Archivi categoria: tavolo disabili

In questa sezione trovi, in ordine cronologico, le notizie riguardanti le Associazioni del territorio senese operanti all’interno del Tavolo Disabili di SI-SIENASOCIALE, la coprogettazione che tanto vale che è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore

Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS
Autismo Siena Piccolo Principe ODV
Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV
Associazione Senese Down (ASEDO) ODV
Il Laboratorio ODV

Bollicine sulla neve con il CAI: “la montagna è di tutti”

Montagna che passione! Bellissima iniziativa realizzata grazie al tavolo Disabilità di Si-Sienasociale la coprogettazio che tanto vale” svoltasi sul Monte Amiata in collaborazione con l’associazione Le Bollicine, l’Associazione Asedo ed il Club Alpino Italiano CAI. A raccontare il tutto 2 reporter speciali: Noemi per “Le Bollicine” e Stefano per il CAI 

Trekking in luoghi incontaminati, passeggiate tra i sentieri più belli della nostra montagna alla scoperta degli angoli più innevati con, ai piedi, le ciaspole ed il prezioso supporto dei volontari degli amici del CAI che ci hanno accompagnato per tutta la giornata.

Bellissimi i momenti di condivisione tra le associazioni che hanno sperimentato l’opportunità di ritrovarsi, dello stare insieme e di trascorrere insieme una giornata all’insegna del volontariato non senza la super mascotte nonché amico fedele delle Bollicine a 4 zampe “Artù“

La mascotte del gruppo Artu'

La mascotte del gruppo Artu’

Finalmente tanta neve sulla nostra montagna. In coincidenza con la stagione favorevole, ieri si è svolta la classica ciaspolata al Monte Amiata fra associazione sportiva Le Bollicine e la sezione senese del CAI. Il consistente manto nevoso e l’aiuto di una stupenda giornata di sole hanno  permesso, ad un’entusiasta e numeroso gruppo di ragazzi portatori di disabilità, di cimentarsi in una escursione con le ciaspole attraverso la meravigliosa faggeta amiatina.

Tutto questo grazie al prezioso aiuto di educatori dell’associazione e accompagnatori di escursionismo del Cai. Una attività ormai consolidata di montagnaterapia realizzata attraverso la collaborazione fra le realtà del volontariato senese già avviato dal 2019 e che anno dopo anno, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia e dei capricci climatici, riscuote sempre più successo di partecipanti.

Perché il mondo della montagna può e deve essere alla portata di tutti.

Noemi D.M. –  Stefano Carli

 

 

 

 

 

 

 

Otaria presenta “Piccolo Principe”

Nuovo appuntamento con l’amica delle cittine e dei cittini! Otaria la Volontaria fa da guida nel vasto mondo del volontariato. E, rivolgendosi ai bimbi, afferma: “Dovete sapere che nella mia comunità, così proprio come nella vostra, molte attività e molte relazioni non esisterebbero se non ci fossero i volontari!”. Questa volta Otaria svela il magico mondo di Associazione Autismo Siena “Piccolo Principe” odv

Ciao a tutti miei piccoli amici! Eccomi qui con voi con un’altra storia tutta da ascoltare! Avete mai sentito parlare de “Il Piccolo Principe”? La prima volta che l’ho sentito nominare ho pensato subito al titolo di quel bellissimo libro per bambini, che personalmente consiglio anche agli adulti (non si sa mai… magari anche da grandi potrebbero riuscire a mantenere uno sguardo curioso verso le cose!), ma non si tratta di questo! Anche se effettivamente ho la vaga sensazione che un nesso ci sia… Il “Piccolo Principe” di cui vi voglio parlare è invece il nome dell’Associazione Autismo Siena, che ha deciso di chiamarsi così in onore  del centro diurno della Asl per bambini autistici, “Il Piccolo Principe” appunto, che oggi rappresenta il più antico centro specializzato di Siena. 

La prima domanda è: cos’è l’autismo? Si tratta di un disturbo che coinvolge il linguaggio, la socialità e la comunicazione. La persona autistica infatti tende a perdere il contatto con la realtà, costruendosi una vita interiore, a volte, difficilmente accessibile agli altri; può succedere che abbia interessi ristretti e comportamenti ripetitivi. Insomma, vive tendenzialmente in un mondo che sente suo, dove si sente sicura, un mondo che non è detto che sia peggiore di quello reale. 

La seconda domanda che invece vi potreste porre è: perché l’Associazione ha deciso di mantenere in un certo qual modo lo stesso nome del centro, con il rischio di confondersi? Semplice! Per non dimenticare da dove è partita, visto che è proprio grazie al fatto di ritrovarsi spesso fuori dal centro al momento dell’ingresso e dell’uscita dei propri figli, che alcuni genitori hanno deciso di unire le loro forze. Si sa, da sempre l’unione fa la forza, e queste famiglie di forza ne hanno assolutamente bisogno.

All’inizio, si parla del 2011, il loro lavoro è stato quello di sensibilizzare la comunità circa l’autismo, visto che all’epoca poco si conosceva di questo disturbo. Era quindi estremamente importante sapere come comportarsi con una persona autistica a scuola per esempio, ma anche in una qualsiasi altra attività pubblica, come un negozio. Con il tempo poi, proprio come succede con i figli, l’Associazione è cresciuta ed è diventata un punto di riferimento sul nostro territorio per le famiglie delle persone autistiche. Pensate che dal 2016 ha anche una bellissima casa, con ambienti così spaziosi da poter permettere l’organizzazione di tante attività per questi ragazzi! Laboratori di teatro, di musica, di pittura e di attività psico-motorie; il fiore all’occhiello tra l’altro è una bella palestra, attrezzata appositamente per le loro necessità, realizzata grazie al contributo del progetto  “Sì- Siena sociale la coprogettazione che tanto vale”, di cui l’associazione fa parte. E poi, grazie alla cucina, la possibilità di organizzare feste e cene a volontà!

Il presidente dell’Associazione, Alberto Negri, e la segretaria, Elena Barcelli, sono soddisfatti e fiduciosi del percorso intrapreso dall’Associazione, anche se dicono che bisogna essere molto bravi a trovare progetti validi, donazioni e finanziamenti che permettano di portare avanti tutte le attività necessarie per rendere sempre più facile l’inclusione delle persone autistiche, sempre nel rispetto della loro differente normalità. Avvicinare e non emarginare, questo è lo scopo. 

Insieme, si può! Parola di Otaria!

Otaria la volontaria è il nuovo personaggio di Sienasociale.it   Nata dalla splendida matita di Elisa Bigio, la nostra protagonista,  presentata in conferenza stampa lo scorso 12 novembre, racconta le magnifiche storie di Elisa Mariotti e aiuta i più piccoli “ad entrare” nell’affascinante mondo del volontariato. Le storie di Otaria le trovate, ogni domenica, su sienasociale.it…raccontatele ai cittini!

 

Autismo Siena: “12 anni di noi”

Un gruppo di genitori che vivono quotidianamente la realtà dell’autismo,  frequentano il centro diurno per bambini autistici della Asl “Il Piccolo Principe” alle Volte Alte (aperto nel 2009 e, se non l’unico oggi, sicuramente il più ‘antico’centro Asl specializzato in provincia di Siena): cominciano a conoscersi, proprio fuori da quella struttura andando ad accompagnare e a riprendere i propri figli, e decidono di mettersi insieme, perché, si sa, “l’unione fa la forza”. E di forza famiglie come queste ne hanno assolutamente bisogno.

Nasce così, nel 2011, l’Associazione Autismo Siena, che si chiama appunto Piccolo Principe per ricordare il luogo da cui si è originata.

Inizialmente abbiamo fatto essenzialmente un lavoro di informazione e sensibilizzazione, perché poco o niente si sapeva dell’autismo – ci spiegano il Presidente dell’Associazione, Alberto Negri e la segretaria e tesoriera Elena Barcelli che ci accolgono nella bella sede situata alle Volte Alte, accanto al centro Asl -. Abbiamo fatto, per esempio, un decalogo da distribuire ai commercianti per spiegare come comportarsi con un cliente autistico (che ci hanno copiato…)  formazione per il personale scolastico in collaborazione con la Asl e l’Ufficio scolastico territoriale, abbiamo ideato un concorso scolastico per gli studenti, intitolato “Il mio compagno speciale”, finalizzato a far calare i ragazzi nei panni del compagno autistico ed a farli avvicinare, invece che emarginarli”.

Passo dopo passo l’associazione cresce, si struttura, diventa una realtà conosciuta ed un punto di riferimento sul territorio per le famiglie delle persone autistiche.

Nel 2016 individua anche la “casa”, un edificio grande e bello, inutilizzato, adiacente ai locali del centro Asl, ambienti spaziosi ed adatti per poter organizzare vere e proprie attività per i ragazzi autistici. C’è il salone polifunzionale (dove viene fatto per esempio il laboratorio di teatro in collaborazione con la compagnia dei Topi Dalmata), attività psico-motorie, ma anche cene, convegni e incontri. C’è la cucina, ci sono gli spazi per i laboratori di pittura e per le lezioni di musica. C’è la palestra, che è stata allestita con vari attrezzi grazie al contributo del progetto “Sì-Siena Sociale la coprogettazione che tanto vale”.

Una stanza molto gradita ai ragazzi , ci dice Elena Barcelli, perché il movimento è fondamentale, serve a farli scaricare ed anche a migliorare la coordinazione ed articolare meglio i movimenti”.

Palestra a disposizione dei ragazzi di Piccolo Principe

Palestra a disposizione dei ragazzi di Piccolo Principe

Sono attualmente 13 i ragazzi che frequentano le attività dell’associazione, di età che varia dai 6 ai 26 anni, ognuno seguito individualmente da un operatore e l’importanza dei laboratori che vengono organizzati ce la spiega il presidente Alberto Negri: “Più un ragazzo autistico cresce, più diventano grandi i problemi – dice – perché finchè è in età scolare (e nella scuola negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante in termini di sensibilizzazione verso questo disturbo) può fare lì socializzazione e apprendimento, ma quando il percorso scolastico finisce, tutto questo viene improvvisamente a mancare. Se non si danno alternative, finiscono gli stimoli e il ragazzo o la ragazza rischiano addirittura di tornare indietro, diventano sempre più frustrati e tristi. E’ un trauma, non solo per loro, ma anche per i genitori: da un giorno all’altro si ritrovano soli, senza più impegni e senza le occasioni di confronto con i compagni e le altre persone e in famiglia si crea un clima negativo. Noi ci impegniamo ad organizzare attività per occupare i ragazzi (piccoli e grandi) in maniera costruttiva, per farli uscire di casa, per cercare di farli esprimere, per incoraggiarli a fare esperienze di vita. Cerchiamo di trovare varie attività, in modo che possano anche sceglierle, cerchiamo di adattarle alle diverse necessità e cerchiamo di far sì che siano anche sostenibili economicamente e non è facile. Se ci sono progetti, finanziamenti o donazioni riusciamo a limitare i costi, ma bisogna essere bravi anche in questo: partecipare ai bandi, cercare donazioni”.

A questo proposito – aggiunge Elena Barcelli – la co-progettazione Si-Siena sociale per noi è stata anche una scuola, perché confrontarsi con associazioni più strutturate che hanno alle spalle anni di esperienza ci ha insegnato tanto su come si scrivono i progetti, come si portano avanti le attività, su come si organizza il lavoro”.

Un altro progetto importante che è partito grazie alla coprogettazione è il percorso attivato con gli operatori del Tma (acronimo che sta per Trattamento multisistemico per l’autismo), che si basa sulla stessa metodologia della Terapia multisistemica in acqua, da cui nasce. Sono operatori professionisti che lavorano essenzialmente sugli aspetti legati all’integrazione sociale della persona autistica, attraverso la conquista di una serie di competenze. Un metodo focalizzato sulle autonomie per quanto riguarda i ragazzi più grandi e sull’attività motoria per quelli più piccoli.

Tanto insomma è stato fatto dall’Associazione Autismo Siena e le potenzialità sono tante per fare ancora molto. Perché l’inclusione sociale delle persone autistiche sia sempre più facile, nel rispetto della loro differente normalità.

Piccolo Principe Autismo Siena

Piccolo Principe Autismo Siena

Silvia Sclavi

 

 

Tombola a nonno e nipote: il volontariato a Siena fa rete e vince

Centinaia di “cartelle” distribuite tra i partecipanti. Tanti a giocare da casa. Anziani e bambini insieme con il ricavato della raccolta fondi destinato a QuaViO odv. La “Tombola del volontariato 2023” lascia un bilancio positivo e il desiderio di tornare, presto, a sperare di vincere

Siamo siamo già alla quaterna!”. Francesca Appolloni, assessore al sociale del comune di Siena, gioca, si diverte e commenta: “Ringrazio tutte le associazioni di Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale e tutte le realtà del volontariato che hanno aderito e sostenuto questa iniziativa. Grazie anche ai quotidiani Gazzetta di Siena e Sienasociale.it Quanto raccolto dalle libere offerte sarà utilizzato per finanziare un supporto psicologico per malati oncologici che sono nell’ultimo ma significativo tratto della propria vita”

Con lei tantissime altre persone che si sono “date battaglia” fino all’ultimo numero. Alla fine a spuntarla l’unione tra generazioni: nonno Bartolo e suo nipote hanno fatto tombola!

Sullo sfondo la collaborazione fondamentale di
“Gazzetta di Siena” e Sienasociale.it diario del terzo settore senese” . Proprio il direttore di Gazzetta, Patrizio Forci è intervenuto per un saluto.

Si è potuto giocare anche “in presenza”:  posti disponibili presso sede Pubblica Assistenza Viale G. Mazzini 95 Siena e presso sede Misericordia di Siena via del Paradiso 30 Siena.

La serata e’ stata allietata dai sonetti in vernacolo senese di Silvia Golini e Antonio Tasso.

Uno speciale ringraziamento e’ giunto, dalla presidente di QuaViO odv, Vanna Galli, a associazione “Achillea Laboratorio d’Arte”  e Soci Coop Sezione di Siena per il sostegno e ad altri numerosi partner per il supporto: Anioc Siena, Wine Valley Siena, Uici Siena, Auser comunale di Siena, Codini e Occhiali e Associazione Culturale Centro Studi di Psicologia dell’Arte e Pscicoterapie Espressive.

Fondamentale l’apporto all’iniziativa di Grazia Ragazzoni di Pubblica Assistenza di Siena e, per una sera, notaio d’eccezione, Francesco Benincasa che ha condotto la tombola e Luca Barbagli regista.

Il volontariato quando fa rete vince: questo è quanto rimane a margine di numeri ed emozioni. Appuntamento all’anno prossimo: la tombola tornerà puntualmente.

Giuseppe Saponaro 

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, che è tra Comune di Siena e Enti del
Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà
partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù
APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena
Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga
gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo
Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down
(ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).

Per rivedere la tombola di ieri

Otaria la volontaria e “Casa al sole”

Nuovo appuntamento con l’amica delle cittine e dei cittini! Otaria la Volontaria fa da guida nel vasto mondo del volontariato. E, rivolgendosi ai bimbi, afferma: “Dovete sapere che nella mia comunità, così proprio come nella vostra, molte attività e molte relazioni non esisterebbero se non ci fossero i volontari!”. Questa volta Otaria svela il magico mondo di “Le Bollicine”facendoci scoprire il “Progetto Casa al sole”

Ciao a tutti cittine e cittini! Ecco che la vostra Otaria la Volontaria torna da voi, questa domenica, con qualcosa di nuovo e importante di cui parlare! Dovete sapere che esiste un progetto di vita indipendente, chiamato “Progetto Casa al sole” , nato nel 2001 e gestito dalla Fondazione Down Friuli Venezia Giulia Onlus in collaborazione con l’AAS 5 Friuli Occidentale, che ha come scopo quello accompagnare le persone con disabilità intellettiva, che stanno diventando adulte, verso un’autonomia “possibile”.

Ma cosa vuol dire autonomia possibile, vi chiederete voi? Significa indipendenza, significa graduale distacco dai genitori per arrivare a vivere la propria vita senza dipendere dagli altri il più possibile.

Questo percorso ha l’obiettivo generale di sostenere e provvedere al benessere di queste persone, cercando di contrastare anche gli effetti a lungo termine che derivano dall’emergenza della pandemia (pensate all’isolamento! A nessuno piace rimanere soli per tanto tempo…).

Nei mesi scorsi l’associazione Le Bollicine ha organizzato e tenuto un corso di condivisione di questo progetto proprio nella nostra città, un qualcosa rivolto a operatori del settore e volontari, che ha permesso lo scambio di esperienze, offerto spunti di riflessione e favorito la nascita di idee per progetti futuri.

p.s. Ricordate sempre che disabilità non è una parolaccia, anzi è una parola che va usata con il dovuto rispetto. Disabile è chi, a seguito di una menomazione, non ha la capacità di svolgere un compito o un’attività nel modo considerato abituale per l’essere umano ( o per le otarie, il concetto non cambia!)

Otaria la volontaria è il nuovo personaggio di Sienasociale.it   Nata dalla splendida matita di Elisa Bigio, la nostra protagonista,  presentata in conferenza stampa lo scorso 12 novembre, racconta le magnifiche storie di Elisa Mariotti e aiuta i più piccoli “ad entrare” nell’affascinante mondo del volontariato. Le storie di Otaria le trovate, ogni domenica, su sienasociale.it…raccontatele ai cittini!

Tombola del volontariato

Tombola del volontariato: in presenza presso Misericordia e Pubblica Assistenza

Un’iniziativa di “Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale”: domenica 8 gennaio 2023, ore 21.00, in diretta on line. Sarà possibile giocare anche in presenza. Per richiedere le cartelle quaviocomunica@gmail.com 

“Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale” ha scelto un modo originale per fare gli
auguri a tutti i volontari di Siena e provincia. Grazie alla collaborazione con i quotidiani
“Gazzetta di Siena” e Sienasociale.it diario del terzo settore senese” uno speciale evento, in
diretta, è stato previsto, per il giorno 08 gennaio 2023 alle ore 21, in modalità on line:
partecipazione libera, ricchi premi a disposizione.

Si potrà giocare anche “in presenza”:  posti disponibili presso sede Pubblica Assistenza Viale G. Mazzini 95 Siena e presso sede Misericordia di Siena via del Paradiso 30 Siena (prenotazioni a franchi@misericordiasiena.it)

La serata si aprirà con il saluto istituzionale dell’assessore al sociale del Comune di Siena Francesca Appolloni seguito da quello del direttore di Gazzetta di Siena Patrizio Forci. A seguire, conosceremo i protagonisti della coprogettazione: tavolo anziani, tavolo disabili e tavolo famiglie e minori.

La serata sarà allietata dai sonetti in vernacolo senese di Silvia Golini e Antonio Tasso.
Condurrà l’evento Giuseppe Saponaro.

Chi vorrà potrà partecipare alla speciale tombola del volontariato: ambo, terno, quaterna, cinquina consentiranno di ricevere inaspettati doni offerti da associazione “Achillea
Laboratorio d’Arte” e da altri numerosi partner: l’iniziativa si avvale anche del sostegno di
Anioc Siena, Wine Valley Siena, Uici Siena.

La partecipazione all’evento è libera. Sono gradite offerte a sostegno di QuaViO odv che, da oltre 30 anni, si occupa nella città del Palio e nella sua provincia, di cure palliative dunque di malati oncologici che sono nell’ultimo, ma fondamentale tratto della propria vita.

Per seguire la tombola servirà collegarsi sul sito www.gazzettadisiena.it o pagina Facebook del
giornale o sulla pagina Facebook di www.sienasociale.it

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, che è tra Comune di Siena e Enti del
Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà
partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù
APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena
Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga
gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo
Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down
(ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).

“Io, la cecità e Libeccio” la storia di Elena

Leggere le parole di Elena è un modo per immergersi in una realtà che non conosciamo. Meglio una realtà, la nostra, che con la luce appare decisamente diversa di come la vive la nostra protagonista: nel buio. Leggere le parole di Elena significa nutrire speranza, voglia di vivere, desiderio di andare oltre gli ostacoli che la vita presenta. Per questo le proponiamo consapevoli che possono essere di esempio, punto riferimento per molti. Ecco a voi, Elena.

Ogni individuo  non vedente può scegliere come muoversi nel mondo, se accompagnato  da altre persone, con l’ausilio di un bastone bianco oppure affiancato  da un cane guida. Queste modalità ovviamente si alternano al bisogno nella mia quotidianità, ma la scelta per me prevalente è quella di percorrere le strade della vita camminando insieme ad  un labrador  biondo di nome Libeccio, che vive  ormai con me da tre anni. Dopo un periodo di allenamento insieme alla scuola di addestramento, in cui Libeccio ed io ci siamo affiatati  tra Scandicci e Firenze, avendo  accanto la presenza di chi lo ha istruito a diventare un cane guida, ad evitare gli ostacoli calcolando lo spazio per entrambi ed a fermarsi agli scalini, Libeccio è venuto a casa con me ed è diventato un compagno di cammino sempre presente.

Io e Libeccio

Da giovane psicologa lui mi ha aiutato  a muovermi per le strade del paese in cui vivo, a prendere treni ed autobus per arrivare a   Siena, per raggiungere l’ambulatorio presso il quale   lavoro in ospedale e la sede dell’associazione U.I.C.I. in cui da più di dieci  anni svolgo con piacere l’attività di volontariato. Libeccio adesso è una presenza affettivamente significativa nella mia vita, è un aiuto prezioso  per me ed io mi prendo cura di lui, ricordando che prima di essere una guida è certamente un cane, non è un bastone bianco che la sera si piega e ripone, ma un essere vivente che ha bisogno di cure quotidiane, gioco ed attenzione. La nostra relazione è quindi uno scambio costante di bene ed uno stare insieme sempre: Libeccio infatti ha accesso nel suo ruolo di cane guida a luoghi come l’ospedale, mezzi di trasporto pubblici, cinema oppure le chiese, luoghi dove grazie alla sua pettorina e all’aiuto che mi dà, si aprono le porte non soltanto per me ma anche a lui come  mia guida a quattro zampe.

Elena Ferroni e il suo Libeccio

Elena Ferroni e il suo Libeccio

Perché UICI e perché volontaria?

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, quando ho perso completamente la vista all’età di 25 anni è stata la mia casa, ho potuto specchiarmi in altri uomini, donne, famiglie che avevano già vissuto le medesime  difficoltà e le avevano affrontate, ognuno a suo modo, scoprendo una vita di qualità, pur mancando la vista. Quindi UICI  all’inizio è stata un balsamo sulla mia  ferita, un argine alla mia perdita. Grazie all’associazione  ho incontrato  anche professionisti che mi hanno insegnato ad utilizzare il bastone bianco ed i software di sintesi vocale, aiuti senza i quali non avrei potuto laurearmi e riattivare la voglia di muovermi e studiare ancora dopo la perdita della vista. Dunque ciò che ho ricevuto da U.I.C.I. si è presto trasformato nel desiderio di poter restituire ad  altri, attraverso l’esperienza personale vissuta  e la professionalità di psicologa, che certamente oltre alla motivazione di volontaria, mi ha dato un maggior titolo ad esserci  nelle crisi, a poter stare accanto con partecipazione e presenza.

Elena e il sociale, che significa essere di aiuto agli altri

Come donna cattolica praticante e laica consacrata, sono  consapevole che il nucleo del mio dare agli altri muove dal desiderio di assomigliare al modello dei modelli dell’amore, il Signore Gesù, che fa del comandamento dell’amore il motore che lo porta a donare la sua vita. Guardando alla mia storia, essere di aiuto agli altri è un desiderio che si è acceso  dentro di me credo soprattutto da quando ho iniziato la scuola  e da bambina ipovedente mi sono sentita diversa dalla norma, destinataria di aiuti  attenti  e speciali  grazie ai  quali  ce l’ho fatta. E’ perciò   scritto dentro di me che ogni bambino ha valore, che ogni persona ha valore e l’impegno nel  sociale, in particolare con la disabilità visiva, per me è ribadire ogni giorno ed in ogni occasione questo con  determinazione, trovando il modo di volta in volta perché tale  valore possa fiorire. Promuovo questo con le famiglie ed i ragazzi con disabilità visiva che seguo, lo promuovo  quando incoraggio un adulto o un anziano a ricostruire possibilità di vita mentre  diminuisce o perde la capacità visiva, lo promuovo  in rete con i professionisti che con me accompagnano , mettendo confini alle difficoltà legate all’ipovisione, alla cecità, a disabilità complesse che sfidano la vita.

Cosa dovrebbe cambiare la società per essere più inclusiva?

Si include solo quel che si conosce, che ci si dà l’attenzione ed il tempo per conoscere. Per includere bisogna ascoltare, darsi tempo per ascoltare l’altro e fare spazio al suo vissuto. Questa a mio avviso sicuramente anche per deformazione professionale, è la base di ogni percorso. Ascoltare il vissuto dell’altro è imprescindibile  per includerlo, per capirne i bisogni specifici, differenti ad esempio per diverse disabilità. Ciò che è inclusivo per me, come un semaforo che su richiesta non diventa solo verde ma emette in più un suono, può essere utile anche ad una persona anziana che fa fatica ad attraversare la strada,  Altri miei bisogni invece sono  solo miei e basta: per esempio uno schermo che funziona solo a tocco, dove non posso sentire i tasti dei numeri e non riesco a digitare il codice per pagare con la carta di credito alla cassa di un negozio, un autobus che non si ferma e mi lascia a piedi perché non c’è formazione riguardo a  chi si muove con un cane guida o un bastone bianco, uno sportello bancomat dal quale non posso prelevare in autonomia perché funziona solo a tocco e non ha uscita vocale. Questi sono tutti elementi per cui si può lottare e rendere l’ambiente sempre più accessibile a chi ha una disabilità sensoriale visiva. La cecità però è una fragilità che sempre mi mette di fronte al mio  limite e ciò che più di tutto  sgretola ogni barriera è la volontà di collaborazione con l’altro, chiedere e dare aiuto fa superare le difficoltà del momento, crea quei ponti che permettono  anche a me e a Libeccio di camminare liberi e provare a lasciare buone tracce del nostro passaggio.

immagine dell'artista Biagio Bertolini

“Si-Sienasociale” presenta la Tombola del Volontariato

Un’iniziativa di “Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale”: domenica 8 gennaio
2023, ore 21.00, in diretta on line.

“Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale” ha scelto un modo originale per fare gli
auguri a tutti i volontari di Siena e provincia. Grazie alla collaborazione con i quotidiani
“Gazzetta di Siena” e Sienasociale.it diario del terzo settore senese” uno speciale evento, in
diretta, è stato previsto, per il giorno 08 gennaio 2023 alle ore 21, in modalità on line:
partecipazione libera, ricchi premi a disposizione.

La serata si aprirà con il saluto istituzionale dell’assessore al sociale del Comune di Siena Francesca Appolloni seguito da quello del direttore di Gazzetta di Siena Patrizio Forci. A seguire, conosceremo i protagonisti della coprogettazione: tavolo anziani, tavolo disabili e tavolo famiglie e minori.

La serata sarà allietata dai sonetti in vernacolo senese di Silvia Golini e Antonio Tasso.
Condurrà l’evento Giuseppe Saponaro.

Chi vorrà potrà partecipare alla speciale tombola del volontariato: ambo, terno, quaterna,
cinquina consentiranno di ricevere inaspettati doni offerti da associazione “Achillea
Laboratorio d’Arte” e da altri numerosi partner: l’iniziativa si avvale anche del sostegno di
Anioc Siena e Wine Valley Siena. Le associazioni che vorranno sostenere l’evento potranno scrivere a quaviocomunica@gmail.com

Le cartelle con i numeri potranno essere richieste, con
offerta libera, a quavio@quavio.it oppure potranno essere ritirate presso la sede QuaViO Viale Don Giovanni Minzoni, 43, 53100 Siena – Tel. 0577 219049

Il ricavato dell’evento andrà infatti a beneficio di QuaViO odv che, da oltre 30 anni, si occupa
nella città del Palio e nella sua provincia, di cure palliative dunque di malati oncologici che
sono nell’ultimo, ma fondamentale tratto della propria vita.

Per seguire la tombola servirà collegarsi sul sito www.gazzettadisiena.it o pagina Facebook del
giornale o sulla pagina Facebook di www.sienasociale.it

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, che è tra Comune di Siena e Enti del
Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà
partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù
APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena
Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga
gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo
Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down
(ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).

Auguri da Uici: “sarebbe bello se non finisse qui”

Una tombolata tutti insieme, risate, battute, divertimento. C’è aria di festa all’Uici, l’Unione ciechi e ipovedenti sezione di Siena (una delle realtà che partecipa alla coprogettazione di Si-Sienasociale).  Elena Ferroni, referente del progetto, commenta: “Sarebbe bello se non finisse qui”.

Incontriamo i soci dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti sezione di Siena nell’ultimo incontro del dopo scuola, un’attività che è nata proprio grazie al finanziamento della coprogettazione.

Atmosfera allegra, grande accoglienza.

Uici siena coprogettazione

Uici siena coprogettazione

Sono sei i ragazzi che ne hanno beneficiato, di età che varia dalla scuola elementare (il più piccolo è Eitan 8 anni, la mascotte del gruppo) a quella superiore, seguiti da quattro operatori: una psicologa, due educatrici e un istruttore di informatica.

Il servizio è così articolato: ogni 15 giorni si svolge il dopo scuola di gruppo nella sede dell’associazione, in Viale Cavour a Siena, mentre nella settimana in cui non c’è il ritrovo, scatta il sostegno didattico individuale con gli operatori che vanno a domicilio.

E’ stato un servizio molto importante – ci spiega la referente Elena Ferroni – perché anche se i nostri ragazzi sono integrati nel contesto scolastico (e questo è ovviamente un aspetto positivo) e sono al pari di tutti gli altri, non hanno però occasione di incontrarsi con persone che hanno lo stesso problema. Frequentando questo dopo scuola invece hanno avuto la possibilità di confrontarsi con chi vive le loro stesse difficoltà, o che le ha già vissute, perché capita magari che un ragazzo più grande faccia da ‘tutor’ ad uno più piccolo, riuscendo a capire esattamente quali sono gli ostacoli. E’ un modo per comprendere, insomma, che non si è soli ad avere questa ‘specificità’. E poi, al di là del fare i compiti, abbiamo potuto calarci nelle richieste specifiche dei singoli, come chi voleva imparare a scrivere al computer (il piccolo Eitan per esempio che, ci dice l’insegnante, “è una scheggia con la tastiera”) oppure usare l’iPad con l’ingrandimento, esigenze che magari la scuola non ha gli strumenti per soddisfare.
Un’altra attività, altrettanto importante, che è stata fatta grazie alla coprogettazione – aggiunge Elena Ferroni – è stata l’apertura di uno sportello di help desk informatico in cui l’esperto, Gianmarco, dà una mano a tutti i soci dell’Uici che hanno emergenze. Un servizio di cui avevamo bisogno da tempo, ma ci mancavano le risorse per destinare una persona ad occuparsene.
Penso che Siena sia stata coraggiosa a mettere in piedi questo progetto – conclude – perché non ci sono tante realtà in cui il comune si è seduto ad un tavolo con le associazioni per lavorare insieme, ascoltando le proposte delle associazioni stesse. Sarebbe bello se non finisse qui”.

A Natale, a volte, i miracoli accadono. E noi ci vogliamo credere.

Buone Feste a tutti!

Uici Siena partecipa a SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, che è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).

Silvia Sclavi

 

“Il Laboratorio” 36 anni di solidarietà: SBT la nostra casa

Aria di casa. E’ questa la prima sensazione che si prova entrando nei locali dell’Associazione ‘Il Laboratorio’, il centro diurno di volontariato che si occupa delle persone disabili. Tante attività, anche in coprogettazione, in un clima solidale. 

Un momento di animazione presso "Il Laboratorio"

Un momento di animazione presso “Il Laboratorio

E l’atmosfera familiare coinvolge anche chi arriva per la prima volta nei locali della Parrocchia di San Bernardo Tolomei, parroco Don Claudio Rosi, in Via Sansedoni a Siena, dove l’Associazione ha la sua sede operativa. “Uno stanzone unico che, negli anni, un passo alla volta, abbiamo trasformato nella nostra casa, plasmandolo per le nostre esigenze”, ci spiega accogliendoci, Antonella Montagna, che è la fondatrice e l’anima del centro: 81 anni (perché quando sono così ben portati si può dire!) ed un’energia contagiosa, la presidente burocraticamente parlando, la “capa”, come la definiscono i volontari che lavorano al suo fianco.

Il Laboratorio nasce nel 1986, come progetto di ‘dopo cresima’, dall’iniziativa di un gruppo di persone che frequentavano la parrocchia e che, dopo aver fatto un’indagine per individuare quali servizi mancassero in città, crearono uno spazio rivolto appunto alle persone disabili.

Dopo 36 anni il centro è diventato una solida realtà e un punto di riferimento importante. E’ l’unica associazione composta interamente da volontari e si autofinanzia con cene, iniziative solidali o eventi come il banchino che tutti gli anno viene allestito a Santa Lucia.

All’inizio erano 7 ragazzi che usufruivano di questo nostro servizio, negli anni sono stati anche oltre 25 – dice ancora Antonella Montagna -. Attualmente sono 12, alcuni con disabilità molto gravi. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì li andiamo a prendere a casa alle 16, li portiamo qui, dove c’è sempre un’attività diversa e poi alle 19 li riportiamo indietro”.

Il Laboratorio ha nel nome la sua ‘mission’: qui le persone possono essere impegnati in svariate occupazioni, finalizzate a migliorare la percezione di sé, a migliorare movimenti e attività motoria. Ecco la settimana-tipo.

Il lunedì, corso di cucina, giochi di gruppo e di movimento

Il martedì, laboratorio teatrale (per preparare gli spettacoli che vanno in scena a Natale e poi a giugno).

Il mercoledì, corso di mimo e lavori vari (con la lana, con i colori, con il cartoncino)

Il giovedì, corso di yoga e giochi di gruppo.

Il venerdì, corso di biodanza e canti.

Il corso di mimo, quello di yoga e quello di biodanza sono arrivati con il progetto Si-Siena Sociale, a cui l’associazione partecipa.

Poi c’è tutta la parte dei viaggi e delle gite: in Italia e all’estero, al mare e in montagna, in treno, in aereo o in nave: vacanze tutti insieme per condividere momenti di allegria, come testimoniano le centinaia di foto che tappezzano le pareti. “Ogni estate, per esempio, andiamo all’Elba – ci racconta ancora Antonella Montagna -, la Moby ci offre il viaggio in traghetto, mentre i motociclisti delle Harley Davidson ci ‘scortano’. Un divertimento incredibile per i ragazzi”.

E proprio scorrendo le foto si scopre un altro grande valore aggiunto di questo luogo, la solidarietà, sempre e comunque, il desiderio di fare qualcosa per chi sta peggio o è meno fortunato. Incredibile, ma vero. Nascono così l’iniziativa per raccogliere i fondi a favore delle vittime del terremoto che colpì il centro Italia nel 2016, oppure la missione in Tanzania, dove ‘Il Laboratorio’ ha finanziato cinque pozzi. “Ho portato personalmente i soldi in Africa – prosegue ancora la presidente – e l’idea fu di uno dei nostri ragazzi, Carlino, che era la nostra mente e purtroppo ora non c’è più. Fu proprio lui a dire ‘Anche se siamo così non si può fare niente?’

Uno dei tanti insegnamenti di vita di questi ragazzi: con l’amore tutto è possibile.

Il Laboratorio partecipa a SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, che è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).

Silvia Sclavi