Francesco e’ un babbo. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscerlo. Poi scelte di vita e chilometri ci hanno separato, distanziato. Francesco e’ uno di quei padri che ha vissuto in modo particolare la giornata sull’autismo. Meglio, lui vive ogni giornata in modo particolare. Ha scritto un commento su Facebook: lo riportiamo interamente. Impone una riflessione.

Un altro 2 aprile è passato, domani come oggi, continua la battaglia di quelle famiglie che hanno una persona autistica o in generale un disabile con se.

Cosa è la consapevolezza e come si acquisisce? Un modo è la compassione, la partecipazione alle situazioni che queste famiglie vivono, la partecipazione alla battaglia.

Come sarebbe bello se qualcuno bussasse alla porta di queste famiglie dicendo: posso stare qualche ora con lei/lui?

Certo il supporto specialistico è fondamentale e per questo ci vogliono strutture specifiche ma, un’ora di tempo per dare la possibilità a tante mamme e papà di ritagliare un momento per se, per recuperare le forze, come fossero reduci dal fronte, un piccolo aiuto con la compassione che una situazione difficile merita.

Sono certo che i primi ad avere beneficio da questo sarebbero proprio coloro che aiutano questi prossimi”.

Francesco Troiano

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