Il valore della relazione al centro del Convegno “L’attenzione alla persona attraverso le Cure Palliative”

Si è svolto a Siena, ieri 28 novembre, nelle Sale di Palazzo Patrizi, il Convegno “L’attenzione alla persona attraverso le Cure Palliative”, un momento di confronto aperto tra istituzioni, professionisti sanitari, volontari e cittadini.

Cosa sono le Cure Palliative (CP)
«Le Cure Palliative sono un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo dell’identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e di altre problematiche di natura fisica, psicologica, sociale e spirituale.»
— Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
In apertura, il Dott. Giuseppe Giordano, Assessore alla Sanità del comune di Siena, ha sottolineato come l’Amministrazione comunale intenda continuare ad offrire alla cittadinanza strumenti di conoscenza e orientamento sul tema delle Cure Palliative e sul valore delle attività dell’Associazione di volontariato QuaViO ODV nella nostra città. Inoltre, ha evidenziato l’importanza, nella città del Palio, del volontariato quale reale valore aggiunto per la collettività.
“In risposta all’aumento dei bisogni socio assistenziali, la carenza di risorse è sempre più evidente e la rete degli operatori è chiamata a un impegno costante, che richiede la sinergia tra istituzioni, professionisti e volontariato” le parole di Vanna Galli, Presidente Associazione QuaViO ODV che ha ringraziato l’assessore per l’impegno e il sostegno e i presenti per l’interesse mostrato.
I RELATORI
Il volontario nell’équipe di Cure Palliative: fare rete per umanizzare le cure
La Dott.ssa Debora Niccolini, Psiconcologa e Psicoterapeuta dell’Associazione QuaViO ODV, ha posto l’accento sull’importante ruolo del volontario di assistenza nell’équipe di Cure Palliative: una presenza competente e formata, capace di cogliere e accogliere i bisogni del malato e della famiglia. Un filo invisibile che unisce sanitario e sociale, attraverso relazioni, condivisioni periodiche e un costante lavoro di squadra per “Dare vita alla vita”.
Lo stato delle Cure Palliative nel nostro territorio: un diritto da conoscere, diffondere e garantire
La Dott.ssa Concetta Liberatore, Direttrice Rete Aziendale delle Cure Palliative AUSL Toscana Sud Est, alla luce del mutamento sociale, dell’ aumento delle patologie croniche e della conseguente necessità di servizi sempre più integrati, ha ribadito l’importanza della Legge 38/2010, che ha cambiato il paradigma di assistenza dalla logica della cura all’etica del prendersi cura.
Nonostante le Cure Palliative siano un LEA (Livello Essenziale di Assistenza) e quindi un diritto esigibile garantito a tutti i cittadini, restano purtroppo poco conosciute e garantite. È cruciale intensificare la divulgazione e la sensibilizzazione sui loro valori, non solo per migliorare la qualità di vita, ma anche per favorire l’introduzione precoce dei percorsi di cura (anche con strumenti innovativi come la telemedicina) e ridurre le ospedalizzazioni evitabili.
Tuttavia, il percorso è ostacolato da importanti criticità strutturali, tra cui la carenza di posti letto in Hospice secondo le direttive che prevedono 8 posti letto per ogni 100.000 abitanti, un target ancora non raggiunto e la carenza di Medici specialisti.
DAT: conoscere per poter scegliere
La Dott.ssa Antonia Loiacono ha illustrato i principi fondamentali della Legge n. 219/2017, che disciplina il consenso informato e il diritto all’autodeterminazione terapeutica di ogni persona.
In questo quadro normativo, secondo l’art. 4. «Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.»
Le DAT, dunque, sono un atto di responsabilità e consapevolezza sulla propria vita e sulle proprie scelte, che riguardano tutti i cittadini. L’invito è quello di sensibilizzare e non rimandare la redazione delle DAT, sfruttando anche le iniziative di informazione attive sul territorio, come lo sportello DAT presso la USL di Siena.
La spiritualità come dimensione di cura
La Dott.ssa Annagiulia Ghinassi di Fondazione TuttoèVita ha portato il tema della spiritualità, ricordando che prendersi cura non significa solo lenire il dolore fisico, ma anche rispondere ai bisogni profondi di senso e significato. La spiritualità è una dimensione universale che arricchisce la vita, soprattutto alla fine.
“La ricerca di senso e di fede alla fine della vita si esprime attraverso metafore, gesti, simboli e creatività” Cicely Saunders
La voce del Gruppo AMA: “Nel lutto nessuno deve restare solo”
In conclusione, Rosangela Palmas ha presentato il Gruppo AMA (Auto Mutuo Aiuto) come uno spazio protetto per condividere il dolore e la solitudine quando si attraversa un lutto. La testimonianza toccante di una partecipante ha confermato il valore di potersi esprimere senza essere giudicati. Nel gruppo si scopre un luogo in cui non c’è solo sofferenza, ma anche leggerezza, sostegno reciproco e umanità.

Il convegno è stato moderato dal Dott. Giuseppe Saponaro, Direttore e fondatore del quotidiano Sienasociale.it
Martina Frullanti
