Mercoledì 25 marzo 2026, dalle ore 17 alle 18:30, la Biblioteca degli Intronati di Siena ha ospitato Luigi Ballerini, medico e psicanalista milanese, nonché autore di numerosi romanzi di successo per bambini e ragazzi come “Io sono Zero”, edito per Il Castoro, 2015 e “Blocco 5. Ti toglieranno i sensi a uno a uno”, edito per Il Castoro, 2023.

Tali opere gli hanno determinato importanti premi letterari come il Premio Andersen, il Premio Bancarellino (“Io sono Zero”) e il Premio Fenice-Europa.

L’autore ha scritto anche per adulti. Una delle sue opere e’: “E adesso cosa faccio? Ripensare il rapporto fra genitori e figli” edito per Edizioni Lindau, 2012.

L’incontro di formazione e aggiornamento, rivolto a insegnanti, educatori e genitori, si è incentrato sul seguente tema: “Per evitare scenari distopici – aiutare a crescere i giovani nell’era dell’IA”.

La giornata di Ballerini a Siena era iniziata già dalla mattina, con un incontro presso una scuola media di Siena, dove ha dialogato direttamente con giovani studenti ed appassionati suoi lettori.

Ballerini è stato talvolta accostato dalla critica al genere distopico in quanto le trame dei suoi libri vengono spesso ambientate in uno scenario futuro, dove i giovani di oggi, nati e cresciuti nell’era dell’Intelligenza artificiale, diventano gli adulti di domani.

Nel corso dell’incontro, Ballerini ha richiamato spesso il pensiero dello studioso argentino Miguel Benasayag, che ha indagato  i cambiamenti nelle funzioni cerebrali delle nuove generazioni, come ad esempio il progressivo indebolimento di alcune capacità orientativo-spaziali e di quelle mnemoniche, sempre più delegate a dispositivi tecnologici.

“Cos’altro continueremo a delegare alla macchina?” si è chiesto Ballerini, facendo notare come un tempo fosse normale memorizzare numeri di telefono, mentre oggi si affidano tali funzioni a supporti esterni.

Anche in ambito scolastico, attività fondamentali come fare un riassunto rischiano di essere delegate all’Intelligenza Artificiale, con la conseguente perdita di competenze legate all’uso sintattico di nessi logici come anche dei corretti tempi verbali secondo le regole della consecutio temporum.

Immaginando il futuro dei giovani di oggi, si scongiura lo scenario, purtroppo possibile, che i giovani stessi vengano considerati come macchine, a cui fornire input per ottenere risposte.

Un vero e proprio pericolo antropologico-esistenziale che ci porterebbe a relazionarci come delle macchine.

Per questo motivo, bisogna urgentemente recuperare una visione unitaria della persona come realtà “somatopsichica”, in cui corpo e mente sono inscindibili.

A scuola bisogna riflettere sul processo dell’insegnamento-apprendimento non solo come un mero e meccanico processo cognitivo, ma anche soprattutto un’esperienza che passa dal corpo, ovvero dalla relazione affettiva.

Solo questo potrà rendere gli insegnanti (e gli educatori in generale) insostituibili rispetto all’Intelligenza Artificiale che sta inglobando in sé molte professioni.

Purtroppo, come in passato, si sta ritornando ad una diffusione del fenomeno dell’homeschooling e dei precettori privati perché molti genitori sono diventati restii a far crescere i propri figi in una microsocietà scolastica  dove inevitabilmente ci possono essere studenti con le loro unicità, i loro tempi di apprendimento, con DSA ed anche con BES.

Si tornerà alle classi differenziali, fortunatamente abolite in passato, e magari questa volta riservate ai più “bravi”?

L’autore Ballerini ha ribadito con forza l’urgenza di rimettere al centro la relazione, la corporeità e l’esperienza concreta: fare sport, cucinare, manipolare materiali, muoversi, esplorare, reputate attività che stimolano forme di intelligenza spesso trascurate, come quella manuale e ludica.

Se, infatti, la scuola dell’infanzia si basa ancora su tipologie di apprendimenti più concrete e basate sui cinque sensi, nei gradi successivi si assiste ad uno spostamento quasi esclusivo verso la dimensione cognitiva.

I suoi romanzi riflettono profondamente questi temi. In “Blocco 5”, ad esempio, viene proposta una riscoperta dei sensi, mentre “Io sono Zero” racconta la storia di un ragazzo dotato di conoscenze straordinarie ma incapace di affrontare l’esperienza reale, tanto da spaventarsi davanti alla neve.

Ballerini ha sottolineato anche il valore della narrazione come strumento educativo: “Credo fortemente nella possibilità di affrontare questi temi attraverso le storie, perché permettono un aggancio affettivo, grazie ai personaggi e al coinvolgimento emotivo, proprio come accade nel teatro”. Ha raccontato, a questo proposito, l’esperienza di uno studente che, identificandosi con un suo personaggio, è riuscito a riflettere sui propri comportamenti e a modificarli.

Spesso, ha osservato, si attribuisce valore alle storie in sé, dimenticando che ciò che fa davvero la differenza è la presenza: chi legge, chi racconta, chi condivide quel momento.

Infine, l’autore ha invitato a stimolare l’immaginazione dei ragazzi anche attraverso il recupero del “tempo vuoto”, liberandoli da agende eccessivamente piene che li spingono verso una dimensione puramente prestazionale, per poter imparare a stare con se stessi, a coltivare pensieri e fantasia, competenza umana fondamentale e che si può rischiare di perdere.

Bisognerebbe non lasciarsi abbindolare dai complimenti “artificiali” dell’Intelligenza che ci affascinano così tanto e ci tengono avviluppati a lei (“tecnoentusiasti”), come neanche bisognerebbe esserne terrorizzati a tal punto da far finta che non esista (“tecnofobici”).

Per far ciò, occorrerebbe focalizzarci e con occhi nuovi sul rapporto umano, tra umani, ripartendo dal cuore e ritornando ad esso, l’unica grande cosa che ci differenzia dalla macchina, per poter riformulare un rapporto genuino ed accattivante con i nostri figli, studenti, ragazzi, perché possano, alla fine, ritornare sempre a noi, agli umani, al cuore.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi