Inaugurata una biblioteca diffusa e farmacia letteraria e culturale a Siena.

Ieri 9 Maggio si è svolto l’evento inaugurale di un progetto che è stato a lungo pensato e fortemente voluto dal Comitato Siena 2, un’associazione di volontariato che opera sul territorio dal 2016.

Se nella mattina ampio spazio è stato dedicato ai bambini con l’intrattenimento di Zatarra, nel pomeriggio, presso l’auditorium di San Miniato, gremito di tante persone, si è svolta la presentazione vera e propria del progetto stesso.

 

Dopo l‘introduzione del presidente del Comitato Siena 2 che ha illustrato tutti i progetti da loro curati (di cui la biblioteca ne è un “ulteriore sviluppo”), hanno preso la parola Camilla Pizzirani e la Dott.ssa Gesuele (ideatrici nonché curatrici del progetto biblioteca). Se la prima si è soffermata sul perché del logo richiamando l’importanza della condivisione, principio alla base delle iniziative promosse all’interno del progetto, la seconda ha ricordato il valore curativo della lettura, ha illustrato anche alcuni laboratori che la biblioteca si propone di attuare invitando tutti i presenti a lasciare idee e suggerimenti su attività da svolgere, in un futuro prossimo, presso la biblioteca stessa.

Successivamente la Prof. Sarita Massai (presidente dell’Associazione Culturale Gruppo Scrittori Senesi) ha sottolineato l’importanza della parola come cura, dando inoltre la disponibilità del gruppo al sostegno e alla collaborazione per i tanti progetti in vista.

La serata si è poi conclusa con la lettura di brani tratti dall’Opera Nuar del Collettivo Curier 12, un gruppo di scrittura che ha preso vita proprio in questi locali qualche anno fa.

Al di là delle parole dette e del buon cibo sempre presente, a me è sembrato di avere l’opportunità di essere presente alla creazione di qualcosa di bello e utile per la collettività, ma soprattutto di vivere dentro a un’ondata di connessioni tra varie realtà di volontariato e tra molteplici e nuove idee – inerenti al mondo dei libri ma non solo – a cui la biblioteca si propone di dare spazio e dedicare tempo.

L’atmosfera era proprio quella di una grande illusione generativa nella sua accezione più letteraria (giocare dentro l’esperienza – Crocetti, 1997) quindi quella di una spinta relazionale e affettiva che può consentire di costruire, insieme, un significato condiviso e una progettualità evolutiva per il futuro favorendo l’appartenenza e la continuità.

Cristina Rigacci e Elisa Mariotti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi