Mi avevano, in diversi, raccontato del suo talento calcistico. Qualche volta, nelle nostre partitelle di Natale, lo avevo notato in campo: c’era qualcosa in lui di diverso, di particolare anche se un’evidente zoppia e il tempo riuscivano a ben celare un talento espresso in anni di gioventù.

Zio Diego era per me, per tutti noi un punto di riferimento. La saggezza di barba e capelli bianchi veniva fuori quando raccontava dei suoi trascorsi con il calcio o delle sue chiare origini baresi. Commentava il campionato con chiara competenza: lui sul rettangolo verde ci aveva corso tanto. Davvero.

Il posto a “capotavola” era suo: noi nipoti, acquisiti e non, lo sapevamo bene e, nei lunghi cenoni della notte di San Silvestro, mangiavamo sulle “fasce” lasciando a lui la zona nevralgica del banchetto. Da lì “dominava” dando saggi di reale destrezza nel pulire i frutti di mare che, semplicemente, adorava.

In quelle serate, tra una portata e l’altra, veniva fuori la “sua essenza” di uomo navigato. Se per lui avevi detto una sciocchezza non c’erano tanti giri di parole: esprimeva il suo disappunto. Forte e chiaro.

Negli ultimi anni, purtroppo, i suoi silenzi, sempre più intensi, avevano sostituito le chiacchiere, le opinioni vivaci e gli scambi con noi più giovani: “tanto avete sempre ragione voi” ci diceva stizzito.

La sua era divenuta, negli ultimi anni, una presenza silenziosa, una testimonianza di “baresita’” vissuta anche nell’intimo di un “io” che pareva sfiorire giorno dopo giorno.

Però c’era. Era con noi. Per il prossimo Capodanno non sarà così. Dio lo ha chiamato in cielo e lui e’ andato via nello stile con cui l’ho conosciuto ed apprezzato: senza frastuono, con serenità.

Anzi qualcuno ha parlato di lui. Articoli sul web che lo ricordano stella del Mesagne calcio. Ho appreso che aveva avuto anche la possibilità di arrivare in serie A: solo sfiorata purtroppo. Per lui, tanti successi e una militanza nella Lucchese in serie C: strano caso del destino nella “mia” Toscana.

Rimarrà indelebile il ricordo di un uomo capace di lasciare un’impronta. Indelebile.

Non ho voluto, al telefono, esprimere i miei sentimenti alla moglie e ai figli ai quali mi legano sentimenti di reale affetto. Non avrei trovato le parole che ho provato a cercare nella scrittura. Purtroppo, non ho potuto essere presente al suo funerale ma era giusto ricordarlo ed esprimere condoglianze sentite a tutti quelli che gli hanno voluto bene.

Tra questi, seduto a quel tavolo, c’ero anche io. Sono sicuro che lo ricorderemo tutti insieme il prossimo Capodanno e, forse, ci sembrerà di averlo ancora con noi. Ancora una volta.

Ciao Zio Diego.

 

 

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