Pubblichiamo un articolo bellissimo di Daniele Semplici in ricordo di sua moglie, Michela Govi, maestra della scuola primaria “Giovanni Dupré”  di Siena. La maestra Michela e’ recentemente mancata dopo una lunga malattia

Il 20 luglio 2025 una lunga malattia si è portata via, non ancora cinquantunenne, mia moglie Michela strappandola ai suoi affetti più cari, a nostra figlia, a me e a tutti quelli che le volevano bene, che l’avevano conosciuta e che avrebbero potuta conoscerla in futuro.

Per ricordarla, ieri si è svolto un incontro presso la scuola primaria “Giovanni Dupré” di Siena, organizzato dalle sue colleghe, al quale siamo stati invitati mia figlia ed io, insieme agli alunni e i genitori della sua ultima classe quinta (la “mitica 5°A”).

Nella biblioteca della scuola, per gli occhi piena di persone ma per il cuore colma di affetto e calore, sono stati svelati, in suo ricordo, un disegno realizzato dalle maestre e una targa con i pensieri dei suoi ex alunni a corredo di una foto di fine anno con il volto sorridente di Michela che accoglierà tutti quelli che da oggi in poi entreranno in biblioteca.   

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Tra sorrisi tirati e occhi lucidi di chi le voleva bene e può stringere a sé un ricordo di qualche momento passato insieme, per me e mia figlia è stato davvero un momento toccante. Non voglio scomodare la parola “cerimonia”, chi conosceva bene Michela sa che non sopportava le cerimonie, perché non lo è stata ma qualcosa di davvero spontaneo e sentito da parte di tutti quelli che hanno partecipato.        

Al di là delle materie insegnate, Michela ha sempre creduto nel confronto con i suoi alunni, nel raccontarsi e far raccontare di sé. Per questo portava un po’ di scuola e della sua classe nella nostra famiglia e anche un po’ della nostra famiglia nella scuola e nella sua classe.

Finiva così che ci conoscevamo anche se a distanza e senza esserci mai esserci incontrati. Chi ha un insegnante in famiglia sa bene che non è un lavoro che si chiude fuori dalla porta quando si rientra a casa. Un lavoro faticoso, stancante, a volte frustrante ma che può dare davvero tanto e con un singolo momento può ripagare di tutti gli sforzi fatti.

Ad inizio di ogni ciclo scolastico, per esperienza so che le maestre ragionano per “quinquienni”, conosceva dei bambini con i quali viveva a stretto contatto per ben cinque anni, diverse ore al giorno per tanti mesi, per poi lasciarli ragazzi per le medie. Sicuramente ognuno di noi ha nel cuore qualche ricordo legato alla sua maestra delle scuole elementari.  

Un’ultima parola per la scuola Dupré. Pur vivendo a Monteroni d’Arbia, Michela non hai mai pensato di lasciare quella scuola perché si sentiva un po’ a casa e per lei l’aspetto umano dell’ambiente di lavoro era davvero importante. È una fortuna che non sempre capita, non sempre dipende dagli altri, alcune volte anche da noi. È una strana alchimia, purtroppo o per fortuna non riproducibile con formule specifiche, che questa volta si è prodotta creando un clima nel quale fa piacere stare. Michela ha sempre sentito vicine le sue “colleghe”, lo scrivo tra virgolette perché non erano solo colleghe, sia nei tanti impegni scolastici degli anni passati, dalle lezioni quotidiane, alle programmazioni del lunedì, per arrivare alle gite e alle recite finali, sia nell’ultimo anno quando i problemi fisici l’avevano costretta a lasciare l’insegnamento.

Per questo non posso che ringraziare tutte e tutti quelli che a vario titolo, per periodi più o meno lunghi hanno incrociato le loro vite con quella di Michela tra le mura della Dupré.      

Mia figlia ed io ringraziamo davvero di cuore la scuola che ha voluto organizzare questo incontro così caloroso insieme ai genitori e agli alunni della sua ultima classe quinta per il grande affetto dimostrato per Michela e verso di noi. 

Daniele Semplici 

http://babbonline.blogspot.it/

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