L’esperienza di Montalcino racconta che la tradizione non è un recinto. Un invito a Siena, con la delicatezza di chi condivide lo stesso amore per la nostra terra.
Cesare Pavese scriveva che “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
Siena è questo, all’ennesima potenza: è madre, è culla, è identità forte. Una città che ti entra dentro e che, proprio per la sua bellezza intatta e medievale, a volte sembra volerci proteggere troppo, rischiando di fermare il tempo.
Splendida e immutabile, Siena è oggi una città che fatica a rispondere alla domanda più urgente: quella posta dai suoi giovani. Viviamo un paradosso doloroso. Da un lato, le classifiche ci dicono che questa è una provincia sicura, attenta alle donne e ai bambini (Sole 24 Ore); dall’altro, chi la vive a vent’anni si scontra con una realtà di transizione bloccata.
La città rischia di perdere se stessa in un lento spopolamento, soffocata da un costo della vita crescente e da un’assenza di spazi di aggregazione che non siano mero consumo turistico.
La “denuncia” è amplificata anche da voci nuove e coraggiose come quelle dei ragazzi di Radio Kappa: manca la vita notturna, mancano i luoghi, manca quel fermento che trasforma una città medievale in una città viva.
Ed è qui, in questo contesto che conosciamo e amiamo, che vogliamo raccontarvi, sottovoce, cosa sta accadendo poco più a sud, a Montalcino.
Nel gennaio 2025 è nata l’associazione culturale Aria Nuova Montalcino. Non abbiamo la presunzione di aver risolto i problemi della nostra comunità. Anzi, Montalcino, come Siena, ha ancora tanta strada da fare e sconta ritardi importanti. Il nostro è stato, ed è tuttora, un tentativo. Un sasso lanciato in uno stagno immobile.
Eravamo in 30, giovani under 30 con la voglia di non arrendersi al “si è sempre fatto così”. In un anno siamo diventati più di 120. Abbiamo organizzato eventi sportivi, convegni, cercato di riaprire spazi chiusi.
Ma il vero risultato non sono i numeri: è aver scoperto che la brace sotto la cenere c’era ancora.
Aria Nuova è un cantiere aperto, imperfetto, faticoso. Siamo una realtà in costruzione, e abbiamo imparato che è proprio costruendo che si crea il senso di appartenenza.
Non siamo un modello finito, ma un compagno di viaggio. Guardiamo con ammirazione a chi, in Italia, ha fatto anche meglio di noi: pensiamo alla rigenerazione urbana di Farm Cultural Park in Sicilia o ai poli giovanili che nascono nelle periferie di Bologna e Milano. Il nostro messaggio per Siena è un messaggio di affetto e di possibilità.
L’associazionismo può essere la chiave gentile per scardinare l’immobilismo. Non serve aspettare che tutto sia pronto, non serve attendere grandi riforme dall’alto. Serve, forse, iniziare a ritrovarsi.
Aria Nuova Montalcino vuole essere un piccolo esempio virtuoso da “trasportare” nel tessuto senese, non come lezione, ma come ispirazione. Se siamo riusciti a muovere le acque nella tranquilla Montalcino, siamo certi che la nobile Siena abbia in sé energie ancora più grandi pronte a esplodere, se solo gli si dà spazio.
Il futuro non è un luogo dove stiamo andando, ma un luogo che stiamo creando. E per crearlo servono mani, cuori e la voglia di stare insieme. Come diceva un antico proverbio: “Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme”.
Noi ci stiamo provando, con umiltà e determinazione, guidati da un Consiglio direttivo che è prima di tutto un gruppo di amici prestati al servizio della comunità.
Siena, splendida e difficile, merita tutta la nostra energia. Aria Nuova è pronta a fare la sua parte, sperando che questo piccolo vento di collina possa contribuire a spazzare via un po’ di rassegnazione, lasciando il posto alla voglia di fare.
Viva la gioventù!
Bernardo Vegni
