Questa e’ la bellissima storia di un ragazzo con un sogno: giocare a calcio.

Questa e’ anche la storia di un sogno che si infrange dinnanzi alla sfortuna e di chi non molla: si rialza e continua a correre senza pallone ma inseguendo, in modo diverso, il suo sogno.

Federico Pasqualoni e’ il protagonista di questa storia. Un destino da vincente sul rettangolo verde, un serio infortunio e la risalita: lui, alla fine, ha vinto.

Giovanissima promessa del Milan prima della Lazio dopo, muove i suoi primi passi da calciatore professionista nel Cosenza.

“Ho vinto un playoff di serie C sotto lo sguardo di 25 mila tifosi: qualcosa di indimenticabile“.

Sorride attingendo ai ricordi più cari.

Qualcuno vede questo centrale di
difesa dai piedi buoni e il salto e’ presto fatto: a 21 anni il goal è in serie C all’esordio con la maglia della Casertana, l’anno dopo la vittoria del campionato di serie C con il Cosenza.

Nel momento più esaltante per un ragazzo arriva la doccia fredda e, purtroppo, non e’ quella successiva all’allenamento.

Federico si fa male: un infortunio serissimo dopo una serie di stop forzati negli anni precedenti. Siamo a settembre 2018.

Complice una malformazione congenita del ginocchio, i medici sono chiari: rischia la mobilità e quindi la possibilità di correre. Deve smettere con il calcio giocato.

Un muro che crolla. Un sogno infranto.

Nel periodo più nero pero Federico e’ bravissimo a vedere la luce in fondo al tunnel: e’ lo studio.

Conclude velocemente un percorso di studi già avviato: si laurea in psicologia e, intelligentemente, mette a frutto la sua esperienza per altri giovani.

“Non potevo lasciare sfuggire tutto quello che avevo imparato: la capacità di giocare in squadra, saper gestire la pressione e il sacrificio, la consapevolezza di essere un atleta“.

Federico fa si che il calcio non sia un perimetro definito: aiuta i ragazzi che si dedicano allo sport aprendo a loro altre strade.

Una sorta di osmosi per promuovere i talenti di ogni persona: “lo sport insegna sempre. Mettermi a disposizione della formazione di altri e’ stata la mia ancora di salvezza”.

Mentre pensiamo che sarebbe un ottimo mentalcoch o un meraviglioso istruttore per una squadra di giovanissimi, lui ci sorprende.

“Sto lavorando ad un importante progetto di cui non posso svelare molto”.

Sarà un altro gol di una bellissima carriera vissuta dentro e fuori dal campo da atleta vero con in mente i sani valori dello sport.

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