Dopo la pausa natalizia, la stagione teatrale del Teatro dei Rinnovati di Siena, diretta da Vincenzo Bocciarelli, ha presentato le serate di venerdi 9, sabato 10 e domenica 11 gennaio con un grande spettacolo di alto livello teatrale, “La Vedova Scaltra” di Carlo Goldoni.

L’evento ha conquistato il pubblico sia grazie al raffinato lavoro di regia di Jean Reno, presente tra il pubblico in sala, sia grazie al felice adattamento del testo di Giancarlo Marinelli, e infine grazie alla sofisticata cura scenografica (a cura di Fabiana Di Marco con i costumi di Nicolao Atelier Venezia) ed attoriale.
La protagonista indiscussa dello spettacolo è Caterina Murino, affascinante attrice di origini sarde che vanta una carriera internazionale, anche grazie all’interpretazione di Solange in “Casino Royale” (2006) della saga di James Bond.
Ne “La Vedova Scaltra” Caterina Murino interpreta il ruolo di Rosaura, bella, ironica ed intelligente vedova veneziana che, dopo la morte del marito, desidera rimettersi in gioco sentimentalmente.
Infatti, quattro pretendenti, ciascuno di nazionalità diversa, le fanno un’implacabile corte fatta di stereotipie, equivoci, competizione reciproca e comici giochi di seduzione.
L’intrigante vicenda si svolge in una Venezia del Settecento suggestiva, barocca e opulenta, evocata attraverso una scenografia romantica, cangiante ed elegante grazie alle video proiezioni di Francesco Lopergolo.
L’elemento centrale e indubbiamente geniale è il personaggio di Arlecchino, la maschera più celebre e rappresentativa della “Commedia dell’Arte”, simbolo universalmente noto della cultura e tradizione italiana, nonché del nostro variopinto e antico Carnevale.
Interpretato con grande maestria dal bravissimo Enrico Bonavera, che ha saputo rendere le sue strambe movenze insieme ad un dialetto veneziano sgangherato, sgrammaticato e improvvisato, Arlecchino è il vero motore dell’azione, sia in quanto cantastorie e mediatore tra il pubblico e la vicenda teatrale, sia in quanto estroso facchino, confusionario servitore e “combinaguai”.
Arlecchino causa una serie di equivoci che scatenano una verace comicità, i quali poi si risolvono in un rassicurante lieto fine che mette un punto alla folle girandola di eventi scatenati dalle marachelle della nostra affezionatissima maschera della tradizione italiana.
Il teatro di Goldoni rimane sempre fortunatamente attuale ed eterno, capace di essere riproposto nei secoli a venire senza che mai perda la sua vena e presa comica per la ricchezza e l’attualità dei temi affrontati.
Il prossimo appuntamento a teatro sarà il musical di “Alice nel paese delle meraviglie” il 16, 17 e 18 gennaio con regia di Andrea Cecchi.
