Il 6, 7 e 8 febbraio 2026 è andato in scena sul palco del Teatro dei Rinnovati, con direzione artistica di Vincenzo Bocciarelli, lo spettacolo “Tenente Colombo – Analisi di un omicidio” di William Link e Richard Levinson, che ha visto la formidabile interpretazione di Gianluca Ramazzotti nei panni del famoso Tenente di Los Angeles, accompagnato da Pietro Bontempo, Samuela Sardo, Sara Ricci e la partecipazione straordinaria di Nino Salerno.

Davanti ad un pubblico partecipe, complice e molto divertito, il giallo teatrale ha colpito sia per l’acume e la perspicacia del personaggio Colombo, apparentemente tra le nuvole, sia per l’affetto universalmente nutrito verso la serie TV con Peter Falk, diventata iconica nel vasto panorama del genere giallo-investigativo, in voga soprattutto negli anni Sessanta e Settanta ma ancora estremamente avvincente.
“Tenente Colombo” nasce in realtà proprio a teatro, a Broadway nel 1960, prima che sul piccolo schermo, e porta con sé la novità di mostrare davanti agli occhi del pubblico la preparazione dell’omicidio perfetto da parte dell’assassino, le sue finzioni, la trappola, un luogo chiuso, la raccolta degli oggetti necessari e infine il delitto, in un’atmosfera di grande suspense.
Seguendo un ordine cronologico contemporaneo all’occhio dello spettatore, senza il classico e prevedibile flashback, si assiste prima all’omicidio, poi alla comparsa improvvisa, nel luogo giusto al tempo giusto, del Tenente di Los Angeles che sembra sapere già tutto ma non può dirlo finché non ha tutte le prove a suo favore.
Da una parte l’assassino, uno psichiatra rispettabile e apparentemente innocuo, dall’altra il nostro investigatore svampito e smemorato, con il suo lungo trench beige e il sigaro in bocca, nevrotico ma puntualmente pronto a fare domande all’apparenza insensate e illogiche, ma capaci di mettere in crisi anche il più fine interprete della mente umana, sorpreso finalmente nei suoi errori di calcolo, oggetti fuori posto e dettagli non previsti.
La tensione e il fiato sospeso del pubblico si fondono con la vivacità del Tenente, che tiene il ritmo serrato della vicenda comparendo all’improvviso sulla scena o allungando il tempo di sospensione fingendo di andarsene ma trattenendosi sempre sull’uscio a sfiancare l’interlocutore, che pare essersela cavata, con un altro: “Ancora una cosa…”.
Sempre gentile, autoironico, umile ed umano, il Tenente Colombo sa notare dettagli che appartengono senza dubbio ad una visione del mondo non comune, dotato di acume, capacità di pensiero “laterale”, cioè fuori dagli schemi.
Il Tenente Colombo ci piacerà sempre in quanto diametralmente opposto dal personaggio stereotipato ed eroico che salva la situazione: l’investigatore di Los Angeles compie errori, tentano di depistarlo, ha un cane che sua moglie ha chiamato Cane, è un convinto tabagista ed amante di uva secca e soprattutto sembra vorrebbe credere all’alibi apparentemente infallibile degli assassini come se gli dispiacesse scardinare il loro finto mondo.
Pertanto anche l’interprete, Gianluca Ramazzotti, ha saputo rendere con grande efficacia, ironia, divertimento e passione, senza escludere il grande lavoro sul personaggio, il nostro caro Tenente Colombo che ci insegna ad osservare con più attenzione il dettaglio secondario e a guardarci attorno sempre con aria stupita e curiosa, mai dando le cose per scontato.
Dopo la risoluzione del caso, il finale tanto agognato e la giustizia trionfante, il sipario si è chiuso e gli applausi sono stati calorosi e scroscianti. La compagnia ha voluto ringraziare l’ospitalità ricevuta dal Teatro dei Rinnovati e con grande umiltà ha dichiarato di aver realizzato un teatro di tipo “leggero”.
Invece non siamo più così tanto abituati a vedere un giallo recitato sul palco, a due passi da noi: l’eccitazione che riesce a creare è tangibile e palpabile, la voglia di risoluzione è vibrante, come quando sei di fronte a un cubo di Rubik o ad un rompicapo; diversamente dal piccolo schermo, il giallo a teatro chiama tutto il pubblico, tra euforia ed eccitazione, alla ricerca della soluzione giusta.
Forse non siamo più abituati a risolvere un caso: abbiamo sempre ogni cosa a portata di mano. Il giallo, purtroppo, non è più un genere (teatrale) molto frequentato.
Ma il Tenente Colombo ci ha fatto ritornare curiosi e scalpitanti e con lui abbiamo seguito un ragionamento non comune e ci siamo divertiti ad abbandonare, seppure per poco, le nostre convinzioni e la nostra “comfort zone”. Come si sa, infatti, il giallo e i generi da lui derivati stimolano le abilità di “problem solving”.
Prima di salutare, il direttore Vincenzo Bocciarelli ricorda i prossimi appuntamenti che animeranno il centro storico di Siena in occasione del Carnevale con “Mi ci gioco la maschera” da giovedi 12 a martedi 17 febbraio.
Inoltre, in occasione di San Valentino, andrà in scena al Teatro dei Rinnovati il 13, 14 e 15 febbraio lo spettacolo “Gli Innamorati” di Carlo Goldoni con l’adattamento e la regia di Roberto Valerio.

