Oggi conosciamo Alessandra Malecore, autrice del libro “Mia. Il coraggio di rinascere.” pubblicato lo scorso 11 marzo per Edizioni &100.

E’ un pomeriggio di sole. Alessandra sorride e racconta piacevolmente di lei e delle sue pagine.

Di cosa parla il libro

Il libro racconta la storia di Mia, una donna che ha trovato un amore sbagliato segnato da violenze fisiche e psicologiche ma che riesce a tirare fuori la forza per cambiare la propria vita. Purtroppo, un tema quanto mai attuale. La cronaca ci racconta quasi quotidianamente di uomini che confondono l’amore con il possesso.

Proprio il nome della protagonista “Mia” è emblematico, contrappone chi dice di amare ma urla “Sei mia!” a chi presentandosi dice semplicemente “Sono Mia” come a ribadire che ognuno può appartenere solo a se stesso.

Come nasce il libro.

Su consiglio del suo psicoterapeuta, alla fine di ogni incontro Alessandra scriveva i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri ricordi. A distanza di tempo, Alessandra ha ripreso questi appunti dal cassetto per rielaborarli in un racconto di fantasia. Anche se ha profonde radici nella sua esperienza diretta, non si tratta di un libro autobiografico. Probabilmente, solo chi ha vissuto direttamente certe esperienze è in grado di scriverne con autenticità.
Come si può leggere nelle prime pagine, questo libro è dedicato a tutte le donne che non hanno la forza o il coraggio di affrontare la propria relazione e che, forse, in fondo pensano di non meritare un amore buono. La storia a lieto fine di Alessandra e del suo romanzo portano un segno di speranza in quanto testimoniano come si possa uscire da situazioni del genere. Magari non da sole, trovando la forza di chiedere aiuto.
A tal proposito, Alessandra riserva un ringraziamento speciale al suo psicoterapeuta che l’ha aiutata durante il suo percorso di rinascita.

L’impegno di Alessandra verso le altre donne

Alessandra è una soccorritrice della Pubblica Assistenza di Poggibonsi e volontaria allo sportello di ascolto del Centro Antiviolenza “Sportello Vanessa” dove operatrici appositamente formate ascoltano e aiutano le donne in caso di violenza.

La sua esperienza le permette di capire meglio certe situazioni, di leggere atteggiamenti o sguardi che possono nascondere relazioni violente dalle quali non si ha la forza di uscire. Spesso il dolore vissuto direttamente permette di sviluppare una certa sensibilità nei confronti degli altri, come quando Alessandra si trova a gestire durante il suo servizio alla Pubblica Assistenza delle chiamate riconducibili a “codici rosa”, identificativi di situazioni di violenza nei confronti delle donne.

Prossimamente saranno organizzati degli incontri di presentazione durante i quali Alessandra parlerà del suo libro.

Alla fine di questa bella chiacchierata con Alessandra porto con me alcune riflessioni, mi faccio domande che rimangono senza risposte certe e definitive, da uomo e da babbo di una figlia. Si tratta di un tema davvero importante, sbaglierebbe di grosso chi pensasse che si tratti di un problema delle donne. Anzi, è proprio il contrario, il problema è degli uomini. Forse c’è un po’ di imbarazzo da parte degli uomini, se non proprio di vergogna, a parlarne. Accanto alle lettrici, che già si stanno complimentando con Alessandra per il suo libro, mi auguro che ci saranno anche tanti lettori.

Daniele Semplici 

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