Archivi categoria: comunicazioni

Comunicazioni da parte dell’organizzazione responsabile

spazio DirSI foto tratta da sito ufficiale

Disabilità in rete Siena cerca personale: ecco come candidarsi

Nell’ambito dei progetti della nostra rete di associazioni, siamo alla ricerca di 3 figure con mansione di operatore domiciliare/assistente alla persona. Tra i requisiti il possesso della patente B ed esperienza nel settore. Gli/le interessati/e potranno inviare il proprio curriculum all’indirizzo: spazioinformarsi@spaziodirsi.it. Seguirà la selezione e l’eventuale colloquio

Il progetto DirSI – Disabilità in rete Siena – nasce dalla coprogettazione di enti del terzo settore ed istituzioni del territorio senese grazie al finanziamento del bando Riesco della Fondazione MPS. 

Nato in risposta all’emergenza Covid, i protagonisti hanno intrapreso un percorso di condivisione e rilettura dei bisogni del territorio, mirato alla sperimentazione di una nuova modalità ibrida di erogazione di servizi in presenza/online, che possa ovviare a nuove eventuali situazioni di restrizioni dovute all’evolversi della situazione pandemica e basato sull’utilizzo di tecnologie fruibili anche ai soggetti con disabilità.

La condivisione di esperienze e risorse sono stati i punti di forza per costruire uno spazio condiviso che partendo dalla centralità della persona con disabilità intraprenda la costruzione e la sperimentazione di una nuova modalità di fare rete e di percepirsi come comunità. 

Le associazioni aderenti al progetto hanno costituito un ATS con una governance partecipata e un proprio statuto.

DirSI nasce dalla fruttuosa collaborazione fra le Associazioni Le Bollicine, ANMIC Siena APS, ASEDO Siena, Autismo Siena Piccolo Principe, UICI sez. di Siena APS, CAI Siena, Cooperativa sociale Naturalmente, Associazione Riabilita ODV, Associazione Visionaria, Associazione Cultiring APS, Associazione “Se mi aiuti ballo anch’io).

chimico farmaceutico

Chimico Farmaceutico Militare e farmaci orfani: a “Taste 16”

Nella vetrina della Fortezza da Basso, uno stand con i prodotti alimentari icona del mondo militare per i 3 giorni dedicati alle eccellenze eno-gastronomiche d’Italia. Protagonista lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare che, prosegue tutt’oggi la produzione di quei farmaci “orfani” sui quali l’industria privata non investe per scarsi margini di profitto e necessari per molti malati di patologie rare

Anche quest’anno l’Esercito è presente, presso Firenze, a TASTE organizzato da Pitti Immagine presso la Fortezza da Basso con uno stand della società licenziataria Fonderia del Cacao. Nei 3 giorni dedicati alle eccellenze enogastronomiche d’Italia, il brand “Esercito 1659” farà rivivere alcune tradizioni alimentari che hanno segnato la storia del mondo militare rendendoli disponibili in commercio.

Parliamo del Cioccolato Militare dell’Esercito, un fondente al 70% avvolto nel suo storico packaging, ora come allora parte integrante della “Razione K” utilizzata dai militari in attività operative, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare e sottolineare l’eccellenza italiana nel settore.  Tra questi militari anche quelli del186º Reggimento paracadutisti “Folgore”, con sede a Siena presso la Caserma “Roberto Bandini”. Immancabili anche al TASTE 16 i prodotti simbolo dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, unità produttiva dell’Agenzia Industrie Difesa, quali il “Cordiale” o “l’Elisir di China” memorie storiche e nicchie dell’eccellenza alimentare che hanno accompagnato generazioni di soldati italiani.

Il Cioccolato Militare fa parte della razione giornaliera fin dal 1937 in quanto gustoso, energico e facilmente trasportabile. Inoltre, è forte la volontà di tutelare l’ambiente con il riutilizzo di materiali: le vecchie cassette di primo soccorso dell’Esercito hanno ripreso vita diventando un originale packaging per generi di “pronto conforto”, contenenti una degustazione di cioccolato. Attese per il futuro ulteriori novità nel packaging con il riutilizzo di altri materiali fortemente identitari non più in uso alle Forze Armate.

In sintesi, una consolidata sinergia che vede l’Istituzione e la società Fonderia del Cacao impegnati nella promozione e diffusione della cultura del benessere alimentare mediante l’utilizzo di componenti naturali purissimi che si aggiunge alla lodevole opera dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare che, prosegue tutt’oggi la produzione di quei farmaci “orfani” sui quali l’industria privata non investe per scarsi margini di profitto e necessari per molti malati di patologie rare

Orto de’ Pecci: storia di un’accoglienza che rigenera

Alla scoperta di un luogo unico. Maura Martellucci racconta le origini di un angolo di Siena che è sempre stato caratterizzato dal concetto di ospitalità. Dal 1547 ai giorni nostri.

Con il naso dentro un antico registro di contabilità del Santa Maria della Scala, alla data del 20 agosto 1547, troviamo la prima menzione del nome “Orto de’ Pecci”. Nel registro si legge che un tale Girolamo di Piero era un ortolano e abitava presso l’«Orto de Pecci al Merchato Vechio».

L’Orto de’ Pecci ha una storia alle spalle che viene da lontano nei secoli: un tempo si chiamava Borgo Nuovo di Santa Maria e, nato all’inizio del Trecento per accogliere i nuovi abitanti di Siena (l’Orto de’ Pecci è sempre stato un luogo di “accoglienza”), dopo la peste del 1348 viene smantellato e prende l’aspetto, quasi, che ha adesso.

Dalla fine del XIV secolo la Valle di Porta Giustizia (questo era il suo nome dato che la percorrevano i condannati a morte che dalle prigioni del Comune andavano alle forche che si trovavano presso l’attuale Coroncina) è sempre stata destinata all’attività agraria.

Facendo un salto nel tempo arriviamo al 1818 quando viene aperto l’Ospedale Psichiatrico San Niccolò e dall’inizio del ‘900 abbiamo notizia di degenti del manicomio che in questa valle praticavano l’ergoterapia. Con l’ergoterapia gli psichiatri ipotizzavano di curare i malesseri psichici attraverso il lavoro e, soprattutto (detto in “soldoni”) riportarli alla concretezza della realtà facendo praticare loro il lavoro che facevano nella normale quotidianità, prima del ricovero.

Così gli “ospiti del manicomio”, con il loro impegno ed il loro lavoro, facevano dell’Orto de’ Pecci un’unica, intensiva, coltivazione di frutta e verdura, una produzione tale da soddisfare l’intero fabbisogno della popolazione ospedaliera (e parliamo, in alcuni periodi, tra degenti e operatori di circa 2000 persone: un paese dentro la città).

Dal 1983 (ebbene sì, quest’anno festeggiamo quaranta anni di attività) l’Orto de’ Pecci è gestito  alla Cooperativa sociale “La Proposta”, nata con il preciso intento di fornire una possibilità di recupero e di reinserimento a soggetti svantaggiati.

Ed ancora oggi, le persone che “vivono” La Proposta si dedicano all’agricoltura biologica sui terreni della valle, i cui prodotti sono destinati al ristorante gestito dalla Cooperativa stessa. “La Proposta” ha, inoltre, elaborato nel corso di questi decenni tutta una serie di progetti relativi a percorsi turistici e didattici, volti a valorizzare e divulgare la storia di questo suggestivo e prezioso polmone verde della città. Dopo anni difficili siamo pronti a ripartire con nuove idee e nuove proposte (e scusate il gioco di parole) per dare sempre maggior aiuto supporto, motivazione e dignità (cosa che solo il lavoro crea) ad ognuno di noi. Coscienti, sempre, che solo insieme si va avanti.

Maura Martellucci

la foto è tratta da
D’Ormea, A. (1935). L’Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò in Siena della Società di Esecutori di Pie Disposizioni (1818-1934). Siena: Stabilimento arti grafiche S. Bernardino.

 

 

 

 

 

Montepulciano celebra San Biagio

Il prossimo venerdì 3 febbraio la comunità poliziana celebrerà la solennità di San Biagio.

Nella chiesa dedicata al Santo vescovo e martire sono previste due celebrazioni: al mattino l’Eucaristia alle ore 11.00 presieduta da don Davide Campeggiani, sacerdote novello della nostra diocesi e vice parroco alla Pieve di Sinalunga.

Nel pomeriggio alle ore 17.30 la solenne Eucaristia presieduta dal vescovo, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, che consegnerà ai cresimandi della parrocchia – accompagnati dalle catechiste – il simbolo degli apostoli.

Al termine delle celebrazioni, sia al mattino che al pomeriggio, è prevista la benedizione della gola e la distribuzione del pane benedetto.

Un appuntamento da non perdere.

Notizia e locandina tratte da pagina Facebook

L'esatto punto nel bosco dove sorgeva il rifugio

Circolo di Villa a Sesta: storia e memoria con “Shalom Italia”

Una giornata dedicata alla memoria domenica 5 febbraio. Ad organizzarla il Circolo di Villa a Sesta in collaborazione con il Gruppo Escursionisti Berardenga. Un appuntamento fortemente voluto per favorire sport e attività all’aria aperta con un ideale viaggio nel passato alla scoperta della famiglia Anati, composta da ebrei fiorentini, che nel 1943 trovò rifugio proprio in zona
 
La giornata si aprirà con il trekking di circa 6 km (per prenotazioni info.gebsiena@gmail.com). A seguire il pranzo (da prenotare entro il 4 febbraio) con la proiezione, alle ore 15.30, di “Shalom Italia” il film tratto da una storia vera. Interverrà il professor Fabio Mugnaini  dipartimento di Scienze Storiche e Culturali, università di Siena.
Ecco la storia della famiglia Anati
 
Durante la notte del  8/11/1943 un amico della famiglia Anati, agiati ebrei fiorentini, bussa alla porta della loro bella abitazione nel centro di Firenze.
Durante la giornata gli Anati, come altri centinaia di ebrei fiorentini, avevano ricevuto una convocazione del comando tedesco che intimava loro di presentarsi, la mattina del giorno 9/11/1943, alla stazione di Santa Maria Novella per essere avviati verso dei non meglio identificati “campi di lavoro”.
L’amico è molto netto e preciso: non dovete presentarvi, quei treni finiranno ad Auschwitz e non ritornerete, mai!
La famiglia Anati da tempo aveva preparato un piano di fuga: tramite la loro governante di casa, Ines Secciani, avrebbero dovuto raggiungere il paese di origine della Ines, un piccolo e sperduto borgo nel chianti di nome Villa a Sesta.
Li il fratello di Ines, Archimede, ed altri paesani avrebbero fornito ospitalità agli Anati in un posto che al momento era da considerarsi tranquillo e lontano dai problemi dei rastrellamenti.
Fu così che la famiglia Anati lasciò la loro bella e comoda abitazione per raggiungere, dopo qualche giorno di viaggio, la destinazione di Villa a Sesta.
Gli Anati affittarono una casa per Babbo, Mamma e i 4 figli. La Nonna, che aveva bisogno di cure ed assistenza, andò ad abitare nella casa di Archimede con Ines.
La tranquillità durò pochi mesi, il fronte di combattimento tra l’esercito alleato e i tedeschi si avvicinava sempre più e il signor Anati non voleva farsi trovare impreparato: con la complicità di Archimede Secciani (muratore/piccolo impresario edile)  e di Vasco Corti (carbonaio/tagliaboschi) avevano preparato un piccolo rifugio nei boschi, in posizione abbastanza lontana dal paese e da qualsiasi sentiero, dove potersi rifugiare nel caso che la situazione in paese si fosse fatta troppo pericolosa.
Cosa che puntualmente avvenne e la famiglia Anati (Babbo, mamma, Nonna e i 4 figli) passeranno circa 3 mesi nell’inverno 1943-1944 nella capanna, senza nessun tipo di comfort se non una piccola sorgente di acqua nei pressi della capanna.
Con la complicità di Archimede, Vasco e di tutto il paese di Villa a Sesta che non li denunciò alle autorità tedesche, la famiglia Anati riuscì a salvarsi, fece ritorno a Firenze ma non potè riappriopriarsi della propria casa (requisita e non più restituita). Le vicende vissute, seppure con esito migliore di tanti altri conoscenti e amici, lascerà un segno troppo grosso da sopportare e decisero di trasferirsi in Israele. Uno dei fratelli morirà in giovane età, gli altri 3 studieranno e diventeranno:
Emanuele un famoso archeologo che tuttora svolge la sua attività di ricerca in Italia nella provincia di Brescia.
Andrea un famoso scalatore che aprirà numerose vie di scalata in Israele;
Ruben (detto Bubi), il piccolo di casa, un professore universitario di fisica.
Bubi, che al tempo del rifugio di Villa a Sesta era un bambino di circa 6 anni, questa storia non riesce a dimenticarla, forse perchè per lui questa “avventura” era sembrata un gioco e per lui diventa una ossessione cercare e trovare la capanna del bosco.
Bubi trascorre le sue estati in Italia, nell’appennino aretino dove ha acquistato una piccola casa e spesso viene a Villa a Sesta per le sue ricerche. Ritrova Nada Secciani, la figlia di Archimede e cerca in modo ostinato domandando a tutti coloro che a quel tempo c’erano, informazioni per trovare il loro rifugio del 1943/1944. Finalmente nel 2017 con l’aiuto di Emanuele e Andrea ritrova la capanna nel bosco, documentando questa ricerca con un docu-film dal titolo “Shalom Italia”. Successivamente nella capanna nel bosco Bubi pianterà un cartello della memoria che descrive brevemente questa vicenda e che ringrazia le persone che hanno contribuito, a rischio della loro stessa vita,a salvare la loro famiglia facendo non la scelta più comoda, ma “la scelta giusta”!
Alessandro Tadiello
 
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"Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale" : corso antenne del territorio

Progetti: la regione finanzia fino a 100 mila euro

Contributi in ambito sociale per soggetti del Terzo Settore – anno 2023. Scadenza delle domande 17 febbraio 2023. Fondamentale coprogettare. Destinatari dei contributi possono essere leorganizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del terzo settore iscritte al RUNTS o ai registri del Terzo settore della Regione Toscana, con sede operativa in Toscana

 

La Regione Toscana con decreto dirigenziale 26076 del 30 dicembre 2022 (pubblicato sul Burt n. 3 Parte III del 18 gennaio 2023) ha approvato l’avviso pubblico per la concessione di contributi in ambito sociale anno 2023 a soggetti del terzo settore. L’Avviso si inquadra nel percorso stabilito dall’atto di indirizzo adottato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali in data 02.08.2022, in attuazione degli articoli 72 e 73 del D.l.gs. 3 luglio 2017, n.117 (“Codice del Terzo settore”) che, dopo aver individuato gli obiettivi generali, le aree prioritarie di intervento e le linee di attività finanziabili, destina una parte delle risorse finanziarie disponibili alla promozione ed al sostegno di iniziative e progetti a rilevanza locale.

Dotazione finanziaria

L’Accordo sottoscritto tra Ministero del Lavoro e Regione Toscana prevede un finanziamento di € 4.920.850,00, ripartito per le seguenti annualità: € 1.771.506,00 per l’anno 2022, € 1.509.060,00 per l’anno 2023 ed € 1.640.284,00 per l’anno 2024.
La Regione Toscana ha destinato a questo Avviso complessivi € 1.509.060,00 per l’anno 2023, risorse che saranno eventualmente implementate dopo l’approvazione dei finanziamenti e durante lo svolgimento delle attività ammesse a contributo.

Destinatari e requisiti di accesso

Verranno finanziati esclusivamente progetti presentati dalle Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale e da Fondazioni del Terzo settore in partenariato fra loro, iscritte al Registro Unico nazionale del Terzo settore, con sede operativa all’interno del territorio regionale della Toscana. Nelle more del completamento del processo di popolamento iniziale del RUNTS le iniziative e i progetti possono essere proposti anche dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dall’art. 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, coinvolte nel processo di trasmigrazione di cui all’art. 54 del Codice del Terzo Settore nonché le fondazioni iscritte all’anagrafe di cui all’art. 10 del D. LGS 4 dicembre 1997, n. 460.
Il possesso del requisito dell’iscrizione ai registri deve perdurare nei confronti di tutti i soggetti attuatori – ente proponente e partners – partecipanti all’iniziativa o progetto per l’intero periodo di realizzazione: in caso di cancellazione di uno dei soggetti attuatori dai citati registri l’ente proponente potrà ridistribuire il budget  tra i partner o se stesso, salvo le spese già sostenute. La cancellazione dell’ente proponente potrà comportare l’immediata decadenza dal beneficio e la conseguente revoca del finanziamento.
Sono escluse dalla presentazione di progetti l e Imprese Sociali e le Cooperative Sociali.

Progettualità e territorio

Le progettualità dovranno preferibilmente inserirsi nell’ambito delle politiche integrate e di comunità previste dalla rete territoriale, basata sul network composto dai servizi territoriali, dalle Zone Distretto, dalle Società della Salute, dalle Aziende sanitarie, dai Comuni e dalla Città metropolitana di Firenze e dagli ETS del territorio. Il partenariato e dialogo attivo tra enti locali e altri enti pubblici del territorio ed ETS si potrà, altresì, evincere anche dalla previsione di forme di partenariato nell’ambito dei progetti proposti. Come successivamente indicato in sede di valutazione sarà considerato elemento di valore e valutata positivamente la dimensione territoriale delle iniziative e delle progettualità presentate.

Partner

Potranno considerarsi partner del progetto esclusivamente associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e fondazioni che svolgono un ruolo attivo fornendo un concreto impegno operativo nell’attuazione delle azioni progettuali, aventi almeno una sede operativa nel territorio della regione Toscana ed iscritte al Registro nazionale del Terzo settore o nei registri di cui sopra.
Ogni soggetto in qualità di proponente capofila, potrà presentare al massimo una proposta progettuale; un’eventuale ulteriore proposta potrà vederne la partecipazione solo in veste di partner. I soggetti che non risultino come proponenti capofila potranno prendere parte a titolo di partner ad un massimo di due progetti.

Sostenitori

La realizzazione di iniziative e di progetti previsti nel presente Avviso potrà svolgersi anche con l’eventuale adesione esterna, prevedendo l’attivazione di specifiche intese o di specifici accordi, con enti pubblici o altri soggetti privati (ivi compresi anche i soggetti non appartenenti al Terzo settore, come le imprese) in qualità di soggetti sostenitori da indicare in sede di partecipazione all’avviso.
In particolare, nel caso di eventuale partecipazione in qualità di soggetto sostenitore da parte di ETS e/o di altri soggetti privati, imprese, aziende o altri enti profit tali collaborazioni non potranno in ogni caso prevedere in alcuna forma eventuali costi o spese a carico degli utenti e/o destinatari delle azioni progettuali; si precisa, pertanto, che i sostenitori indicati si impegnano a partecipare al progetto a titolo non oneroso, con l’intento di favorirne la promozione e comunicazione su territorio coperto dalla progettualità finanziata con il presente Avviso.
Non vi sono limitazioni ai numeri di soggetti sostenitori per progetto né all’adesione a più progetti in qualità di soggetto sostenitore.

Obiettivi, aree prioritarie di intervento e linee di attività

Le iniziative e i progetti per l’annualità 2023, in coerenza con quanto previsto dall’atto di indirizzo ministeriale, dovranno riguardare i seguenti obiettivi generali:

  • Porre fine ad ogni forma di povertà
  • Salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
  • Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, opportunità di apprendimento permanente per tutti
  • Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze
  • Ridurre le ineguaglianze
  • Giustizia di comunità

Ogni obiettivo generale comprende più aree prioritarie di intervento. Le aree prioritarie di intervento e le linee di attività sono indicate nel dettaglio all’art. 2 dell’Avviso.
Dovranno essere indicati rispettivamente massimo n. 3 obiettivi e 3 aree prioritarie di intervento per ciascun obiettivo prescelto.

Fasce di contributo

Fascia  A
Progetti con contributo regionale richiesto compreso tra un minimo di 50.000,00 € e un massimo di 100.000,00 €
Ulteriore requisito di accesso per i progetti rientranti nella Fascia A è la partecipazione di almeno 5 Enti del Terzo settore in partenariato, compreso il soggetto capofila.

Fascia  B

Progetti con contributo regionale richiesto compreso tra un  minimo di 20.000,00 € e un massimo di 49.999,99 €.
Ulteriore requisito di accesso per i progetti rientranti nella Fascia B è la partecipazione di almeno 3 Enti del Terzo settore in partenariato, compreso il soggetto capofila.

Durata iniziative e progetti

La durata massima delle proposte progettuali non potrà superare il 31/12/2023
In ogni caso l’avvio del progetto deve avvenire entro 30 giorni dalla comunicazione di concessione del contributo.

Contributo e modalità di erogazione

La quota di cofinanziamento regionale concesso a valere sul presente Avviso non potrà superare l’80% del costo totale del progetto approvato.
La restante quota parte del costo complessivo approvato, pari almeno al 20%, sarà a carico dei soggetti proponenti, i quali potranno avvalersi anche di eventuali risorse finanziarie messe a disposizione da soggetti terzi, pubblici o privati (sono esclusi finanziamenti pubblici comunitari, nazionali o regionali come meglio specificato in seguito). In ogni caso il cofinanziamento dovrà consistere in un apporto monetario a carico dei proponenti e degli eventuali terzi, mentre non sarà considerato cofinanziamento la valorizzazione delle attività svolte dai volontari o di altro tipo di risorse a carattere non finanziario o figurativo. A tale riguardo, si specifica ulteriormente che tutte le spese imputate al cofinanziamento dovranno essere effettivamente sostenute e pertanto adeguatamente documentate attraverso opportuni giustificativi che, al pari della restante documentazione contabile, dovranno essere conservati e prodotti in caso di successivi ed eventuali controlli (a mero titolo di esempio: le spese di personale portate a cofinanziamento dovranno essere documentate attraverso buste paga con l’indicazione della quota parte dello stipendio mensile imputata al progetto finanziato, lettera di incarico del dipendente, time sheet con le ore lavorate per il progetto de quo, ecc).
La quota a carico dei soggetti attuatori e degli eventuali terzi può essere superiore al 20%.
Il contributo concesso sarà corrisposto con le seguenti modalità:
L’ anticipo  dell’80% contestualmente all’approvazione del decreto dirigenziale che ammette a graduatoria i progetti finanziabili e per il restante 20% a dietro presentazione – entro i 60 giorni successivi alla fine dell’attività – della relazione sullo svolgimento del progetto e della rendicontazione finale delle spese complessivamente sostenute.

Scadenza e presentazione domande

La presentazione della domanda di finanziamento dovrà avvenire entro e non oltre le 23.59 del 17 febbraio 2023 ESCLUSIVAMENTE PER VIA TELEMATICA accedendo all’applicativo

Presentazione domanda online

Possono presentare la domanda i rappresentanti legali del soggetto richiedente o loro delegati autenticandosi attraverso la propria smart card (carta di identità elettronica, tessera sanitaria abilitata o Spid). Si specifica che la delega a presentare la domanda da parte dei rappresentati legali del soggetto richiedente è ammessa purche’ la medesima sia formalizzata mediante il modello D (Delega) fornito da Regione Toscana e sia rivolta esclusivamente alla figura del vice presidente o ai membri del consiglio direttivo o del consiglio di amministrazione.

Open day a Castelnuovo Berardenga

Castelnuovo: contributi per le associazioni locali

Il Comune di Castelnuovo Berardenga rinnova il sostegno alle associazioni e organizzazioni di volontariato iscritte alla Consulta comunale dell’associazionismo. Fino al 28 febbraio sono aperte le domande per richiedere i contributi messi a disposizione dall’amministrazione comunale per promuovere iniziative e progetti rivolti alla comunità.
L’avviso è pubblicato sul sito del Comune www.comune.castelnuovo.si.it, nella sezione dedicata
all’associazionismo, dove è possibile consultare e scaricare il regolamento e il modulo
della domanda, da inviare per posta elettronica all’indirizzo protocollo@comune.castelnuovo.si.it
“Le associazioni e le organizzazioni di volontariato– afferma Martina Borgogni assessora all’associazionismo di Castelnuovo Berardenga – sono realtà molto preziose per l’amministrazione comunale, con cui collaboriamo durante tutto l’anno per offrire ai cittadini servizi e opportunità importanti in ambito sociale, culturale e assistenziale. Dopo gli anni difficili segnati dalla pandemia, che hanno pesato sulla socialità anche nel nostro territorio, rinnoviamo volentieri la possibilità rivolta alle associazioni di richiedere il contributo per supportare azioni tese a ‘curare’ e incentivare le relazioni sociali. A nome di tutta l’amministrazione comunale, ringrazio le volontarie e i volontari che ogni giorno operano per il bene e la coesione sociale della nostra comunità”.
sanità territoriale - evento di SI-Sienasociale

“Sanità territoriale” ieri l’incontro di Si-Sienasociale (le foto)

Un momento di costruttivo confronto per capire come sta cambiando la nostra sanità. “Una nuova architettura per il sistema socio sanitario toscano: il progetto della sanità territoriale a Siena” questo è stato  il titolo dell’iniziativa che ha avuto luogo, ieri,  alle ore 16:30 presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Siena in piazzale Rosselli. Presenti esponenti del terzo settore.

L’iniziativa, organizzata da Comune di Siena-Obiettivo famiglia, Si-Siena Sociale nell’ambito del Tavolo Anziani, ha visto la presenza di un pubblico interessato dai temi all’ordine del giorno. Una rivoluzione per il “sistema sanità” con il forte intento di migliorare la qualità della vita del paziente e provare a fare in modo che la casa diventi “primo luogo di salute e cura”.

Grazia Ragazzoni, coordinatrice del tavolo anziani di “Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale” e organizzatrice dell’evento, ha letto i saluti dell’assessore alla sanità del comune di Siena Francesca Appolloni e del Presidente della Società della Salute Senese Giuseppe Gugliotti che hanno sottolineato l’importanza di “mettere in contatto istituzioni e territorio per vivere la quotidianità di un mondo, come quello della sanità, che ha bisogno di coprogettazione e di sinergie per soddisfare i bisogni e le necessità della comunità intera”.

sanità territoriale - evento di SI-Sienasociale

sanità territoriale – evento di SI-Sienasociale

Nel primo intervento Lorenzo Baragatti, direttore Società della salute senese e zona distretto senese si è soffermato su “La rete dei servizi socio sanitari a Siena”. A seguire Mariella Taccioli, coordinatrice infermieristica zona senese, ha approfondito il tema “La nuova programmazione dell’infermiere di famiglia e di comunità a Siena”. Simona Dei, direttore sanitaria azienda Usl Toscana Sud Est, si è soffermata su: “Gli interventi sulla sanità territoriale a Siena”. Infine, Simone Bezzini, assessore alla sanità della Regione Toscana, ha relazionato in merito a “La programmazione dell’assistenza territoriale in Toscana in applicazione del decreto ministeriale n.77 del 2022”.

Sullo sfondo le grandi novità del numero unico 116117 per le cure non urgenti e dati che confortano: solo nel 2022, nella sola Siena e provincia, ci sono stati 34904 accessi dell’infermiere di famiglia. E poi le sfide. La rete dei servizi territoriali finanziata con i fondi PNRR che si deve integrare con la rete dei servizi offerti sul territorio: attivi o in corso di attivazione o, ancora, in fase di progettazione e il miglioramento della comunicazione tra i professionisti che, ora come non mai, deve essere chiara, completa, condivisa e aggiornata anche con il supporto dei mezzi tecnologici.

sanità territoriale - evento di SI-Sienasociale

sanità territoriale – evento di SI-Sienasociale

Le criticità? Certamente ci sono ed “investono” il piano finanziario sul quale pesano gli aumenti sui costi energetici e umane soprattutto nel settore dell’emergenza-urgenza. L’impegno di tutti può portare a risultati importanti e a confermare il sistema sanitario regionale toscano come tra i migliori tra quelli dell’intera penisola.

Il pomeriggio è stato moderato da Giuseppe Saponaro direttore della nostra testata ed ha visto la partecipazione anche di Cristina Pasqui coordinatore sociale per la Società della Salute Senese e Antonella Loiacono responsabile unità di cure palliative Siena. Per il terzo settore, di Sara Giannini presidente della Pubblica Assistenza di Siena, Andrea Franci Presidente dell’associazione “La Lunga Gioventù”, Giuliana De Angelis Presidente di Auser Siena e Massimo Vita Presidente Unione Ciechi e Ipovedenti Sezione di Siena.  Presenti, tra gli altri, tanti volontari.

sanità territoriale - evento di SI-Sienasociale volontarie Pubblica Assistenza

sanità territoriale – evento di SI-Sienasociale volontarie Pubblica Assistenza

(le foto sono di Stefania Ingino)

Per saperne di più

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. Ecco le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù Aps, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti Aps); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso Odv, Arciconfraternita di Misericordia di Siena Odv, M’ama Aps, La lunga gioventù Aps); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena ps, Autismo Siena Piccolo Principe Odv, Le Bollicine Aps, Sesto Senso Odv, Associazione Senese Down (Asedo) Odv, Il Laboratorio Odv).

“Il progetto della sanità territoriale a Siena” iniziativa di Si-Sienasociale

Nuovo consiglio direttivo Associazione Costone Siena

Costone Siena: “proseguire opera di Mons. Nazareno Orlandi”

Queste le parole del direttore del ricreatorio PIO II Don Massimiliano Gabricci, nuovo presidente dell’Associazione Costone Siena che ha eletto il nuovo consiglio direttivo e il comitato di gestione del Palaorlandi.

A noi basta sapere che i giovani che transitano dalle nostre parti sappiano trovare quel giusto spirito di aggregazione e quei valori che consentano loro di affrontare la vita futura da persone vere, forti e temprate nello spirito, pronte ad affrontare la realtà quotidiana con sapiente equilibrio. Idealmente, Don Massimiliano Gabricci ha voluto ricordare tutto il senso di queste parole di Mons. Nazareno Orlandi.

L’occasione era speciale. L’Associazione Costone Ricreatorio Pio II, in coincidenza con l’ultima Assemblea dei Soci, ha provveduto a eleggere il nuovo Consiglio Direttivo che successivamente insediato risulta così composto: Presidente – Don Massimiliano Gabbricci, Vice Presidente – Massimo Bianchi, Segretario – Marco Bruttini, Delegata all’amministrazione – Alessandra Muzzi, oltre ai Consiglieri: Francesco Anichini, Francesca Bonelli, Roberto Bruttini, Guglielmo Centini, Alfio Lorenzetti, Valentina Micheli, Emanuele Montomoli, Patrizia Morbidi, Stefania Paciotti, Roberto Rosa, Guido Sani. Il Consiglio rimarrà in carica per un triennio, con scadenza dicembre 2025 e si occuperà essenzialmente della gestione delle varie attività del Ricreatorio.

Il Consiglio, nella sua prima seduta, ha provveduto a nominare anche il Comitato di Gestione del PalaOrlandi che è formato da: Francesco Anichini, Francesca Bonelli, Michele Fanetti, Alessandra Muzzi, Stefania Paciotti e Roberto Rosa; il CdG rimarrà in carica con la stessa valenza del Consiglio Direttivo.

Don Massimiliano Gabbricci si è dichiarato molto entusiasta del gruppo di lavoro che si è costituito, su basi solide quali la storia e le tradizioni di questo luogo: “Ho trovato persone che hanno un attaccamento particolare al Costone, assieme a loro conto di fare un bel tragitto, ricco di iniziative e tanti nuovi progetti. La nostra è una realtà – prosegue il Direttore del Ricreatorio Pio II, nonché Presidente dell’Associazione Costone – con innumerevoli potenzialità, sta a noi dunque renderle produttive in tutti termini, anche sotto il profilo pastorale. Del resto il nostro Arcivescovo, il Cardinale Lojudice, mi ha mandato qui proprio per proseguire l’opera che fu di Mons. Nazareno Orlandi, il nostro fondatore, e che si è protratta fino ai giorni d’oggi grazie alla presenza di tantissimi sacerdoti che hanno prestato la loro opera perseguendo le finalità del Sodalizio, ultimo dei quali don Emanuele Salvatori da cui ho ricevuto il testimone. Confido – conclude don Massimiliano Gabbricci – nell’esperienza e nel valore di appartenenza al Costone da parte di tutti i Consiglieri, ma anche dei Soci costoniani; tutti assieme formiamo davvero una gran bella famiglia”.

Buon cammino all’Associazione Costone Siena da parte di tutta la redazione di Sienasociale.it

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Costone

“Il progetto della sanità territoriale a Siena” iniziativa di Si-Sienasociale

Una nuova architettura per il sistema socio sanitario toscano: il progetto della sanità territoriale a Siena”. E’ questo il titolo dell’iniziativa in programma, domani, venerdì 27 gennaio alle ore 16:30 presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Siena in piazzale Rosselli.

L’iniziativa è organizzata da Comune di Siena-Obiettivo famiglia, Si-Siena Sociale nell’ambito del Tavolo Anziani. L’incontro prevede gli interventi di Simone Bezzini, assessore alla sanità della Regione Toscana (“La programmazione dell’assistenza territoriale in Toscana in applicazione del decreto ministeriale n.77 del 2022”); Lorenzo Baragatti, direttore Società della salute senese e zona distretto senese (“La rete dei servizi socio sanitari a Siena”); Mariella Taccioli, coordinatrice infermieristica zona senese (“La nuova programmazione dell’infermiere di famiglia e di comunità a Siena”) e Simona Dei, direttore sanitaria azienda Usl Toscana Sud Est (“Gli interventi sulla sanità territoriale a Siena”).  Modera l’incontro Giuseppe Saponaro, direttore della testata sienasociale.it.

L’iniziativa proverà a tracciare – spiega l’assessore alla salute del Comune di Siena Francesca Appolloni – il futuro della sanità sul territorio, alla luce delle nuove definizioni e programmazioni, tenendo conto della attuale rete di servizi, che si intreccia con il mondo del terzo settore. E’ fondamentale, soprattutto in questa fase, mettere in contatto istituzioni e territorio per vivere la quotidianità di un mondo, come quello della sanità, che ha bisogno di coprogettazione e di sinergie per soddisfare i bisogni e le necessità della comunità intera”.

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. Ecco le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù Aps, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti Aps); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso Odv, Arciconfraternita di Misericordia di Siena Odv, M’ama Aps, La lunga gioventù Aps); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena ps, Autismo Siena Piccolo Principe Odv, Le Bollicine Aps, Sesto Senso Odv, Associazione Senese Down (Asedo) Odv, Il Laboratorio Odv).

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