Un intreccio di fili e solidarietà, la coperta realizzata dalle volontarie di Chiusdino diventa messaggera del valore delle Cure Palliative
Una giornata dedicata alla comunità e alla cultura della cura quella che si è svolta domenica, 23 novembre, in Piazza Garibaldi, dove è stata esposta la Coperta QuaViO, il grande manufatto collettivo realizzato dalle Donne del Filo che Unisce di Chiusdino.
La coperta non è stata realizzata per un’unica occasione, ma si inserisce nel solco delle iniziative ispirate alla Giornata delle Cure Palliative: da quel contesto ha preso forma l’idea di un progetto più ampio, che oggi si concretizza in un percorso itinerante. La Coperta QuaViO, infatti, sta attraversando e attraverserà diversi luoghi del territorio senese per diffondere la cultura delle cure palliative, della prossimità e della dignità della persona.
Il manufatto – composto da numerosi quadrati lavorati a mano – è ricco di simbolismo: richiama il pallium di San Martino, il mantello condiviso con chi ha bisogno, metafora dell’accoglienza, del calore umano e dell’accompagnamento nella fragilità. A realizzarla sono state le diciassette donne del gruppo “Il Filo che Unisce”: Tamara, Fiorella, Claudia, Lucia, Fiorella , Monica, Laura, Lucia, Angela, Sandra, Isella, Silvia, Monica, Nadia, Lorella, Sonia e Antonella.

All’esposizione era presente anche la sindaca di Chiusdino, Luciana Bartaletti, che ha sottolineato il valore umano e sociale dell’iniziativa: “Sono molto orgogliosa di essere presente oggi e, soprattutto, di avere accanto a me tante amiche e paesane che hanno dato vita al gruppo ‘Il Filo che Unisce’. Lo hanno fatto per volontariato, per solidarietà… e nessuno meglio di QuaViO incarna questo spirito. QuaViO accompagna persone che hanno necessità, che hanno bisogno, in un momento delicato. Migliorare la qualità della vita è il loro scopo, ed è anche quello delle nostre cittadine che, con l’uncinetto, hanno creato queste coperte con questo senso di grande voglia di essere insieme a loro”.
È intervenuta anche Vanna Galli, presidente di QuaViO, che ha ribadito l’importanza della comunità come antidoto alla solitudine: “QuaViO opera in circostanze di estrema fragilità, quando la malattia inguaribile ci colpisce. Il nostro compito è non lasciare nessuno solo, perché la solitudine è forse la malattia peggiore. La presenza e la solidarietà possono curare. E in cosa risiede la qualità della vita se non nella solidarietà, nel darsi una mano, nell’essere comunità, nel non lasciare solo nessuno, e non si deve aspettare di essere malati per fare questo”.
Galli ha poi proseguito: “La ricchezza del territorio sta in chi si impegna per avvicinare anziani, bambini, persone sole, e lo fa in modo spontaneo e profondamente umano. Come hanno fatto le donne del Gruppo il Filo che unisce. Ricostruire la volontà di stare insieme, di essere comunità, è lo spirito di cui abbiamo bisogno oggi.”

Dopo gli interventi della sindaca Luciana Bartaletti e della presidente di QuaViO, Vanna Galli, ha preso la parola anche Michela Da Frassini, in rappresentanza della Pubblica Assistenza di Chiusdino, sottolineando l’importanza della collaborazione tra realtà del territorio: “Io stasera rappresento la Pubblica Assistenza di Chiusdino, e quest’occasione è stata positiva perché ci siamo dati un impegno per un altro appuntamento che è fondamentale. La qualità della vita… il vostro impegno non è conosciuto e non si sa bene di che si tratta finché non si prova, ma è fondamentale perché permette di stare accanto al malato, ai nostri cari, nell’ambiente domestico, con gli affetti ma anche con le cure. E la vostra opera è fondamentale.”
Ha poi aggiunto: “Si parla molto di assistenza sanitaria, sociale, territoriale e domiciliare, ma c’è ancora tanto da fare. Le vostre attività, svolte sì con professionisti ma per la maggior parte con volontari, sopperiscono a questa carenza con tanta umanità, perché chi lo fa è motivato soltanto dalla passione. Grazie al Filo che Unisce che ci ha fatto incontrare, e grazie al filo con il quale si crea una vicinanza che non è solo logistica ma anche di condivisione di impegni e di valori, che ci ha visti uniti nel sociale.”
La Coperta QuaViO, esposta nel cuore di Chiusdino, proseguirà il suo viaggio come testimonianza tangibile della cura: un’opera che parla attraverso trame e colori, che unisce associazioni, volontari e cittadini. Un percorso che, proprio come i fili della coperta, intreccia storie, sensibilità e gesti semplici che diventano straordinari: un modo antico e insieme attuale di ricordare che la cura nasce dalla comunità.
