Ieri, martedi 9 giugno, ha preso avvio il tanto atteso programma “PalioAcanestro”, l’amatissima edizione che da cinque anni consecutivi inaugura l’inizio dell’estate a Siena all’insegna dei valori sportivi e in particolare della pallacanestro, nella suggestiva cornice della Fortezza Medicea.
Ad aprire l’amatissimo evento è stata la presenza di Federico Buffa, noto giornalista sportivo di Sky Sport e telecronista di basket, in particolare dell’NBA, capace, con la sua coinvolgente espressività narrativa ed entusiasmante oratoria, di far rivivere i grandi campioni del basket (e non solo) attraverso i ricordi, propri e collettivi, trasformati in racconti accessibili a qualunque tipo di pubblico, sia in televisione che dal vivo sul palco davanti a un folto uditorio.
La tournée di Federico Buffa del 2025 aveva già previsto il racconto della figura e della carriera professionistica del grande Michael Jordan (“Number 23 – Vita e Splendori di Michael Jordan”), mentre ancora diversi anni prima, nel 2013, Buffa aveva creato il noto format televisivo “Federico Buffa racconta”, dedicato a Diego Armando Maradona, Michael Platini e allo stesso già citato Michael Jordan.
Attualmente è la volta dell’indimenticabile cestista afro-americano “Black Mamba” Kobe Bryant, dalle origini al culmine della sua carriera, portato a Siena con lo spettacolo: “Otto Infinito – Vita e morte di un Mamba”.
Attraverso la sua brillante capacità narrativo/mimetica, Buffa ha ripercorso le tappe fondamentali della vita e della carriera del campione afro-americano, fino ai più grandi successi che gli hanno valso diverse medaglie d’oro a Pechino (2008) e a Londra (2012), nonostante le difficoltà.
Il duro allenamento e la tenacia a non arrendersi mai hanno portato Kobe Bryant a sviluppare la cosiddetta “Mamba Mentality”, fatta di affilata precisione, previsione delle mosse avversarie, capacità di estraniamento dal gioco per poter tagliare l’aria e fare canestro, rapida ripresa dai diversi infortuni e rinnovata amicizia con il suo acerrimo nemico, il grande cestista Shaq (Shaquille O’ Neal).
Nonostante la sua precoce scomparsa dovuta al tragico noto incidente, Kobe Bryant è per questo ancora oggi un modello di disciplina, resilienza e ricerca dell’eccellenza per tutti, non solo degli appassionati di basket.
In occasione della sua presenza a Siena, Federico Buffa è stato insignito del “Premio Tellus”, riconoscimento realizzato dall’artista Daniele Sacchini.
L’opera, una sfera metallica decorata con colori smaltati applicati a spatola, rappresenta il legame tra arte e sport e richiama al tempo stesso la forma del pianeta Terra e quella del pallone da basket, simbolo universale di inclusione e condivisione.
La manifestazione proseguirà fino a sabato 13 giugno con il tradizionale torneo che vede sfidarsi le squadre dedicate alle antiche contrade senesi soppresse: Spadaforte, Leone, Vipera, Orso, Gallo e Quercia. Formate da giovani atleti e atlete guidati dai rispettivi allenatori, le squadre portano in campo i colori e gli stemmi delle storiche contrade, mantenendone viva la memoria attraverso lo sport.
Le finali del torneo sono in programma venerdì 12 giugno. Sabato 13 giugno, invece, il programma prevede dalle ore 15.30 il Torneo 3vs3 Toscana B3, mentre dalle 18.30 la manifestazione si concluderà con il torneo di Baskin, cioè il basket giocato dalle persone con disabilità.
L’accesso all’evento è libero e gratuito. Oltre alle partite, i visitatori possono usufruire degli stand di street food allestiti all’interno della Fortezza Medicea, vivendo un’esperienza che unisce sport, socialità e intrattenimento.
Tra gli ospiti presenti alla manifestazione anche Andrea Sguerri, autore del volume “Basket e Cultura” e docente di italiano e latino presso il Liceo Scientifico “Galilei” di Siena.

Intervenendo sul rapporto tra sport e letteratura, Sguerri ha spiegato come il libro sia nato dall’unione di due grandi passioni che accompagnano da sempre la sua vita: il basket e la cultura umanistica.
«Basket e letteratura possono sembrare mondi lontani – ha osservato l’autore – ma in realtà sono realtà che si richiamano reciprocamente, come le corrispondenze di Baudelaire».
Sguerri ha infatti sottolineato come la pallacanestro sia uno sport capace di esprimere valori universali, epici e narrativi. Le grandi partite dei Chicago Bulls, così come le imprese di Michael Jordan e Kobe Bryant, vengono da lui paragonate a opere cinematografiche: storie perfettamente costruite, ricche di emozione, tecnica e bellezza, in grado di lasciare un segno duraturo nell’immaginario collettivo.
Palio a Canestro si conferma così non solo una manifestazione sportiva, ma anche un appuntamento culturale capace di raccontare il basket come linguaggio universale, ponte tra generazioni, passioni e discipline diverse.
