette: “lo faccio per avere un hamburger e patatine gratis”.
Poi sorride e corre via come se non avesse tempo da dedicare ad ulteriori domande.
Tutto e’ semplice qui: anche chi ha scelto di esserci solo per dare una mano.
Non e’ trascurata la sicurezza. Per il supporto sanitario sono presenti i volontari della Pubblica Assistenza Val d’Arbia. Vegliano con discrezione sull’intera festa coordinati dal presidente dell’associazione Massimiliano Fioravanti. Lui e tanti volontari come lui assicurano sul territorio numerose attività, dal trasporto sanitario alla donazione di sangue, dalla protezione civile alle attività sociali, dall'(in)formazione ai progetti di solidarietà e alle attività socio-ricreative. Anche questa volta, ci sono.

Nella zona cucina scorgo Giovanni, un amico da tempo: e’ impegnato normalmente con un lavoro diverso ma in questa cornice e’ il punto di riferimento dei “ciaccini ripieni”. Il suo “primavera” non e’ niente male anche se manca di un po’ di sale: “se può servirti altro, qui noi ci siamo” precisa esibendo una pala da pizzaiolo professionista. Intanto ho gustato un ottimo piatto di pici.
Non manca dunque la gentilezza ed e’ l’aspetto che da colore e calore a tutto.
Mentre i miei figli danno calci ad un pallone (questa e’ anche sede di una scuola calcio che vede ogni anno giocare centinaia di “calciatori in erba”), ho il piacere di girare tra piccoli stand di puro artigianato: accessori per bambini, lavori ad uncinetto e non solo. Mia moglie pare più interessata di me: ha già visto qualcosa che, sono sicuro, porteremo con noi al rientro.
Inizia la musica e il mio orologio segna le ore 23.00. Provo a radunare la famiglia per andare via ma ho la netta sensazione che sarà impresa ardua anche per merito di Lorenzo, anche lui un volontario, che sta descrivendo alla perfezione un appuntamento da non perdere. La cena “a tutto ocio” con annessa Corrida che non sarà quella di Corrado o Amadeus ma, da queste parti, promette divertimento e risate.

Mi ha convinto. Sarà necessario tornare. Nel frattempo appare necessario anche rientrare a casa: ore 00.30 qui la festa continua per i più giovani con la discoteca.
Le famiglie si avviano all’uscita. Sono riuscito a convincere moglie e figli. Ho vinto anche io.
