Federico Cantini, giovane imprenditore e vicepresidente dell’Associazione Culturale Aria Nuova Montalcino, racconta il suo punto di vista sull’imprenditoria giovanile.

Guardando le nostre colline emerge nitido un modello di quello che l’Italia sa essere quando mette insieme tradizione, territorio e iniziativa. Il Brunello è, a tutti gli effetti, un ambasciatore del nostro Paese nel mondo. È la nostra bandiera nel bicchiere.

Per i tanti giovani che oggi sono impegnati nelle aziende di Montalcino, è una sfida affascinante e un grande atto di amore verso le proprie radici. In Italia si contano oggi 49.000 imprese agricole guidate da under 35 (dato Sole 24 Ore), con il settore vitivinicolo che fa da capofila.

Tuttavia, è qui nel nostro territorio che questa energia trova un terreno unico: i giovani che scelgono Montalcino sono consapevoli di aver ricevuto in dote un sistema solido, capace di produrre benessere e che va preservato con estrema cura. È questa solidità locale, costruita in decenni di eccellenza, a permettere una visione di futuro che altrove è più incerta.

Le sfide del settore: i dati della realtà

Nonostante la forza del nostro modello, l’entusiasmo si scontra con ostacoli strutturali che non possono essere ignorati. Si stima che un giovane imprenditore agricolo passi circa il 30-50% del proprio tempo tra adempimenti burocratici (fonte Pianeta PSR), sottraendo energia preziosa alla vigna e alla cantina.

Inoltre, le ombre fisiologiche del meteo sono diventate variabili agronomiche complesse e la gestione di eventi estremi richiede investimenti tecnologici in agricoltura 4.0 che pesano sui bilanci delle nuove aziende.

Certamente, chi vive l’azienda sa bene che non mancano le fatiche. Lavorare a contatto con la natura comporta sempre un margine di incertezza: ci sono le annate più complesse, le incognite del meteo e quel sacrificio fisico che il lavoro nei campi richiede ancora oggi. Ma sono proprio queste difficoltà a dare valore al risultato finale. È un mestiere che insegna la concretezza, la disciplina e il valore dell’attesa.

L’agricoltura oggi non è solo tradizione; è innovazione scientifica. La sfida degli under 30 è trasformare il sapere dei nonni in un’azienda resiliente e sostenibile, capace di resistere alle fluttuazioni di un mercato globale sempre più esigente.

Dobbiamo guardare al futuro con moderazione e ottimismo, grati per la fortuna di operare in un contesto così prestigioso. Il Brunello resterà un punto di riferimento finché sapremo coniugare l’innovazione necessaria con il rispetto sacrosanto per ciò che è stato costruito prima di noi. È un impegno che stiamo portando avanti con dedizione, garantendo che Montalcino resti, ancora a lungo, un’eccellenza mondiale.

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