Abbiamo intervistato due giovani donne che fanno parte del Consiglio dei Giovani di Siena. Lo abbiamo fatto per capire di più di questa realtà che ha annunciato il suo primo ed importante evento per il 9 aprile 2026. Ecco cosa ci hanno detto Giulia Laila Abd El Gawed e Giulia Manganelli
1. Quando siete nati e qual è il vostro scopo?
Il Consiglio dei Giovani (CdG) di Siena nasce come iniziativa della Fondazione Monte dei Paschi già nel 2023, dal progetto predecessore “Uno sguardo giovane”. Dopo questa prima fase preparativa, durante la quale sono stati coinvolti membri di associazioni universitarie, il Consiglio ha accolto ragazzi e ragazze che si sono candidati/e indipendentemente, tutti accomunati dalla voglia di mettersi in gioco e contribuire al benessere e al progresso sociale della nostra città, con riferimento particolare alla fascia d’età tra i 18 e i 30 anni (che poi, sarebbe anche la nostra!).
In particolare, fanno parte del CdG 16 membri che restano in carica per due anni. Per consentire ad un maggior numero di persone di entrare a farne parte, ogni anno si prevede la rotazione della metà del Consiglio. Per partecipare basta inviare la candidatura al bando che la FMPS realizza all’incirca alla fine dell’estate.
La caratteristica distintiva del Consiglio è la nostra autonomia gestionale: fin dall’inizio con Uno Sguardo Giovane, la priorità era di avere potere economico e decisionale. Il Consiglio decide come spendere i fondi messi a sua disposizione. Per scelta non abbiamo gerarchie all’interno del Consiglio, quindi ogni collaborazione e ogni spesa vengono votati da tutti i membri.
Vogliamo essere un ponte tra le nuove generazioni e le istituzioni locali, per far sentire la voce dei giovani nei luoghi dove si prendono decisioni importanti, e vogliamo farlo attraverso progetti, attività culturali, incontri, dibattiti e una costante attenzione a tutto ciò che riguarda il mondo giovanile: lavoro, salute, cultura, diritti, ambiente, inclusione. Cerchiamo di rappresentare i giovani di Siena, non solo i senesi di nascita, ma anche quelli d’adozione, che si sono trovati qui per studiare o lavorare e che si sono innamorati della città e hanno deciso di rimanere. Il lavoro da fare non è poco, ma crediamo che ci sia un enorme potenziale per permettere ad una grande fetta della popolazione senese di far sentire la propria voce con progetti ed eventi. In un certo senso, cerchiamo anche di essere un “ponte” che permetta di dialogare con le istituzioni locali (dal Comune, alle Università, alle associazioni e agli enti del territorio), per far sì che abbiamo la possibilità di esprimerci nelle questioni che ci riguardano più da vicino, di esprimere i nostri bisogni che altrimenti rimarrebbero solo insoddisfazione e irrequietezza.
2. Chi fa parte del Consiglio e cosa fa nella vita e l’età
Il Consiglio raccoglie giovani tra i 18 e 30 anni. Attualmente siamo studenti, lavoratori, ricercatori, volontari in altre associazioni e portiamo anche le nostre esperienze da fuori. Il Consiglio è un’associazione trasversale e orizzontale a tematiche e interessi che riguardano noi giovani e proprio il fatto che molto del lavoro si svolge in piccole commissioni (come la commissione strategia, quella relazioni esterne o quella comunicazione) permette a tutti di vivere con impegno e serenità questa nostra attività di volontariato. Ciò che ci accomuna è proprio la voglia di valorizzare il territorio per quanto riguarda la partecipazione giovanile e la consapevolezza di quello che Siena ha da offrire ai propri giovani (proprio su questo tema faremo un incontro il 9 aprile al Palazzo del Capitano, vicino al Duomo, in cui prevediamo un momento di dialogo con le istituzioni e poi anche un po’ di divertimento con cibo e musica dal vivo!).
3. Cosa avete fatto di concreto fino ad ora?
Durante il primo anno di mandato ci siamo focalizzati sul gettare le basi del Consiglio. Ci era stato dato il compito bello ma difficile di costruire un’organizzazione praticamente da capo: avevamo e abbiamo piena libertà di organizzarci e governarci come meglio riteniamo. Eravamo d’accordo sul fatto che fosse necessario avere uno Statuto e alcune regole di funzionamento interno, per prevenire ogni tipo di malinteso e malfunzionamento. Nessuno di noi è perfetto, ma questa modalità di lavoro e la strutturazione delle commissioni ci permette di sentire “nostro” ogni piccolo progetto, ogni interazione con le istituzioni.
Da inizio 2026 abbiamo lanciato ufficialmente la nostra pagina Instagram (@cdgsiena), il nostro principale canale d’interazione con il resto dei giovani e delle giovani. Abbiamo poi lanciato una call to spaces (una richiesta di spazi disponibili) per realizzare una mappa di tutti quei luoghi all’interno del centro storico, ma non solo, in cui sia possibile studiare, lavorare, conoscere persone nuove e, in alcuni spazi, prendere iniziativa per organizzare delle attività che nascono dai giovani.
Quello che ci preme è infatti realizzare eventi e progetti in presenza, perché dopo il Covid abbiamo capito quanto sia importante stare in compagnia, ma allo stesso tempo quanto sia difficile esporsi e conoscere persone nuove. Abbiamo anche lanciato una serie di incontri con esperti dedicati alla carriera (il ciclo Inside Siena), stiamo sostenendo i lavori di riqualificazione del giardino di Fieravecchia, abbiamo iniziato una collaborazione con Fiab Siena con cui ogni mese portiamo dei giovani in giro per Siena e dintorni a fare movimento e conoscere nuove persone, siamo entrati nella governance del progetto Green Leaf per il quale il Comune di Siena ha vinto un prestigioso premio nel 2025 e abbiamo aderito insieme a Legambiente e altri enti al progetto Vie d’uscita culturali. Quest’anno prevediamo anche delle attività sull’arte in periferia e delle iniziative per sostenere i giovani rider che fanno le consegne di cibo a Siena. Insomma, ci stiamo dando un bel da fare! Ci siamo trovati molto bene con le realtà che abbiamo conosciuto sul territorio e vorremmo ringraziare tutti gli enti con cui siamo entrati in contatto e che ci hanno accolti.
4. Chi di voi è già impegnato nel volontariato?
Otto degli attuali membri del Consiglio hanno esperienza nel volontariato, inteso come un’attività intrapresa per il bene degli altri e che non necessariamente offre vantaggi per la carriera. Restiamo molto consapevoli della prevalenza di tirocini non-retribuiti che obbligano i tirocinanti a dare il loro tempo volontariamente. La maggior parte dell’esperienza del volontariato si concentra in attività per giovani e bambini: aiutando bambini con malattie, allenandoli per gli sport in contrada, o aiutandoli coi compiti al doposcuola. La seconda categoria di volontariato è nel settore sociale: attività per la comunità o l’integrazione, come la Caritas, il banco alimentare, il Leo Club e anche facendo da interpreti e ricercatori volontari. Altre esperienze di volontariato sono brevi, come aiutare in eventi di singole giornate.
5. Quale messaggio desideriamo dare ai giovani come noi?
Come Consiglio siamo sempre aperti ad ascoltare chiunque voglia dialogare con noi, che si tratti di nostri coetanei o meno, per permettere di costruire una Siena sempre più attenta, inclusiva e aperta sui temi dei diritti, del lavoro, della salute, della cultura e dell’ambiente.
Incoraggiamo tutti i giovani, di qualsiasi background, a candidarsi ai prossimi bandi: la forza del Consiglio sarà la sua diversità di esperienze e punti di vista.
Il Consiglio permette a ognuno di noi di sviluppare capacità e di crescere. Abbiamo imparato moltissimo: a rapportarci coi nostri coetanei, con le istituzioni, come organizzare e pianificare eventi, l’importanza dello stare insieme e della comunicazione chiara ed efficace. Abbiamo scoperto cosa vuol dire lavorare con perfetti sconosciuti che hanno la stessa voglia di fare, di cambiare e di scambiare, di scoprire e migliorare. Un gruppo di persone che difficilmente avremmo incontrato altrimenti è piano piano diventato un nuovo gruppo di amici con il quale usciremmo anche a bere qualcosa, oltre che parlare di questioni “serie”.
Vorremmo far capire ai nostri coetanei che l’importante è provarci. Noi 16 ci stiamo mettendo in gioco per cambiare qualcosa nel breve termine ma anche per lasciare a chi verrà dopo di noi una base dalla quale ripartire. E a tutti quelli che a Siena dicono che “non c’è mai niente da fare” chiediamo di informarsi, provare qualcosa di nuovo. Magari scopriranno che poi non è tutto così male come sembra!
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