La vera battaglia è davanti a un microscopio: sabato 18 aprile torna a Monteroni d’Arbia “Il pomodoro per la ricerca” della Fondazione Veronesi.

Come in tantissime piazze d’Italia, sabato 18 aprile i volontari della Fondazione Veronesi ci aspettano al Centro Commerciale i Tigli a Monteroni d’Arbia per sostenere la ricerca sui tumori pediatrici attraverso l’iniziativa “Il pomodoro per la ricerca”: con un’offerta minima sarà possibile acquistare barattoli di pomodoro, un alimento con ormai comprovati benefici per la nostra salute.

La ricerca è l’unica arma che abbiamo per sconfiggere questi terribili mali.

La mia esperienza familiare mi ha convinto della necessità di uscire dalla retorica dei guerrieri e delle guerriere.

Non chiederei a una farfalla di vincere contro un uragano. Non aggiungerei ulteriore peso sulle spalle, decisamente già fragili, di chi ne sta portando un altro immensamente grande.

È facile da capire, se si entra nella logica delle guerriere e dei guerrieri, viene da sé che chi perde ha fallito, è stato sconfitto. È pericoloso far entrare nelle nostre teste l’idea di poter essere sconfitti da chi combatte con armi decisamente più potenti, più subdole e invisibili ai nostri occhi. Perché questo pensiero porterebbe con sé frustrazioni e sensi di colpa, magari per la folle idea di non aver lottato abbastanza quando l’unica cosa possibile da fare è sottoporsi a delle terapie.

Come non potrà mai dirsi lotta quella tra un bambino che ha in mano una pietra in una strada polverosa e un cecchino ben nascosto su chissà quale tetto di uno dei palazzi intorno.

E qui stiamo parlando proprio di un cecchino, che ben nascosto spara dove vuole e può mutare posizione a suo piacimento quando pensiamo di aver capito dove si trova per farlo fuori.

Non c’è né vittoria né sconfitta perché non c’è una vera battaglia. L’unico vero combattimento, con guerriere e guerrieri, è quello di chi vede davvero il nemico di fronte agli occhi ma che lo guarda attraverso un microscopio e può trovare un’arma per sconfiggerlo.

È per questo che dobbiamo sostenere la ricerca, oggi e in futuro.

Non chiederei a una farfalla di vincere contro un uragano. Cosa direi? Non lo so. Probabilmente niente. L’abbraccerei forte e poi, tenendola per mano, andrei avanti, camminando a testa alta, fischiettando e canticchiando. Nonostante il vento. Sperando che qualcuno, nel frattempo, riesca a fermarlo.

Daniele Semplici

(la foto si riferisce allo scorso anno)

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