Un incontro molto partecipato e dalle discussioni accese quello di mercoledì scorso, tenutosi nel salone della parrocchia di San Miniato, grazie all’organizzazione di Comitato Siena 2 (associazione di volontariato che opera nei quartieri dell’ex circoscrizione 2). 

Il dott. Federico Morimando, zoologo esperto di fauna selvatica, ha aperto la conferenza spiegando il perché del progressivo avvicinamento degli ungulati (caprioli e cinghiali) al centro cittadino, come notato ormai da diversi anni e dei recentissimi avvistamenti di lupi in ambiente suburbano.

Per prima cosa, è necessario spiegare le ragioni del fenomeno del progressivo aumento di caprioli e cinghiali su tutto il territorio regionale e tali ragioni vedono nell’operato umano il motore principale di questo cambiamento, avvenuto a partire dal secondo dopoguerra con il boom economico. Le cause possono essere riassunte in tre punti:

  1. Svuotamento delle campagne con conseguente abbandono dei campi coltivati. Questo ha fatto si che i terreni incolti fossero progressivamente sostituiti dal bosco, anche nelle immediate vicinanze della città. Il bosco è l’habitat del cinghiale e del capriolo;
  2. Immissione di ungulati sul territorio a scopo venatorio, poiché il loro numero agli inizi del secolo era estremamente ridotto.
  3. Variazioni climatiche, con incremento delle temperature medie che hanno reso gli inverni più miti. Pertanto gli ungulati hanno avuto l’opportunità di trovare cibo in abbondanza tutto l’anno, con conseguente boom demografico.

Con l’aumento e l’avvicinarsi delle prede (cinghiali e caprioli) ai centri abitati è sopraggiunto anche il predatore, ovvero il lupo.

In prossimità dei centri urbani il lupo, essendo un animale opportunista, ha trovato nuove e facili fonti di cibo per la sua sopravvivenza: spazzatura lasciata fuori dai cassonetti, ratti e animali da reddito (galline, maiali, pecore…). Ma quello che desta maggiore preoccupazione, sono le possibili predazioni di animali domestici (cani e gatti).

Pertanto, come suggerito, occorre passare dall’attuale piano di tutela del lupo ad un piano di gestione e tutela: gestire il fenomeno significa stabilire dove è il “nostro” confine e qual è il rischio che siamo disposti ad accettare. Il superamento del limite potrebbe prevedere anche la rimozione degli individui problematici (con eliminazione degli stessi o cattura e destinazione ad aree faunistiche): sono le istituzioni che devono stabilire le modalità di gestione, con un approccio razionale ed equilibrato .

Ma non si tratta solo di gestire l’animale lupo per una corretta coesistenza, ma anche l’ animale uomo attraverso una maggiore informazione e buone pratiche (tra le quali gestione dei rifiuti organici).

L’incontro si e’ concluso con alcuni suggerimenti di comportamento da tenere in caso di incontro ravvicinato con un lupo, tenendo presente che, nella stragrande maggioranza dei casi, il lupo non avrà nessun atteggiamento aggressivo, ma proseguirà semplicemente per la propria strada:

  1. Non farsi prendere dal panico;
  2. Non dare le spalle all’animale e non correre;
  3. Mantenere la distanza indietreggiando;
  4. Dotarsi di spray al peperoncino.

Un appuntamento dunque in cui abbiamo capito di più: sugli animali e sui comportamenti virtuosi da tenere.

Martina Barbetti

per saperne di più

Cinghiali e lupi alle porte di Siena: ecco l’incontro  

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