Archivi autore: redazione

chimico farmaceutico

Chimico Farmaceutico Militare e farmaci orfani: a “Taste 16”

Nella vetrina della Fortezza da Basso, uno stand con i prodotti alimentari icona del mondo militare per i 3 giorni dedicati alle eccellenze eno-gastronomiche d’Italia. Protagonista lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare che, prosegue tutt’oggi la produzione di quei farmaci “orfani” sui quali l’industria privata non investe per scarsi margini di profitto e necessari per molti malati di patologie rare

Anche quest’anno l’Esercito è presente, presso Firenze, a TASTE organizzato da Pitti Immagine presso la Fortezza da Basso con uno stand della società licenziataria Fonderia del Cacao. Nei 3 giorni dedicati alle eccellenze enogastronomiche d’Italia, il brand “Esercito 1659” farà rivivere alcune tradizioni alimentari che hanno segnato la storia del mondo militare rendendoli disponibili in commercio.

Parliamo del Cioccolato Militare dell’Esercito, un fondente al 70% avvolto nel suo storico packaging, ora come allora parte integrante della “Razione K” utilizzata dai militari in attività operative, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare e sottolineare l’eccellenza italiana nel settore.  Tra questi militari anche quelli del186º Reggimento paracadutisti “Folgore”, con sede a Siena presso la Caserma “Roberto Bandini”. Immancabili anche al TASTE 16 i prodotti simbolo dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, unità produttiva dell’Agenzia Industrie Difesa, quali il “Cordiale” o “l’Elisir di China” memorie storiche e nicchie dell’eccellenza alimentare che hanno accompagnato generazioni di soldati italiani.

Il Cioccolato Militare fa parte della razione giornaliera fin dal 1937 in quanto gustoso, energico e facilmente trasportabile. Inoltre, è forte la volontà di tutelare l’ambiente con il riutilizzo di materiali: le vecchie cassette di primo soccorso dell’Esercito hanno ripreso vita diventando un originale packaging per generi di “pronto conforto”, contenenti una degustazione di cioccolato. Attese per il futuro ulteriori novità nel packaging con il riutilizzo di altri materiali fortemente identitari non più in uso alle Forze Armate.

In sintesi, una consolidata sinergia che vede l’Istituzione e la società Fonderia del Cacao impegnati nella promozione e diffusione della cultura del benessere alimentare mediante l’utilizzo di componenti naturali purissimi che si aggiunge alla lodevole opera dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare che, prosegue tutt’oggi la produzione di quei farmaci “orfani” sui quali l’industria privata non investe per scarsi margini di profitto e necessari per molti malati di patologie rare

Emporio solidale: a Siena la Misericordia aiuta anche così

15 persone che si occupano della gestione del magazzino, del rifornimento degli scaffali e poi ci sono “commessi” e “cassieri”. Un piccolo supermercato dove chi ha difficoltà economiche può rifornirsi: non si paga con denaro ma con punti 

Si chiama “emporio solidale” : prima era la bancarella della solidarietà. Quelli che erano pacchi alimentari standard per tutti i nuclei familiari ora, invece, sono qualcosa di più: le famiglie possono scegliere e prendere quello di cui hanno bisogno. Ognuno ha un “tetto di spesa” espresso in punti.

Punti preziosi. Si possono ottenere beni  di prima necessità: prevalentemente a lunga scadenza  come pasta, farina, scatolame, latte, etc) e prodotti per l’igiene intima e della casa. A volte ci sono disponibili anche giochi e materiali per la scuola.

Le famiglie assistite sono quelle segnalate dai servizi sociali del comune di Siena fatte salve le esigenze di emergenza.

Ovviamente, la Misericordia è pronta ad accettare donazioni che riforniscano l’emporio autentica risorsa a disposizione dei più fragili.

misericordia emporio solidarietà

misericordia emporio solidarietà

Per saperne di più

Arciconfraternita di Misericordia di Siena

nella foto volontari impegnati presso l’emporio

(sienasociale.it ringrazia la volontaria Angela Gambioli per la puntuale disponibilità e cortesia)

Volontari della Pubblica Assistenza durante il Palio di Siena

“Mi sento un volontario”: il messaggio di Gianluca

“Sentirsi” volontario è qualcosa di innato e familiare: fa stare bene, come quando si indossa un bellissimo abito e ci si sente subito a proprio agio. È così per Gianluca Monaldi, impiegato geometra presso l’ufficio tecnico dell’Università di Siena, che fin da piccolo ha assecondato la spinta verso il sociale dedicando il suo tempo libero ad associazioni e progetti che lo hanno arricchito e fatto sentire utile nei confronti del prossimo. Lui dichiara infatti che non “è” un volontario; lui sì “sente” un volontario!

Circa dodici anni fa è approdato alla Pubblica Assistenza di Siena da cui non è più voluto andar via! Vi ha trovato una vera scuola di vita e data la fiducia acquisita, Gianluca ha piacevolmente accettato anche la candidatura nel Consiglio Direttivo, con compiti di formazione, rapporto con i volontari e Servizio Civile.

Qui ha avuto modo di agevolare ancora di più quella predisposizione verso il prossimo coltivata negli anni, tanto da voler trasmettere il messaggio a più persone possibili, soprattutto ai giovani.

Gli stessi giovani che il Dipartimento per le Politiche Giovanili vuol coinvolgere aprendo loro le porte e facendo conoscere la realtà del Servizio Civile Universale (così chiamato perché si può svolgere, oltre che in Italia, anche all’estero): il nuovo bando per il 2023 rivolto a ragazzi dai 18 a 28 anni, offre un’esperienza finalizzata ad entrare in contatto con la realtà che li circonda, a conoscere meglio le risorse del territorio e ad avere una visione diversa delle problematiche sociali, toccandole con mano, in prima persona. Verranno offerti obiettivi e corsi di formazione in base alla scelta del progetto e della sede di attuazione, ed i ragazzi selezionati riceveranno un assegno mensile di euro 444.30.

La Pubblica Assistenza di Siena e il suo percorso formativo porteranno sei giovani (numero a disposizione dalla P.A.) ad avere un livello di preparazione che li renderà capaci di affrontare la messa in pratica BLS (Basic Life Support), la messa in pratica in caso di situazioni traumatiche, il corso sulla sicurezza sul lavoro ed un percorso di formazione generale in ambito sociale, tenuto dal personale di Anpas Toscana.

Gianluca dice che questa iniziativa lodevole, è certamente qualcosa che smuoverà i giovani e lascerà loro un segno. “i giovani d’oggi hanno sempre tante cose da fare: sport, studio, amici… Dedicare parte del loro tempo al sociale sarà per loro una meravigliosa scoperta e fonte di arricchimento per la vita” estendendo però, il discorso anche ad altre le fasce età, sottolinea che “siamo sempre di corsa e ci sembra impossibile ricavare del tempo da destinare ad altri… la tecnologia prima ed il Covid dopo, ci hanno condizionati ancor di più spesso isolandoci dalla realtà e vivendo solo per noi stessi; quindi in ogni momento e con il nostro contributo, ognuno di noi può vivere questa straordinaria esperienza”.

E Gianluca è fortemente convinto che continuando a far veicolare il messaggio con parole, buoni esempi e belle iniziative si invoglieranno sempre più cittadini a pensare in maniera altruista e collettiva e, confidando nella bontà sociale di ciascuna persona, esorta a presentare la domanda presso la Pubblica Assistenza di Siena ricordando che Il termine è fissato per le ore 14.00 del 10 febbraio 2023. Tutte le informazioni reperibili sul sito del Dipartimento delle Politiche Giovanili “politichegiovanili.gov.it” .

In ultimo, ricorda che tutti coloro che vorranno dedicare parte del loro tempo al prossimo, saranno sempre ben accolti nel team della Pubblica Assistenza per allargare la già grande famiglia del Volontariato!

Stefania Ingino

Bollicine sulla neve con il CAI: “la montagna è di tutti”

Montagna che passione! Bellissima iniziativa realizzata grazie al tavolo Disabilità di Si-Sienasociale la coprogettazio che tanto vale” svoltasi sul Monte Amiata in collaborazione con l’associazione Le Bollicine, l’Associazione Asedo ed il Club Alpino Italiano CAI. A raccontare il tutto 2 reporter speciali: Noemi per “Le Bollicine” e Stefano per il CAI 

Trekking in luoghi incontaminati, passeggiate tra i sentieri più belli della nostra montagna alla scoperta degli angoli più innevati con, ai piedi, le ciaspole ed il prezioso supporto dei volontari degli amici del CAI che ci hanno accompagnato per tutta la giornata.

Bellissimi i momenti di condivisione tra le associazioni che hanno sperimentato l’opportunità di ritrovarsi, dello stare insieme e di trascorrere insieme una giornata all’insegna del volontariato non senza la super mascotte nonché amico fedele delle Bollicine a 4 zampe “Artù“

La mascotte del gruppo Artu'

La mascotte del gruppo Artu’

Finalmente tanta neve sulla nostra montagna. In coincidenza con la stagione favorevole, ieri si è svolta la classica ciaspolata al Monte Amiata fra associazione sportiva Le Bollicine e la sezione senese del CAI. Il consistente manto nevoso e l’aiuto di una stupenda giornata di sole hanno  permesso, ad un’entusiasta e numeroso gruppo di ragazzi portatori di disabilità, di cimentarsi in una escursione con le ciaspole attraverso la meravigliosa faggeta amiatina.

Tutto questo grazie al prezioso aiuto di educatori dell’associazione e accompagnatori di escursionismo del Cai. Una attività ormai consolidata di montagnaterapia realizzata attraverso la collaborazione fra le realtà del volontariato senese già avviato dal 2019 e che anno dopo anno, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia e dei capricci climatici, riscuote sempre più successo di partecipanti.

Perché il mondo della montagna può e deve essere alla portata di tutti.

Noemi D.M. –  Stefano Carli

 

 

 

 

 

 

 

Pubblica Assistenza 4 zampe per la salute mentale

Bellissimi cani utilizzati in qualità di “confort dog”.  La Pubblica Assistenza di Siena può contare su 7 coppie cane-conduttore attive in asili, scuole, associazioni e case di cura.

Benedetta Benvenuti e’ la coordinatrice: “i cani sono addestrati per la socializzazione. Naturalmente predisposti a dare conforto, lavorano con un addestramento specifico che gli permette di entrare subito in piena comunicazione con le fragilità”.

E poi, su una foto recentemente pubblicata su Facebook: “Collaboriamo con i Servizi di salute mentale in ambito senese. In particolare, con il centro diurno di via Nino Bixio.  È un’attività che ci dà molta gioia e soddisfazione perché i ragazzi sono veramente fantastici ed entusiasti di giocare con noi. Ci hanno fatto dei ritratti stupendi dei nostri cuccioli e ci accolgono sempre a braccia aperte. È veramente come essere in famiglia”.

Un cane disegnato dai ragazzi

Un cane disegnato dai ragazzi

“Sostegno a donne colpite da tumore al seno”: canottaggio a Chiusi

Una bella idea di ASD Canottieri DLF Chiusi e promossa dalla ODV iosempredonna, in collaborazione con Federsanita’, nasce dall’esigenza di offrire i benefici del gesto tecnico del canottaggio in donne operate per tumore del seno. Patrocinio del comune di Chiusi

Il progetto, ha lo scopo di creare un’opportunità innovativa per far scoprire la nobilissima disciplina del canottaggio e le molteplici valenze positive ad essa connesse, sia in termini di salute che di esperienza di condivisione e di aggregazione. E’ inoltre un’occasione concreta di migliorare il proprio stile di vita durante e dopo i trattamenti oncologici, salvaguardando la qualità di vita ed il benessere psico-fisico.

L’idea, lanciata da Chiara Sacco e Federico Feri tecnici e responsabili canottaggio del ASD Canottieri DLF Chiusi e promossa dalla ODV iosempredonna, nasce dall’esigenza di offrire i benefici del gesto tecnico del canottaggio in donne operate per tumore del seno.

Il progetto sarà presentato il giorno 4 febbraio presso il bocciodromo di Chiusi scalo: interverrà il Dott. Francesco Di Clemente, direttore Reparto oncologia di Nottola

Lo sport tutto può essere considerato un valido sostegno: senza dubbio un attore principale nella prevenzione oncologica primaria e terziaria, ma anche un coadiuvante nel trattamento oncologico. Diversi studi hanno dimostrato che la pratica sportiva può incidere positivamente sugli effetti collaterali delle terapie anti-tumorali, sull’ansia e sulla percezione del dolore. Inoltre, può migliorare l’umore, l’energia e favorisce l’inserimento sociale, combattendo così la solitudine e depressione, purtroppo tipiche in chi sta affrontando un tumore.

Il canottaggio potrà aiutare le partecipanti al recupero dei movimenti di braccia e tronco, con vantaggi anche nel caso di gravi neoplasie in donne che mantengano comunque discrete prestazioni.

Canottaggio a Chiusi per il sostegno a donne colpite da tumore al seno

Canottaggio a Chiusi per il sostegno a donne colpite da tumore al seno

Obiettivi

• sostenere le donne nel loro recupero psicofisico dopo lo scontro con il tumore al seno.
• incoraggiare le donne a superare l’evento traumatico e ri-progettare la nuova vita con rinnovate energie
• diffondere la nostra esperienza per raggiungere le donne operate come noi e farle uscire dall’isolamento e dalla paura
• condividere questo messaggio di speranza e di vita a donne con l’esperienza di malattia, attraverso anche il coinvolgimento di strutture ospedaliere, di altre associazioni e degli enti territoriali
• mostrare ai medici i miglioramenti a livello psicofisico
• promuovere l’informazione sulla prevenzione tumore al seno.

Partecipazione comunque aperta a tutti. Gli allenamenti si svolgeranno il martedì e il giovedì dalle 19 alle 20 fino ad aprile in palestra. Poi al lago. Il costo 35 euro a persona.

Canottaggio a Chiusi per il sostegno a donne colpite da tumore al seno

 

ACR Siena per il sociale: Lilt ospite

La prevenzione e il grande lavoro della Lega italiana per la lotta contro i tumori al centro dell’evento culturale pre-partita che si è svolto martedì sera al “Franchi” di Siena a poche ore dall’inizio della gara tra la Robur e Pontedera.

La presidente della Lilt Siena, Gaia Tancredi, di fronte ad un pubblico numeroso ed
attento che ha affollato la sala stampa dello stadio senese ha sottolineato che “grazie alla cultura della prevenzione oncologica come metodo di vita, oggi riusciamo ad intervenire e spesso ad anticipare l’insorgere del cancro. Siena – ha risposto Tancredi alle domande del responsabile dell’area comunicazione Andrea
Bianchi Sugarelli che ha moderato l’incontro – è uno dei primi tre centri in Italia in cui numeri e azioni dirette stanno ottenendo il maggiore successo. Tutto questo grazie agli oltre cinquanta medici che ruotano nei nostri ambulatori, dalla senologia alla dermatologia passando per la neurochirurgia fino alla ginecologia e educazione alimentare. Il riconoscimento va al nostro direttore sanitario Enrico Pinto che volontariamente mette a disposizione il suo quotidiano lavoro così come il neurochirurgo Sandro Carletti. In totale offriamo 27 visite specialistiche comprensive di check-up completi finalizzati tutti alla prevenzione oncologica. La Lilt Siena compie 50 anni ed oggi grazie anche alla nuova sede sono aumentate le prestazioni a favore dei cittadini e del territorio”.

Ogni anno alla Lilt Siena, che vanta circa 20mila iscritti, sono migliaia le prenotazioni per effettuare controlli, analisi, consultazioni: “La pandemia ci ha costretto a chiudere 40 giorni e sono state settimane difficili per tantissime persone che necessitavano di visite e accertamenti. In alcuni casi – ha detto ancora la
presidente della Lilt, Gaia Tancredi – è stato davvero complicato ascoltare le richieste di aiuto che ci arrivavano, per fortuna siamo riusciti a riaprire dopo un mese, ma non c’è dubbio che si è verificato un ritardo delle diagnosi, un forte rallentamento degli screening e perfino dell’accoglienza negli ospedali. C’è
anche da evidenziare che quest’anno abbiamo constatato molti più casi di cancro al seno come evidenziato dal nostro dottor Andrea Stella. Le concause sono ovviamente preminenti, ma non v’è dubbio che i due anni di pandemia hanno inciso moltissimo in quanto i controlli al seno non sono stati periodici rispetto alle regole della prevenzione. Le donne durante i mesi del Covid hanno avuto paura ad avvicinarsi ai centri sanitari peril timore di contagiarsi”.

Tancredi ha ricordato e ribadito che alla base nella battaglia contro i tumori “c’è la prevenzione primaria fatta di una corretta alimentazione, attività fisica, lotta al fumo e all’alcol. Piccole regole che valgono per tutti, che servono a noi stessi e a educare la società. La Lilt promuove anche la prevenzione terziaria, quella che riguarda le problematiche che sorgono durante il percorso di chi ha sviluppato un cancro, attraverso l’assistenza domiciliare, la riabilitazione psico-fisica, il reinserimento sociale e occupazionale del malato e dei suoi familiari” ha concluso la presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Un momento dell'incontro organizzato dalla Pubblica Assistenza di Colle Val d'Elsa

La Pubblica Assistenza Colle Val d’Elsa fa educazione sanitaria

Ieri, nella  sala riunioni della Pubblica Assistenza di Colle Val d’Elsa, si è tenuta la prima serata del ciclo d’incontri di educazione sanitaria. Nei prossimi mesi saranno organizzate altri incontri formativi per la popolazione.

Ospite del primo appuntamento è stato il Pediatra Dr. Andrea Parri, che, in un clima amichevole e disteso, ha cercato di trasmettere alcune nozioni relative alle prime malattie di comunità che possono manifestarsi nei bambini.

Si è anche messo a disposizione alla fine dell’incontro per le tante domande che il pubblico, aveva in serbo. 

Nelle prossime settimane il programma prevederà la presenza di altri professionisti per un momento di condivisione e approfondimento.

Orto de’ Pecci: storia di un’accoglienza che rigenera

Alla scoperta di un luogo unico. Maura Martellucci racconta le origini di un angolo di Siena che è sempre stato caratterizzato dal concetto di ospitalità. Dal 1547 ai giorni nostri.

Con il naso dentro un antico registro di contabilità del Santa Maria della Scala, alla data del 20 agosto 1547, troviamo la prima menzione del nome “Orto de’ Pecci”. Nel registro si legge che un tale Girolamo di Piero era un ortolano e abitava presso l’«Orto de Pecci al Merchato Vechio».

L’Orto de’ Pecci ha una storia alle spalle che viene da lontano nei secoli: un tempo si chiamava Borgo Nuovo di Santa Maria e, nato all’inizio del Trecento per accogliere i nuovi abitanti di Siena (l’Orto de’ Pecci è sempre stato un luogo di “accoglienza”), dopo la peste del 1348 viene smantellato e prende l’aspetto, quasi, che ha adesso.

Dalla fine del XIV secolo la Valle di Porta Giustizia (questo era il suo nome dato che la percorrevano i condannati a morte che dalle prigioni del Comune andavano alle forche che si trovavano presso l’attuale Coroncina) è sempre stata destinata all’attività agraria.

Facendo un salto nel tempo arriviamo al 1818 quando viene aperto l’Ospedale Psichiatrico San Niccolò e dall’inizio del ‘900 abbiamo notizia di degenti del manicomio che in questa valle praticavano l’ergoterapia. Con l’ergoterapia gli psichiatri ipotizzavano di curare i malesseri psichici attraverso il lavoro e, soprattutto (detto in “soldoni”) riportarli alla concretezza della realtà facendo praticare loro il lavoro che facevano nella normale quotidianità, prima del ricovero.

Così gli “ospiti del manicomio”, con il loro impegno ed il loro lavoro, facevano dell’Orto de’ Pecci un’unica, intensiva, coltivazione di frutta e verdura, una produzione tale da soddisfare l’intero fabbisogno della popolazione ospedaliera (e parliamo, in alcuni periodi, tra degenti e operatori di circa 2000 persone: un paese dentro la città).

Dal 1983 (ebbene sì, quest’anno festeggiamo quaranta anni di attività) l’Orto de’ Pecci è gestito  alla Cooperativa sociale “La Proposta”, nata con il preciso intento di fornire una possibilità di recupero e di reinserimento a soggetti svantaggiati.

Ed ancora oggi, le persone che “vivono” La Proposta si dedicano all’agricoltura biologica sui terreni della valle, i cui prodotti sono destinati al ristorante gestito dalla Cooperativa stessa. “La Proposta” ha, inoltre, elaborato nel corso di questi decenni tutta una serie di progetti relativi a percorsi turistici e didattici, volti a valorizzare e divulgare la storia di questo suggestivo e prezioso polmone verde della città. Dopo anni difficili siamo pronti a ripartire con nuove idee e nuove proposte (e scusate il gioco di parole) per dare sempre maggior aiuto supporto, motivazione e dignità (cosa che solo il lavoro crea) ad ognuno di noi. Coscienti, sempre, che solo insieme si va avanti.

Maura Martellucci

la foto è tratta da
D’Ormea, A. (1935). L’Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò in Siena della Società di Esecutori di Pie Disposizioni (1818-1934). Siena: Stabilimento arti grafiche S. Bernardino.

 

 

 

 

 

Montepulciano celebra San Biagio

Il prossimo venerdì 3 febbraio la comunità poliziana celebrerà la solennità di San Biagio.

Nella chiesa dedicata al Santo vescovo e martire sono previste due celebrazioni: al mattino l’Eucaristia alle ore 11.00 presieduta da don Davide Campeggiani, sacerdote novello della nostra diocesi e vice parroco alla Pieve di Sinalunga.

Nel pomeriggio alle ore 17.30 la solenne Eucaristia presieduta dal vescovo, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, che consegnerà ai cresimandi della parrocchia – accompagnati dalle catechiste – il simbolo degli apostoli.

Al termine delle celebrazioni, sia al mattino che al pomeriggio, è prevista la benedizione della gola e la distribuzione del pane benedetto.

Un appuntamento da non perdere.

Notizia e locandina tratte da pagina Facebook