Archivi categoria: il terzo settore a Siena

spazio DirSI foto tratta da sito ufficiale

Disabilità in rete Siena cerca personale: ecco come candidarsi

Nell’ambito dei progetti della nostra rete di associazioni, siamo alla ricerca di 3 figure con mansione di operatore domiciliare/assistente alla persona. Tra i requisiti il possesso della patente B ed esperienza nel settore. Gli/le interessati/e potranno inviare il proprio curriculum all’indirizzo: spazioinformarsi@spaziodirsi.it. Seguirà la selezione e l’eventuale colloquio

Il progetto DirSI – Disabilità in rete Siena – nasce dalla coprogettazione di enti del terzo settore ed istituzioni del territorio senese grazie al finanziamento del bando Riesco della Fondazione MPS. 

Nato in risposta all’emergenza Covid, i protagonisti hanno intrapreso un percorso di condivisione e rilettura dei bisogni del territorio, mirato alla sperimentazione di una nuova modalità ibrida di erogazione di servizi in presenza/online, che possa ovviare a nuove eventuali situazioni di restrizioni dovute all’evolversi della situazione pandemica e basato sull’utilizzo di tecnologie fruibili anche ai soggetti con disabilità.

La condivisione di esperienze e risorse sono stati i punti di forza per costruire uno spazio condiviso che partendo dalla centralità della persona con disabilità intraprenda la costruzione e la sperimentazione di una nuova modalità di fare rete e di percepirsi come comunità. 

Le associazioni aderenti al progetto hanno costituito un ATS con una governance partecipata e un proprio statuto.

DirSI nasce dalla fruttuosa collaborazione fra le Associazioni Le Bollicine, ANMIC Siena APS, ASEDO Siena, Autismo Siena Piccolo Principe, UICI sez. di Siena APS, CAI Siena, Cooperativa sociale Naturalmente, Associazione Riabilita ODV, Associazione Visionaria, Associazione Cultiring APS, Associazione “Se mi aiuti ballo anch’io).

Emporio solidale: a Siena la Misericordia aiuta anche così

15 persone che si occupano della gestione del magazzino, del rifornimento degli scaffali e poi ci sono “commessi” e “cassieri”. Un piccolo supermercato dove chi ha difficoltà economiche può rifornirsi: non si paga con denaro ma con punti 

Si chiama “emporio solidale” : prima era la bancarella della solidarietà. Quelli che erano pacchi alimentari standard per tutti i nuclei familiari ora, invece, sono qualcosa di più: le famiglie possono scegliere e prendere quello di cui hanno bisogno. Ognuno ha un “tetto di spesa” espresso in punti.

Punti preziosi. Si possono ottenere beni  di prima necessità: prevalentemente a lunga scadenza  come pasta, farina, scatolame, latte, etc) e prodotti per l’igiene intima e della casa. A volte ci sono disponibili anche giochi e materiali per la scuola.

Le famiglie assistite sono quelle segnalate dai servizi sociali del comune di Siena fatte salve le esigenze di emergenza.

Ovviamente, la Misericordia è pronta ad accettare donazioni che riforniscano l’emporio autentica risorsa a disposizione dei più fragili.

misericordia emporio solidarietà

misericordia emporio solidarietà

Per saperne di più

Arciconfraternita di Misericordia di Siena

nella foto volontari impegnati presso l’emporio

(sienasociale.it ringrazia la volontaria Angela Gambioli per la puntuale disponibilità e cortesia)

Volontari della Pubblica Assistenza durante il Palio di Siena

“Mi sento un volontario”: il messaggio di Gianluca

“Sentirsi” volontario è qualcosa di innato e familiare: fa stare bene, come quando si indossa un bellissimo abito e ci si sente subito a proprio agio. È così per Gianluca Monaldi, impiegato geometra presso l’ufficio tecnico dell’Università di Siena, che fin da piccolo ha assecondato la spinta verso il sociale dedicando il suo tempo libero ad associazioni e progetti che lo hanno arricchito e fatto sentire utile nei confronti del prossimo. Lui dichiara infatti che non “è” un volontario; lui sì “sente” un volontario!

Circa dodici anni fa è approdato alla Pubblica Assistenza di Siena da cui non è più voluto andar via! Vi ha trovato una vera scuola di vita e data la fiducia acquisita, Gianluca ha piacevolmente accettato anche la candidatura nel Consiglio Direttivo, con compiti di formazione, rapporto con i volontari e Servizio Civile.

Qui ha avuto modo di agevolare ancora di più quella predisposizione verso il prossimo coltivata negli anni, tanto da voler trasmettere il messaggio a più persone possibili, soprattutto ai giovani.

Gli stessi giovani che il Dipartimento per le Politiche Giovanili vuol coinvolgere aprendo loro le porte e facendo conoscere la realtà del Servizio Civile Universale (così chiamato perché si può svolgere, oltre che in Italia, anche all’estero): il nuovo bando per il 2023 rivolto a ragazzi dai 18 a 28 anni, offre un’esperienza finalizzata ad entrare in contatto con la realtà che li circonda, a conoscere meglio le risorse del territorio e ad avere una visione diversa delle problematiche sociali, toccandole con mano, in prima persona. Verranno offerti obiettivi e corsi di formazione in base alla scelta del progetto e della sede di attuazione, ed i ragazzi selezionati riceveranno un assegno mensile di euro 444.30.

La Pubblica Assistenza di Siena e il suo percorso formativo porteranno sei giovani (numero a disposizione dalla P.A.) ad avere un livello di preparazione che li renderà capaci di affrontare la messa in pratica BLS (Basic Life Support), la messa in pratica in caso di situazioni traumatiche, il corso sulla sicurezza sul lavoro ed un percorso di formazione generale in ambito sociale, tenuto dal personale di Anpas Toscana.

Gianluca dice che questa iniziativa lodevole, è certamente qualcosa che smuoverà i giovani e lascerà loro un segno. “i giovani d’oggi hanno sempre tante cose da fare: sport, studio, amici… Dedicare parte del loro tempo al sociale sarà per loro una meravigliosa scoperta e fonte di arricchimento per la vita” estendendo però, il discorso anche ad altre le fasce età, sottolinea che “siamo sempre di corsa e ci sembra impossibile ricavare del tempo da destinare ad altri… la tecnologia prima ed il Covid dopo, ci hanno condizionati ancor di più spesso isolandoci dalla realtà e vivendo solo per noi stessi; quindi in ogni momento e con il nostro contributo, ognuno di noi può vivere questa straordinaria esperienza”.

E Gianluca è fortemente convinto che continuando a far veicolare il messaggio con parole, buoni esempi e belle iniziative si invoglieranno sempre più cittadini a pensare in maniera altruista e collettiva e, confidando nella bontà sociale di ciascuna persona, esorta a presentare la domanda presso la Pubblica Assistenza di Siena ricordando che Il termine è fissato per le ore 14.00 del 10 febbraio 2023. Tutte le informazioni reperibili sul sito del Dipartimento delle Politiche Giovanili “politichegiovanili.gov.it” .

In ultimo, ricorda che tutti coloro che vorranno dedicare parte del loro tempo al prossimo, saranno sempre ben accolti nel team della Pubblica Assistenza per allargare la già grande famiglia del Volontariato!

Stefania Ingino

Bollicine sulla neve con il CAI: “la montagna è di tutti”

Montagna che passione! Bellissima iniziativa realizzata grazie al tavolo Disabilità di Si-Sienasociale la coprogettazio che tanto vale” svoltasi sul Monte Amiata in collaborazione con l’associazione Le Bollicine, l’Associazione Asedo ed il Club Alpino Italiano CAI. A raccontare il tutto 2 reporter speciali: Noemi per “Le Bollicine” e Stefano per il CAI 

Trekking in luoghi incontaminati, passeggiate tra i sentieri più belli della nostra montagna alla scoperta degli angoli più innevati con, ai piedi, le ciaspole ed il prezioso supporto dei volontari degli amici del CAI che ci hanno accompagnato per tutta la giornata.

Bellissimi i momenti di condivisione tra le associazioni che hanno sperimentato l’opportunità di ritrovarsi, dello stare insieme e di trascorrere insieme una giornata all’insegna del volontariato non senza la super mascotte nonché amico fedele delle Bollicine a 4 zampe “Artù“

La mascotte del gruppo Artu'

La mascotte del gruppo Artu’

Finalmente tanta neve sulla nostra montagna. In coincidenza con la stagione favorevole, ieri si è svolta la classica ciaspolata al Monte Amiata fra associazione sportiva Le Bollicine e la sezione senese del CAI. Il consistente manto nevoso e l’aiuto di una stupenda giornata di sole hanno  permesso, ad un’entusiasta e numeroso gruppo di ragazzi portatori di disabilità, di cimentarsi in una escursione con le ciaspole attraverso la meravigliosa faggeta amiatina.

Tutto questo grazie al prezioso aiuto di educatori dell’associazione e accompagnatori di escursionismo del Cai. Una attività ormai consolidata di montagnaterapia realizzata attraverso la collaborazione fra le realtà del volontariato senese già avviato dal 2019 e che anno dopo anno, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia e dei capricci climatici, riscuote sempre più successo di partecipanti.

Perché il mondo della montagna può e deve essere alla portata di tutti.

Noemi D.M. –  Stefano Carli

 

 

 

 

 

 

 

Pubblica Assistenza 4 zampe per la salute mentale

Bellissimi cani utilizzati in qualità di “confort dog”.  La Pubblica Assistenza di Siena può contare su 7 coppie cane-conduttore attive in asili, scuole, associazioni e case di cura.

Benedetta Benvenuti e’ la coordinatrice: “i cani sono addestrati per la socializzazione. Naturalmente predisposti a dare conforto, lavorano con un addestramento specifico che gli permette di entrare subito in piena comunicazione con le fragilità”.

E poi, su una foto recentemente pubblicata su Facebook: “Collaboriamo con i Servizi di salute mentale in ambito senese. In particolare, con il centro diurno di via Nino Bixio.  È un’attività che ci dà molta gioia e soddisfazione perché i ragazzi sono veramente fantastici ed entusiasti di giocare con noi. Ci hanno fatto dei ritratti stupendi dei nostri cuccioli e ci accolgono sempre a braccia aperte. È veramente come essere in famiglia”.

Un cane disegnato dai ragazzi

Un cane disegnato dai ragazzi

ACR Siena per il sociale: Lilt ospite

La prevenzione e il grande lavoro della Lega italiana per la lotta contro i tumori al centro dell’evento culturale pre-partita che si è svolto martedì sera al “Franchi” di Siena a poche ore dall’inizio della gara tra la Robur e Pontedera.

La presidente della Lilt Siena, Gaia Tancredi, di fronte ad un pubblico numeroso ed
attento che ha affollato la sala stampa dello stadio senese ha sottolineato che “grazie alla cultura della prevenzione oncologica come metodo di vita, oggi riusciamo ad intervenire e spesso ad anticipare l’insorgere del cancro. Siena – ha risposto Tancredi alle domande del responsabile dell’area comunicazione Andrea
Bianchi Sugarelli che ha moderato l’incontro – è uno dei primi tre centri in Italia in cui numeri e azioni dirette stanno ottenendo il maggiore successo. Tutto questo grazie agli oltre cinquanta medici che ruotano nei nostri ambulatori, dalla senologia alla dermatologia passando per la neurochirurgia fino alla ginecologia e educazione alimentare. Il riconoscimento va al nostro direttore sanitario Enrico Pinto che volontariamente mette a disposizione il suo quotidiano lavoro così come il neurochirurgo Sandro Carletti. In totale offriamo 27 visite specialistiche comprensive di check-up completi finalizzati tutti alla prevenzione oncologica. La Lilt Siena compie 50 anni ed oggi grazie anche alla nuova sede sono aumentate le prestazioni a favore dei cittadini e del territorio”.

Ogni anno alla Lilt Siena, che vanta circa 20mila iscritti, sono migliaia le prenotazioni per effettuare controlli, analisi, consultazioni: “La pandemia ci ha costretto a chiudere 40 giorni e sono state settimane difficili per tantissime persone che necessitavano di visite e accertamenti. In alcuni casi – ha detto ancora la
presidente della Lilt, Gaia Tancredi – è stato davvero complicato ascoltare le richieste di aiuto che ci arrivavano, per fortuna siamo riusciti a riaprire dopo un mese, ma non c’è dubbio che si è verificato un ritardo delle diagnosi, un forte rallentamento degli screening e perfino dell’accoglienza negli ospedali. C’è
anche da evidenziare che quest’anno abbiamo constatato molti più casi di cancro al seno come evidenziato dal nostro dottor Andrea Stella. Le concause sono ovviamente preminenti, ma non v’è dubbio che i due anni di pandemia hanno inciso moltissimo in quanto i controlli al seno non sono stati periodici rispetto alle regole della prevenzione. Le donne durante i mesi del Covid hanno avuto paura ad avvicinarsi ai centri sanitari peril timore di contagiarsi”.

Tancredi ha ricordato e ribadito che alla base nella battaglia contro i tumori “c’è la prevenzione primaria fatta di una corretta alimentazione, attività fisica, lotta al fumo e all’alcol. Piccole regole che valgono per tutti, che servono a noi stessi e a educare la società. La Lilt promuove anche la prevenzione terziaria, quella che riguarda le problematiche che sorgono durante il percorso di chi ha sviluppato un cancro, attraverso l’assistenza domiciliare, la riabilitazione psico-fisica, il reinserimento sociale e occupazionale del malato e dei suoi familiari” ha concluso la presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Orto de’ Pecci: storia di un’accoglienza che rigenera

Alla scoperta di un luogo unico. Maura Martellucci racconta le origini di un angolo di Siena che è sempre stato caratterizzato dal concetto di ospitalità. Dal 1547 ai giorni nostri.

Con il naso dentro un antico registro di contabilità del Santa Maria della Scala, alla data del 20 agosto 1547, troviamo la prima menzione del nome “Orto de’ Pecci”. Nel registro si legge che un tale Girolamo di Piero era un ortolano e abitava presso l’«Orto de Pecci al Merchato Vechio».

L’Orto de’ Pecci ha una storia alle spalle che viene da lontano nei secoli: un tempo si chiamava Borgo Nuovo di Santa Maria e, nato all’inizio del Trecento per accogliere i nuovi abitanti di Siena (l’Orto de’ Pecci è sempre stato un luogo di “accoglienza”), dopo la peste del 1348 viene smantellato e prende l’aspetto, quasi, che ha adesso.

Dalla fine del XIV secolo la Valle di Porta Giustizia (questo era il suo nome dato che la percorrevano i condannati a morte che dalle prigioni del Comune andavano alle forche che si trovavano presso l’attuale Coroncina) è sempre stata destinata all’attività agraria.

Facendo un salto nel tempo arriviamo al 1818 quando viene aperto l’Ospedale Psichiatrico San Niccolò e dall’inizio del ‘900 abbiamo notizia di degenti del manicomio che in questa valle praticavano l’ergoterapia. Con l’ergoterapia gli psichiatri ipotizzavano di curare i malesseri psichici attraverso il lavoro e, soprattutto (detto in “soldoni”) riportarli alla concretezza della realtà facendo praticare loro il lavoro che facevano nella normale quotidianità, prima del ricovero.

Così gli “ospiti del manicomio”, con il loro impegno ed il loro lavoro, facevano dell’Orto de’ Pecci un’unica, intensiva, coltivazione di frutta e verdura, una produzione tale da soddisfare l’intero fabbisogno della popolazione ospedaliera (e parliamo, in alcuni periodi, tra degenti e operatori di circa 2000 persone: un paese dentro la città).

Dal 1983 (ebbene sì, quest’anno festeggiamo quaranta anni di attività) l’Orto de’ Pecci è gestito  alla Cooperativa sociale “La Proposta”, nata con il preciso intento di fornire una possibilità di recupero e di reinserimento a soggetti svantaggiati.

Ed ancora oggi, le persone che “vivono” La Proposta si dedicano all’agricoltura biologica sui terreni della valle, i cui prodotti sono destinati al ristorante gestito dalla Cooperativa stessa. “La Proposta” ha, inoltre, elaborato nel corso di questi decenni tutta una serie di progetti relativi a percorsi turistici e didattici, volti a valorizzare e divulgare la storia di questo suggestivo e prezioso polmone verde della città. Dopo anni difficili siamo pronti a ripartire con nuove idee e nuove proposte (e scusate il gioco di parole) per dare sempre maggior aiuto supporto, motivazione e dignità (cosa che solo il lavoro crea) ad ognuno di noi. Coscienti, sempre, che solo insieme si va avanti.

Maura Martellucci

la foto è tratta da
D’Ormea, A. (1935). L’Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò in Siena della Società di Esecutori di Pie Disposizioni (1818-1934). Siena: Stabilimento arti grafiche S. Bernardino.

 

 

 

 

 

L'opera romantica evento a Siena - la locandina

Con la coprogettazione alla scoperta dell’opera romantica

 “L’opera romantica” è il tema dell’appuntamento previsto, per mercoledì 01 febbraio alle 16.30, presso il centro socioculturale “La Lunga Gioventù” via Pispini 162. Relatore sarà il professor Guido Burchi. L’evento fa parte di “Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale”.

Un pomeriggio per riflettere su un tema importante e significativo. È quello organizzato nell’ambito di Si-Sienasociale la coprogettazione tra comune di Siena ed enti del terzo settore. Al centro dell’attenzione l’opera romantica e il suo contributo culturale alla nostra collettività.

Un appuntamento da non perdere ad ingresso libero.

Nella foto locandina dell’evento.

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV.

“Otaria la volontaria” presenta MondoMangione

Nuovo appuntamento con l’amica delle cittine e dei cittini! Otaria la Volontaria fa da guida nel vasto mondo del volontariato ed, in generale, del terzo settore. E, rivolgendosi ai bimbi, afferma: “Dovete sapere che nella mia comunità, così proprio come nella vostra, molte attività e molte relazioni non esisterebbero se non ci fossero i volontari o senza l’impegno di quanti credono nel mondo cooperativo!

Ciao a tutte, giovani otarie! Sapete dove sono stata ieri a fare un po’ di scorta di buon cibo a chilometro zero? A MondoMangione, che da poco si è trasferito al n. 7 di via Bernardo Tolomei! Ma, prima di tutto, sapete cosa è MondoMangione che, solo a sentirlo nominare, mi fa venire voglia di fare una bella scorpacciata? Ve lo dico io cosa è: una cooperativa (cioè un insieme di persone che lavorano per uno stesso obiettivo) di consumatori che si occupa di cibo di filiera corta e di commercio equo e solidale, quindi di tutti quei prodotti che dal produttore passano direttamente al consumatore, senza troppi passaggi commerciali, nel pieno rispetto degli standard sociali, ambientali ed economici.

In bottega trovate verdure biologiche di stagione, latte crudo e latticini, pane a lievitazione naturale, tutto proveniente da produttori locali. Non solo: cosmesi naturale, detersivi alla spina e persino libri! Non vi pare un posto super? Tra l’altro nel nuovo locale hanno creato anche un angolo dove poter fare colazione con buonissimi pezzi di torta oppure dove poter consumare un pranzo veloce, ma sano e gustoso. Mangiare in modo salutare, aiutando la nostra economia locale… si può chiedere di più?

E allora cosa aspettate, fateci un salto oppure visitate il loro sito www.mondomangione.it per farvi un’idea! Non ve ne pentirete, parola di Otaria la Volontaria!

Otaria la volontaria è il personaggio di fantasia che vive nelle pagine di Sienasociale.it   Nata dalla splendida matita di Elisa Bigio, la nostra protagonista racconta le magnifiche storie di Elisa Mariotti e aiuta i più piccoli “ad entrare” nell’affascinante mondo del volontariato. Le storie di Otaria le trovate, ogni domenica, su sienasociale.it…raccontatele ai cittini!

Nel quadro di Elisa Bigio Otaria visita Mondomangione

 

QuaViO: “grazie Wine&Siena 2023”

QuaViO ringrazia Wine&Siena 2023 e lo fa con le parole della presidente, Vanna Galli: “abbiamo avuto una bellissima accoglienza e grande disponibilità“. Intanto, continua la raccolta di prodotti di eccellenza da destinare ad iniziative di raccolta di fondi utili a finanziare un nuovo progetto di sostegno psicologico

Wine&Siena è solidarietà. La manifestazione ha aderito all’invito di QuaViO odv, organizzazione di volontariato impegnata a Siena e provincia nelle cure palliative a malati oncologici,  chiedendo ai produttori presenti di donare una loro bottiglia. L’obiettivo è quello di raccogliere prodotti di eccellenza da destinare ad iniziative di raccolta di fondi utili a finanziare un nuovo progetto di sostegno psicologico.

Una “Bottiglia per la solidarietà” è una di scelta di aiuto reciproco che consente di donare una bottiglia collocandola nello speciale “baule della solidarietà” che è presente all’ingresso della manifestazione. “Ringrazieremo pubblicamente tutti i produttori che decideranno di sostenerci. E’ bello percepire tutto il senso di questo altruismo”.

Intanto anche domani, la manifestazione non si ferma. Fino alle 16 la degustazione dei prodotti enogastronomici. Alle 11.30 “Tra Borghi e Cantine” con la Premiazione del ristorante vincitore della IV edizione. Dove la tradizione incontra il gusto” con Confcommercio Siena.

Dalle 10 alle 13 visite guidate del Museo delle Biccherne. Alle 15.00 la conferenza stampa finale nella Sala Sant’Ansano con consegna delle bottiglie raccolte a QuaViO odv.

QuaViO (Qualità della Vita in Oncologia) è un’associazione di volontariato che, nella città del Palio e nella sua provincia, si occupa di cure palliative e, dunque, di tutela della vita fino all’ultimo istante. Da oltre 30 anni in modo del tutto gratuito ha assistito pazienti oncologici. Solo nel 2022, più di 200 persone hanno beneficiato dei servizi di assistenza psicologica, sanitaria e sociale. Una bottiglia di vino può aiutare a sostenere questa causa. In particolare, quanto sarà raccolto sarà utilizzato per finanziare una progetto in corso con il quale una psico-oncologa sarà presente per 12 ore settimanali presso un ambulatorio dell’ospedale di Siena. Il che significherà essere riusciti ad affiancare all’assistenza psicologica ai malati a domicilio, che già viene fornita, quella in ospedale. La chiusura di un cerchio virtuoso in cui il paziente non è mai “solo”.

nella foto il baule della solidarietà allestito per contenere la bottiglie donate