Inaugurata ieri, “Foto Mosse” riunisce diciotto fotografi per raccontare la mossa del Palio. Tra loro anche il mio sguardo, restituito attraverso la fotografia

È stata inaugurata ieri, 31 ottobre, nel Chiostro di San Cristoforo a Siena, la mostra fotografica Foto Mosse, promossa dalla rivista Tufo al Cuore in collaborazione con Edizioni Il Leccio. L’esposizione, aperta ieri al pubblico e in chiusura domani, riunisce diciotto fotografi — quattordici autori della rivista e quattro professionisti — chiamati a interpretare l’istante della mossa del Palio di Siena, il momento più delicato e decisivo.

L’inaugurazione ha visto la partecipazione di appassionati, cittadini e figure legate al mondo paliesco. Dopo i saluti dell’editore e l’intervento del direttore di Tufo al Cuore, Alessandro Pagliai, hanno condiviso riflessioni sul valore simbolico e tecnico della mossa Franco Bruni (dirigente del Comune di Siena), Maurizio Cenni (ex sindaco di Siena) e Silvano “Bastiano” Vigni, ex fantino del Palio.

L’allestimento mette in rilievo l’attesa e la tensione che ruotano proprio attorno alla mossa, privilegiando sguardi concentrati, gesti trattenuti e dinamiche appena accennate. Le diverse sensibilità dei fotografi restituiscono al pubblico una lettura plurale e contemporanea del Palio. Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato anche il nuovo numero della rivista Tufo al Cuore, dedicato alla mossa, che raccoglie una selezione di fotografie, brevi profili degli autori e contenuti inediti. 

La mia presenza è stata quella di una voce tra le altre. Le fotografie esposte nascono dal bisogno di restituire non ciò che si vede, ma ciò che si sente: dettagli, movimenti accennati, espressioni concentrate e gesti trattenuti. Le mie fotografie  non cercano di raccontare ciò che accade, ma ciò che quel momento rappresenta: la sospensione, la concentrazione, l’identità che si misura nel silenzio prima del movimento.

Come fotografa, la mia relazione con il Palio precede la mia memoria. Provengo da una famiglia legata ai cavalli e alla pista, e fin da bambina quel mondo ha abitato casa mia: il profumo del fieno, il cuoio consumato, le tute che portavano con sé l’odore della scuderia, le fotografie e i trofei che non erano soltanto ricordi, ma parte viva della quotidianità.

Fotografare il Palio per me, non è semplicemente raccontarlo. È cercare di trattenere ciò che sfugge alle parole. L’attesa che stringe la piazza, la tensione che si legge nei volti e nei gesti, la concentrazione, la paura, la determinazione. Entrare in Piazza nei giorni del Palio è attraversare un confine invisibile: l’aria cambia, i pensieri si fanno più densi, e ogni dettaglio improvvisamente pesa di più. È in quell’istante che la fotografia diventa necessità. Non per spiegare, ma per custodire. Fermare un frammento di qualcosa più grande di me. 

La mostra prosegue fino a domani, domenica 2 novembre, offrendo un’ulteriore occasione per avvicinarsi al Palio attraverso una prospettiva meno consueta e più introspettiva, mentre il nuovo numero di Tufo al Cuore è disponibile in edicola. 

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