La rinascita di una donna sola e malata: anche dopo un abbandono. La storia di Laura

La Pasqua, festa di resurrezione, evoca anche in chi non pratica la religione una condizione di rinascita. E la rinascita può essere interpretata in molti modi. Per Laura (la chiameremo così per preservare la sua privacy) la Pasqua di quest’anno ha un sapore particolare, di rinascita, appunto. È lei stessa a raccontare.

Era l’estate del 2017 e un giorno, senza alcun segnale di preavviso, almeno per quanto io ne avessi avuto sentore, il mio compagno, il padre dei miei figli, mi ha comunicato che se ne sarebbe andato di casa. Lui viveva quasi tutta la settimana lontano e questo, forse, aveva minato il nostro rapporto, ma io, che ero ancora innamorata come quando lo avevo conosciuto, non me ne ero resa conto. In ogni modo aveva cancellato il mio mondo con un colpo di spugna. Dovetti rimboccarmi le maniche, per me e per i figli, ma se la mente mi imponeva di essere forte e razionale, il mio corpo non ne voleva sapere. Non erano passati sei mesi e, ad una visita di routine, il ginecologo storse il naso, mi chiese di fare un paio d’esami in più e quando fu certo del responso mi telefonò. Era il giorno di Pasqua del 2018.”

Cosa ti comunico’, in quel giorno di festa?

Era il mio ginecologo da anni, mi conosceva bene e senza giri di parole mi disse che un cancro aveva aggredito il mio apparato riproduttivo.”

Quale fu la tua reazione?

Scoppiai a piangere, ma non ero stupita. Quando il mio compagno mi aveva annunciato che se ne sarebbe andato, avevo avvertito quelle parole come un pugno, proprio all’altezza dell’utero. Quando mi fu detto che il giorno successivo dovevo raggiungere l’ospedale, per la preospedalizzazione, avevo paura e anche un po’ di rabbia. Piangevo e pensavo che la mia vita non aveva senso e che non valeva la pena di combattere.”

Invece diventasti una guerriera.

Per fortuna accanto a me c’erano persone che non mi hanno concesso il lusso di arrendermi. Il mio ginecologo fece carte false per operarmi il più presto possibile e asportare tutto ciò che il tumore aveva aggredito. Poi, però, ci sono stati mesi di chemioterapia e al dolore per la perdita del mio compagno, si aggiunse quello provocato dal trattamento chemioterapico.”

Come vivesti i mesi successivi?

Male, ero sempre stanca e fin dalla prima seduta di chemio iniziai a perdere ciocche dei miei folti capelli neri, ma non aspettai che cadessero spontaneamente. Una mattina, piangendo, mi rasai a zero. In quel momento seppi che volevo salvarmi, nonostante la fine del mio rapporto.”

Cosa ti dava quella forza?

Volevo farlo per me, oltreché per i miei figli. Uscii e andai a comprare una parrucca, non del mio colore corvino, ma biondo platino. Fu quando scelsi quel colore che inizió la mia rinascita. Ero certa che sarei vissuta, rinata, ma diversa.”

Rinascere ed essere diversa: è stato possibile?

Per mesi mi sono sottoposta al trattamento di chemioterapia, sono dimagrita fino a diventare pelle e ossa, per molte volte mi sono dovuta recare in ospedale per fare le tac con mezzo di contrasto e, ogni volta di più, i medici faticavano a bucare le mie povere vene ispessite da tutto quel veleno che mi buttavano in corpo per annientare il rischio di recidive. Andavo quasi sempre da sola, ma man mano che il tempo passava, sentivo crescere in me una grinta che non avevo mai pensato di avere.”

Come affrontasti questo dramma, con i tuoi figli?

Loro vivevano con me; per il padre erano solo un impaccio: voleva essere libero di fare ciò che non aveva fatto fino ad allora. Ma io non volevo privarli della loro giovinezza e così non li coinvolsi mai in questo doloroso percorso.”

Quando hai iniziato a vedere il sole, dietro le nuvole?

Dopo poco più di un anno, il trattamento di chemio fu interrotto: causa COVID tutte le terapie non strettamente necessarie furono rinviate. Per fortuna, proprio in quei giorni avevo ricevuto la notizia che finalmente era giunto il momento di smettere la chemioterapia. Ero una persona ad alto rischio, con la difese immunitarie praticamente azzerate, ma mi sentivo una leonessa per aver sconfitto il cancro.”

Finalmente potevi essere realmente felice…

In realtà non riuscivo ad esserlo pienamente. Non era ancora rimarginata la ferita inferta dal mio compagno, al momento dell’abbandono. Ma anche su questa dipendenza ho cominciato a lavorare: dovevo imparare a vivere per me stessa e non era facile perché ero cresciuta con l’idea di essere viva per essere una moglie e una madre. Ma ora che i figli erano cresciuti dovevo pensare a me. È stato complicato: c’erano ancora mille legami che mi tenevano incatenata alla mia vita precedente. Ho dovuto tagliarli uno ad uno. E ogni volta era un piccolo lutto. E intanto, ogni sei mesi, tornavo in ospedale per accertarmi che il mostro non fosse tornato. Ma poi, dopo cento battaglie, oggi posso dire di aver vinto la guerra.”

Perché proprio oggi dici di aver vinto la guerra?

Sono in procinto di partire. Nonostante sia Pasqua, fra poche ore sarò su un aereo che mi condurrà a Cipro, una di quelle isole che ho sempre sognato di visitare: sogno mai realizzato per non lasciare la famiglia, nei giorni di festa. Anche questo era uno di quei legami che mi incatenavano al passato, che però ha imparato a tagliare. Qualche giorno fa l’oncologa mi ha comunicato che d’ora in avanti i controlli, per accertarsi che il tumore non torni, si faranno ogni cinque anni, perché al momento sono tecnicamente guarita. Arrivata a casa, ho prenotato un volo on line, per Cipro, e dopo lo ho comunicato ai miei figli. A cinquantacinque anni sono rinata. Sono libera e non più sola e abbandonata, come mi ero sentita l’estate di cinque anni fa.”

Anche per Laura, questi sono giorni di rinascita. Dalla malattia e dall’abbandono.

Marina Berti 

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato sulle attività delle Associazioni del Territorio Senese

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi