Ieri sera sono stato ospite di una manifestazione “viva”, partecipata, calorosa e, da un certo punto di vista, sorprendente.
“Il Braciere in Val d’Arbia” e’ un evento, giunto all’edizione numero 19, che unisce trasversalmente generazioni, crea socialità confermando un senso di comunità mai banale.

Gli “ingredienti” dell’evento sono semplici: buon cibo, musica dal vivo, qualche gioco aggregante senza dimenticare i piccoli artigiani che propongono i propri manufatti.
Sullo sfondo il grande lavoro dei volontari che sono reale anima di una festa che anima questa zona nella periferia di Siena ogni mese di giugno da anni: donne e uomini, di ogni età, che “lanciano il cuore oltre l’ostacolo” improvvisandosi baristi, cuochi, camerieri e intrattenitori.

Intere famiglie, con indosso la maglietta che identifica l’apparenza ad un gruppo, ad una collettività unita, per 2 fine settimana all’anno, sotto l’emblema dell’altruismo e del volontariato.

“Il Braciere di Isola d’Arbia” allora non e’ solo quello che si vede: ma e’ anche quello che succede prima, per organizzare, pianificare, predisporre affinché tutto sia pronto.
Da questo punto di vista hanno lavorato bene ed insieme la Misericordia di Siena (Carmela Milena Ussia e’ la responsabile della sezione locale), la Fratres (Andrea Baldini e’ presidente di Sezione), Don Silvano, il parrocco, uomo dotato di fede e umanità e il Centro di Quartiere con il Presidente Mauro Sampieri.
Tutto uniti con lo scopo finale di donare ai visitatori un momento di spensieratezza al fresco degli ulivi in un’atmosfera romantica da festa paesana.
Alla fine ho mangiato, ballato, cantato e acquistato un biglietto della lotteria: chissà che qui, oltre ai volontari, non sorrida anche la fortuna.
