Un momento dell'evento di donazione dell'opera d'arteUn momento dell'evento di donazione dell'opera d'arte

Questa è la storia di un dono. Meglio è la storia di un uomo che ama l’arte e prova a vedere nei colori, i suoi colori, la ricchezza della vita che scorre. Proviamo a raccontarla questa storia nella consapevolezza che essa vada ben oltre i confini dell’azione concreta del “donare” per collocarsi in equilibrio stabile tra professionalità, emotività, cordialità ed emozione. Sullo sfondo rimane la sensazione che ogni persona proverà osservando un quadro che occupa un posto speciale come luogo fisico e nel cuore dell’artista.

“Congiunzioni” di Pieraffaele Battaglia
“Congiunzioni” di Pieraffaele Battaglia

Si è tenuta ieri,  presso il Tribunale di Firenze, la cerimonia ufficiale di
donazione dell’opera “Congiunzioni” (2022), realizzata dal dott. Pieraffaele Battaglia, Dottore Commercialista con una profonda passione per l’arte, su iniziativa dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze.

Alla presenza del Presidente dell’Ordine, Enrico Terzani, di una rappresentanza del Consiglio, del Presidente del Tribunale, dott. Angelo Antonio Pezzuti, della dott.ssa Laura Boy, dirigente del Tribunale, di magistrati della sezione civile e dei funzionari della Quinta Sezione Civile – Imprese e Procedure Concorsuali, l’iniziativa rappresenta un momento di rinnovata stima e collaborazione tra le due Istituzioni fiorentine.

La donazione intende essere un segno tangibile di riconoscenza per i consolidati rapporti professionali che,
nel tempo, hanno caratterizzato l’interazione tra il Tribunale e la categoria dei Commercialisti, in particolare nell’ambito delle procedure civili, delle imprese e delle procedure concorsuali, dei CTU, settori nei quali
numerosi iscritti all’Ordine operano quotidianamente con competenza tecnica e responsabilità
istituzionale.

L’opera “Congiunzioni” trae ispirazione dall’architettura contemporanea del Tribunale, reinterpretata
attraverso una tavolozza vivace e contrasti cromatici marcati che conferiscono rilievo e dinamismo alla
composizione. Il complesso architettonico diviene così non solo soggetto, ma simbolo di incontro e dialogo: tra economia, famiglia e lavoro, tra rigore formale e dimensione umana, tra istituzioni e professioni.

Le “congiunzioni” evocate nel titolo si declinano su più piani: astrale, con il cielo animato da movimenti
circolari che richiamano suggestioni pittoriche di pittori del passato; relazionale, con figure umane che
rappresentano legami e comunità; architettonico, con le vetrate che riflettono il cielo fondendosi con gli
elementi del parco circostante.

In una nota lieve e simbolica, l’artista introduce anche un elemento di ironia
— un bambino che scivola lungo i pendii dell’edificio — a suggerire come anche nei luoghi della formalità
possa trovare spazio l’umanità e il colore.

L’iniziativa sottolinea come il Tribunale, pur nella sua funzione di presidio di legalità e serietà istituzionale,
possa essere anche luogo aperto alla cultura e all’arte, dimostrando come lavoro e sensibilità estetica
possano convivere in un dialogo virtuoso.

La cerimonia ha costituito un’occasione per ribadire l’impegno condiviso a proseguire nel solco di una
collaborazione fondata su competenza, rispetto reciproco e comune servizio alla collettività.

targa presente accanto all'opera “Congiunzioni” di Pieraffaele Battaglia
targa presente accanto all’opera “Congiunzioni” di Pieraffaele Battaglia

Pieraffaele Battaglia, Congiunzioni, 2022

Una tavolozza vivace, con contrasti netti che donano risalto ad ogni
dettaglio: l’opera è una lirica onirica che nasce da un’esuberante fantasia
che da sempre contraddistingue lo stile dell’autore.
In questo caso, il punto di partenza è l’architettura del complesso del
Tribunale di Firenze, che ha solleticato la sua creatività.

Un luogo di lavoro per Battaglia, che comunque sente come uno spazio
amico. Da qui, il fascino di questa architettura contemporanea fiorentina
ha dato vita ad una rappresentazione piena di dettagli piacevoli, in
armonia con il parco di San Donato lì accanto.

Le Congiunzioni del titolo sono molte, a cominciare da quelle astrali, dove la luna guarda verso la
stella polare; proseguono con quelle sentimentali, con un uomo ed una
donna in primo piano che si scambiano un abbraccio guardando verso dei
bimbi intenti a giocare sul prato. Anche l’architettura non si sottrae a
questo gioco, così le sue vetrate divengono specchi per riflettere il cielo
mentre si fondono con i lampioni del parco. E poiché siamo in un parco, il
nostro visionario artista trasforma il tribunale in un grande scivolo per far
divertire i bambini, mentre nella parte alta l’architettura si tramuta in
un’enorme lira che intona musiche nella notte fiorentina.

La poesia che questa opera emana è legata al sentimento che l’artista prova per questo
posto, dove l’architettura ed il parco si compenetrano e si uniscono, la
natura prende il sopravvento sulle forme, tanto che i lampioni si
trasformano in fiori e il palazzo acquista morbidezza e cromia surrealiste.
Licenze giocose che trovano la loro compiutezza in un cielo che rimanda
chiaramente a Van Gogh sia per i colori che per i giochi di forme circolari.
Dal Concerto in San Jacopino del 2009 ad oggi, la sua fantasia non ha mai
smesso di ispirare Pieraffaele Battaglia, che oggi canta con tecniche
pittoriche moderne le architetture e gli scorci pittoreschi della sua terra
d’adozione. (Elisabetta Morici)

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