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“Perché proprio a me?”: alla SBT un miracolato

“Il segreto di Sandra” è la mostra, dedicata alla Beata Sandra Sabattini, che è stata allestita presso la Parrocchia San Bernardo Tolomei di Siena. A testimoniare la vita di una ragazza dalla elevatissima spiritualità i suoi amici appositamente arrivati nella città del Palio. Tra loro Stefano Vitali che la chiesa cattolica ha riconosciuto come miracolato proprio di Sandra Sabattini.

Don Antonio Leopardi con Stefano Talluri

Don Antonio Leopardi con Stefano Vitali

Non è mia questa vita che sta evolvendosi ritmata da un regolare respiro che non è mio, allietata da una serena giornata che non è mia. Non c’è nulla a questo mondo che sia tuo. Sandra, renditene conto! È tutto un dono su cui il «Donatore» può intervenire quando e come vuole.  Abbi cura del regalo fattoti, rendilo più bello e pieno per quando sarà l’ora”.

Questo scrive Sandra Sabattini due giorni prima di morire a causa di un incidente stradale che mette la parola fine a quasi 23 anni di vita terrena vissuta , per chi crede, in Dio. Era una ragazza normale la protagonista di questa storia e questa normalità esalta la sua figura: gracile nel fisico ma gigante nello spirito.

La mostra allestita presso la SBT

La mostra allestita presso la SBT

Di tutto questo hanno parlato donne che sono state amiche della Beata: aneddoti, piccoli segreti, verità di una storia umana tanto vicina a noi, anche nel tempo. “Sandra ci precede perché sono sempre gli altri che ci cercano perché sono desiderosi di conoscere, anche attraverso le nostre parole,  la testimonianza di fede lasciata da lei” hanno evidenziato.

Hanno avuto ragione loro. Tanta gente ha voluto ascoltare le loro storie e quelle di Stefano Vitali. Don Antonio Leopardi, viceparroco della SBT, introducendo il suo intervento, lo ha ringraziato chiamandolo “il testimone, colui che, attraverso la sua esperienza umana ci può far ben capire il messaggio importante lasciato da Sandra”. Presente anche il parroco Don Claudio Rosi.

La mostra allestita presso la SBT

Stefano non ha deluso le aspettative. Ha impugnato il microfono: “tutto è Grazia. Ecco la mia storia”.

Riavvolgiamo il nastro. Siamo nel 2007. Il nostro protagonista è un uomo sereno, di successo: a 40 anni, ha 4 figli, è assessore al comune di Rimini e una vita che lui definisce “con i gradi”.

Dolori allo stomaco, repentino dimagrimento: dopo analisi cliniche, gli viene diagnosticato un tumore. Tremendo, mortale: i dottori gli danno 6 mesi di vita.

In quel momento si chiede: “perché proprio a me?”.

Il 26 luglio viene operato. Inizia la chemioterapia e il 03 settembre incontra, a casa, Don Oreste Benzi. Il sacerdote gli rivela: “ho chiesto a tutta la comunità di pregare Sandra Sabattini per la tua guarigione. Lei ci ascolterà. Ora preghiamo anche noi”.

Le parole di Don Oreste non fanno breccia nel cuore del nostro protagonista che pensa solo a vivere, nel migliore dei modi possibili, il tempo che gli rimane.

Il 16 ottobre il primario dell’ospedale chiama il suo paziente e gli riferisce di qualcosa di straordinario: “non chiedermi perché ma o tuoi valori stanno tornando nella norma, tu stai guarendo”.

La vita di Stefano continua regolarmente. Lui vive. Passano anni: durante le cure di mantenimento conosce, nel reparto oncologico, tante persone. Molte le vede andar via per sempre.

Fino al 2011. Dopo un funerale, una giovane ragazza che ha visto morire per una malattia il proprio fidanzato, abbraccia, in lacrime, Stefano e gli dice: “lui non ce l’ha fatta”.

Un “tu invece si” rimane un non detto: è qualcosa che scuote Stefano. È la “sindrome del sopravvissuto” . Ci pensa, ci riflette e poi rivela: “ho solo a quel punto compreso perché Don Oreste avesse indicato Sandra. Per il suo cuore docile alla richiesta della quotidianità, al suo si continuo”.

A questo punto Stefano ci svela perché è qui a Siena: “ho capito di voler vivere la vita affidandomi senza aver bisogno di riconoscimenti. Ho capito l’importanza di dare il mio tempo agli altri“.

Aspirare al sorriso di Sandra a quel sorriso che arricchisce chi lo riceve: ” il miracolo vero non è quello della guarigione ma della conversione“.

E poi l’augurio che Stefano lascia ai senesi:”via auguro di trovare quel sorriso”.

L’incontro di ieri con Stefano è avvenuto a margine dell’appuntamento del gruppo famiglie parrocchiale. Un momento di vicinanza e condivisione per tanti nuclei familiari del quartieri Petriccio, Acquacalda e di quelli limitrofi. Proprio il coordinatore del gruppo famiglie, Emanuele Marini, ha commentato così la giornata: “Oggi al SBT abbiamo respirato un’aria di grande spiritualità fraternità ed amicizia. Infatti abbiamo avuto la grazia di incontrare le amiche di Sandra Sabattini con Stefano Vitali che ha ricevuto la guarigione miracolosa da un terribile male. È emerso, in modo evidente, quello che riesce a fare una comunità grazie alla fede coesa e corresponsabile con le esigenze degli ultimi. Il pensiero va anche alle parole di Papa Francesco che, a proposito della santità, diceva che non occorrono rinuncie e sacrifici bensì fare un esperienza di essere amati da Dio. Ciò va annunciato con entusiasmo“.

Il gruppo famiglie SBT

Il gruppo famiglie SBT