Sabato 8 novembre, nell’incantevole Villa Chigi Farnese in Strada delle Volte Alte 6, si è svolto l’incontro per ricordare la giornata nazionale delle cure palliative con QuaViO.
L’associazione, presente sul territorio senese da circa 40 anni, si occupa di assistenza domiciliare pisco-sociale ai malati oncologici e ai loro familiari.
volontari QuaViO
La mattinata è cominciata in letizia grazie a Silvia e Aurora del Conservatorio Rinaldo Franci che ci hanno suonato musiche con chitarra e flauto traverso.
E’ intervenuto poi l’assessore alla Sanità Giuseppe Giordano che ha sottolineato l’importanza di facilitare i processi di collaborazione e avallare sempre di più l’educazione sanitaria che passa attraverso il Comune e la collaborazione tra Associazioni.

Giuseppe Giordano e Vanna Galli

Vanna Galli – presidente della QuaViO – ha confermato quanto sia importante fare sinergia per creare delle squadre operative funzionali e presenti sul territorio; così come dare rilevanza alla bellezza in quanto cura, come prendersi cura dell’anima, dello spirito e del nostro corpo preventivamente, ancora prima di tante medicine.
“Questa giornata vuole essere una riflessione sulla vita e sul fine vita, tanto precaria ma tanto preziosa come lo sono i semplici gesti: prepararsi una minestra, camminare sulle proprie gambe: cose che si danno per scontate fino a quando va tutto bene. Noi della QuaViO vediamo persone che alla fine della loro vita, grazie a percorsi di riflessione, imparano a vivere nel morire e questo è un grande insegnamento su cui riflettere”.
Il primo dei tre temi messi in risalto è stato il tabù della morte: “viviamo come se fossimo eterni e quando arriva il momento dell’addio, non siamo mai pronti” ha detto Vanna; il secondo punto pone l’attenzione sull’umanizzazione delle cure: essere empatici e accoglienti dimostrando umanità con piccole attenzioni perché la cura può divenire una coperta calda, un abbraccio, un ascolto… Il terzo tema affrontato è la capacità di superare l’angoscia della morte, quel distacco dalla vita che piace a tutti, e avviarsi verso la fine, serenamente.
La dott.ssa Antonia Loiacono, responsabile delle cure palliative per la Usl relativamente alla provincia di Siena, ha confermato ai presenti che l’interesse per le cure palliative è in crescendo, così come la sinergia tra associazioni ed i loro volontari, fondamentali presenze su cui puntare per un’assistenza sempre più attenta e preziosa.

Al termine della mattinata Paola Lambardi ha letto alcune testimonianze di persone che hanno voluto lasciare un ricordo, alla fine del loro cammino terreno: loro sono Maria Assunta, un’infermiera e donna attiva che ha confessato il suo cambiamento improvviso ma inevitabile, quando la malattia le è letteralmente piombata addosso, Lucia una signora ossessionata dalla malattia ma che grazie a QuaViO ha completato un processo di presa coscienza e ricucito vecchi strappi affettivi; Sergio, una persona esemplare e poi Santina che non era ancora pronta al distacco e che quindi trascorreva le sue ultime notti sudando e scrivendo con la volontà di lasciare un ricordo fatto di parole su cui riflettere. “Queste – ha confessato Vanna – sono alcune delle testimonianze che amo condividere, che mi hanno aiutato e tuttora mi aiutano a vivere; è anche grazie a loro che la vita va avanti con più consapevolezza”.

Silvia ed Aurora hanno chiuso la mattinata con saluti musicali ed i presenti hanno continuato uno scambio di riflessioni, nel giardino della Villa con un lieto rinfresco autunnale.
Un ringraziamento a Yasmina Nunziata che ha moderato gli interventi in maniera impeccabile e alla Villa Chigi Farnese per l’ospitalità e l’accoglienza.

Stefania Ingino
