Sempre più in alto Adele. La piccola tartuchina Adele, già seguita a Siena e in Toscana per essere passata alle selezioni regionali per la categoria baby nelle semifinali della toscana e della liguria, arrivata alla finalissima nazionale del cantagiro, incanta tutti con la sua bellissima voce forte e potente e conquista il secondo posto nazionale, dimostrando di essere una delle promesse della canzone italiana.

Una voce unica, ricca, con una qualità che riflette l’intensità emotiva del blues.
Ricordiamo che il Cantagiro, il cui Patron è il grande Enzo De Carlo, è un festival di qualità, un’occasione unica per chi ha la musica nel cuore. Un festival che dal 1962 ha fatto la storia della musica italiana: ha un brand storico ricordato e amato dagli italiani e dai media di tutto il mondo.
Proprio per questo attira i migliori talenti italiani, proprio per la serietà e il pregio della gara e la qualità dei concorrenti finalisti è la migliore in Italia.
Il Cantagiro si avvale dei migliori professionisti del settore (discografici, autori, artisti, giornalisti, esperti di comunicazione) per valutare al meglio le performance dei concorrenti.
Adele, scelta, al casting svoltosi a Follonica, dal Manager Alessio Boni, che ha subito visto in lei grandissime potenzialità, studia canto da 3 anni nello studio di Canto Moderno Musichannel con l’insegnante vocal coach Elena De Angelis ed ha dimostrato da subito un amore grandissimo per la musica, iniziando a studiare anche pianoforte e solfeggio, supportata dai genitori, che hanno appoggiato la sua passione con entusiasmo e disponibilità esemplare.
Un esempio per tanti bambini e ragazzi, che vedono la musica e il canto come un sogno, e come ripete sempre l’insegnante di canto di Adele, Elena: “I sogni si realizzano se coltiviamo con gioia il nostro entusiasmo, se crediamo in quello che siamo, se amiamo quello che abbiamo e se mettiamo impegno e costanza nello studio. Nel canto, quando cominciamo ad amare la nostra voce è lì che inizia la strada verso il nostro successo personale, ma mai pensare di essere arrivati, perché non si finisce mai di imparare, può succedere anche di cadere, ma il bello è rialzarsi più forti e maturi di prima”.
