Oggi alle ore 19 in tanti saranno presenti per celebrare un secolo di una struttura alberghiera che e’ anche parte identitaria di un’intera comunità.

Quante storie potrebbero raccontare le mura di questo albergo ristorante che, negli anni, ha accolto tratti di umanita’ in un angolo della Toscana da sempre caratterizzato da altruismo e solidarietà.

La storia 

Nel 1926, Antonio Donati, con le figlie Derna e Dina, ha fondato l’Albergo-ristorante Roma, struttura ricettiva perfettamente integrata, armonica, preziosa e incastonata nel centro storico di Buonconvento. Tre sono le generazioni  della famiglia Fioravanti che hanno tagliato il traguardo del secolo, superando le difficoltà della seconda guerra mondiale e affrontando con coraggio, tenacia e impegno anche importanti crisi di mercato.

All’ingresso dell’albergo, i loro valori morali e ideali, la forza d’animo per superare le avversità e la prudenza, sono ben rappresentati dallo stemma con l’armatura del cavaliere e le trasversali fasce azzurre.

E la famiglia desidera condividere l’importante traguardo dei 100 anni dall’inizio dell’attività con tanti amici e fedeli clienti. Tutti riuniti per celebrare i Fioravanti che ha continuamente investito nella loro attività senza risparmiare, rinnovandosi al passo con i tempi, mantenendo l’impegno con l’Ass.ne Attività Produttive Regole con attenzione ai problemi del Borgo per renderlo migliore e la famosa manifestazione cicloturistica “Eroica”.

Encomiabili la loro resilienza e coraggio dimostrati anche nel 2001 con la realizzazione, sempre a Buonconvento, dell’Hotel Ghibellino: quando nessuno avrebbe scommesso un euro sul successo della nuova struttura. Siamo certi che il loro affetto sarà un momento di profonda commozione per Anna e Nanni Fioravanti, ancora oggi colonne portanti dell’attività.

Vogliamo augurare che la storia dell’albergo possa contare ancora cento anni, con il timone governato dalle future generazioni con lo stesso entusiasmo, passione, resilienza e la stessa attenzione alla cura, risparmio, pulizia, ospitalità e rispetto con i valori che hanno visto e ricevuto fin da piccoli. Per il futuro passaggio di testimone, la sfida è adattarsi ai cambiamenti delle richieste di menù con ricette sfiziose, sapori nuovi e accostamenti inediti. Ma nei menù saranno sempre presenti le loro ricette passate di mano in mano e di cuore in cuore, eredità di chi ha creduto nella tradizione, nel lavoro fatto bene e nella forza dei legami familiari, così che ogni piatto possa raccontare una generazione.

Mietta Brugnoli

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