Il programma Erasmus rappresenta una preziosa iniziativa promossa dall’Unione Europea pensata per le scuole, le università e gli studenti che ha come obiettivo quello di incentivare la mobilità culturale nell’ambito di differenti contesti (italiani ed esteri) al fine di ampliare i propri orizzonti professionali, educativo-didattici ed umani.

Attraverso la permanenza nel Paese ospitante per un determinato periodo, si può assistere attivamente a differenti modi di fare ed intendere la didattica (come si trasmette la conoscenza, con quali metodologie e strumenti, e come la si apprende), vivendo tale scambio come un’importante occasione per uscire dalla propria comfort zone con atteggiamento curioso, entusiasta e aperto al nuovo.

Lanciato ufficialmente nel 1987 dalla Commissione Europea, il progetto Erasmus prende il nome dal celebre filosofo umanista Erasmo da Rotterdam che già nel XV secolo aveva saputo cogliere il valore del viaggio come occasione di studio e ampliamento del proprio orizzonte conoscitivo da poter trasmettere ai propri discenti.

Dal 2014, il progetto si amplia assumendo il nome di Erasmus+, ridefinendo i propri obiettivi in una prospettiva di formazione a lungo termine per l’intera Europa, promuovendo il principio del lifelong learning. In questo contesto, siamo tutti chiamati a diventare cittadini attivi, non solo europei ma anche parte di un mondo sempre più interconnesso e globalizzato.

Tale connessione non è soltanto virtuale, ma anche profondamente umana, soprattutto per coloro che operano nel campo dell’educazione e della formazione, con la responsabilità di contribuire alla crescita delle nuove generazioni di cittadini.

Per quanto si tenti di restare ancorati alle proprie idee, il mondo va avanti ed è sempre più importante non chiudersi ma trovare nuove occasioni per formarsi, innovarsi, aggiornarsi e tenere aperte le porte per accogliere altri colleghi “viaggiatori” che vengono a farci visita o presso i quali saremo noi gli ospiti.

Non si tratta semplicemente di assistere alle lezioni o di mangiare a tavola altrui: l’esperienza Erasmus costituisce un rispecchiamento, attraverso il confronto, con altri colleghi (o studenti) che esattamente come noi, dall’altra parte dell’Europa, condividono le stesse riflessioni, osservazioni o criticità da cui poter prendere spunto per nuovi stimoli.

E’ in tale contesto che si inserisce l’esperienza Erasmus+ vissuta dall’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Monteriggioni (SI) che, anche quest’anno, come già da tre anni, ha avuto il piacere di ospitare dal 9 al 14 aprile delle insegnanti di una scuola primaria “Nuestra Señora de la Esperanza” di Crevillente, nella provincia di Alicante in Spagna.

Le tre maestre spagnole, Vanessa, Isabel e Maricarmen, hanno vissuto una settimana di job shadowing con l’obiettivo di conoscere di persona il sistema scolastico italiano.

Il programma, appositamente pensato dagli insegnanti italiani ospitanti, in particolare dalla professoressa di spagnolo, è stato ricco ed articolato per poter offrire una breve ma intensa offerta non solo formativa ma anche turistico-culturale del territorio di Siena e non solo.

Le tre maestre spagnole hanno iniziato con la visita alla scuola primaria “Don Lorenzo Milani”, per poi proseguire, nell’arco della settimana, con le successive visite presso la scuola primaria “Italo Calvino” di Quercegrossa, la scuola secondaria di primo grado “Roncalli” di Castellina in Chianti, la scuola primaria di via Martiri di Montemaggio sempre a Castellina in Chianti e la scuola secondaria di primo grado “D. Alighieri” a Monteriggioni.

I pomeriggi e le sere sono state piacevolmente impegnate da suggestivi passeggiate e cene conviviali a Siena in compagnia degli insegnanti italiani, non mancando la visita al Duomo e alla celebre Piazza del Campo, Montalcino, l’Abbazia di Monteoliveto, Firenze, Castellina in Chianti e naturalmente l’affascinante castello di Monteriggioni.

In quest’ottica, l’esperienza dell’Erasmus+ assume un valore che va ben oltre il semplice viaggio o la dimensione ricreativa. Non si tratta soltanto di uscire, socializzare o andare a cena fuori, ma di mettersi realmente in gioco, confrontarsi con ciò che è diverso e, talvolta, anche destabilizzante.

È proprio attraverso questo confronto che si supera una visione chiusa, timorosa o superficiale del mondo, aprendosi piuttosto a nuove prospettive, culture e modi di pensare. Abbandonare atteggiamenti rigidi e pregiudiziali significa accettare la complessità della realtà e crescere come individui consapevoli. In questo senso, l’ Erasmus+ rappresenta un’occasione concreta per sviluppare apertura mentale, spirito critico e senso di responsabilità, contribuendo alla formazione di futuri cittadini capaci di abitare il mondo, non con paura, ma con curiosità e rispetto.

La prossima esperienza Erasmus+ cui parteciperà la nostra scuola si terrà presso una scuola di Berlino il prossimo autunno.

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