C’è chi lo chiama “Director” e con lui intrattiene da sempre conversazioni a metà tra la pizzica e la tarantella. C’è chi lo chiama “Direttorissimo” e lo identifica come incontrastato capitano coraggioso di una scialuppa presto trasformata in nave. C’è chi pensa che sia un “Direttore differente”, il migliore di cui una buona squadra ha bisogno per funzionare. Sì, una squadra. Perché c’è un comune denominatore nei contributi raccolti per tracciare un suo ritratto in questo giorno speciale ed è quello che la nostra Cristina ha condiviso parafrasando e sintetizzando quanto sostenuto da uno dei maggiori teorici della psicologia della comunicazione, l’austriaco Paul Watzlawick. Egli affermava che per una comunicazione/relazione efficace è necessario imparare a mettere le ‘e’ e non le ‘o’. Ecco, colui che si onora – ne siamo certi – di dirigere la testata giornalistica di Sienasociale.it, è un po’ questo, una ‘e’ di tante cose che oggi proviamo a raccontarvi a più mani, come piace tanto a noi, con una surprise editoriale in occasione del suo compleanno.

Giuseppe Saponaro nasce il 10 agosto della seconda metà (avanzata) del secolo scorso. Essendo nato la notte di San Lorenzo – come scrive la nostra Maura in una inedita biografia –  forse il suo destino è in parte segnato. Nasce a Bari, sotto il sole di Puglia, ma negli anni, per motivi vari, risale “lo Stivale” e arriva fino in Toscana. Fino a Siena. Qui si laurea, si crea una famiglia (Francesco, Edoardo e Caterina sono i tre figli: e passino i primi due, ma Caterina ama troppo il rosa, qualcuno di noi ha già promesso di portarla un po’ nel Nicchio!) ed inizia il suo lavoro. Per carità, studia con profitto giurisprudenza ma le passioni, forse, quelle vere, che partono da dentro, sono altre: il giornalismo e, soprattutto e prima di tutto, mettersi al servizio dell’altro. In ogni modo, qualunque sia il bisogno. Questa la sua missionepresenzalavoro presso la QuaViO, questo lo stimolo che lo ha spinto a dar vita all’esperienza di un giornale tutto dedicato al Terzo Settore. Il volontariato come passione? Strana, inconsueta, ma denota un animo proiettato verso gli altri perché il bene fatto, per usare una frase trita ma che calza perfettamente, “ricade in polvere di stelle”. Gli si perdona il fatto che ami il calcio, un po’ meno la storia che tifi Fiorentina. Giuseppe è irruento, volitivo, simpatico, iperattivo, ha messo insieme un gruppo di persone che condividono le stesse passioni, scrivere e raccontare, e gli stessi ideali, essere in qualche modo di aiuto all’altro. Alcuni eravamo già amici, altri lo siamo diventati. E Giuseppe è stato il collante, una ‘e’ dopo l’altra, di questo sogno che si sta concretizzando. Del resto, non è nato nella notte delle stelle cadenti che realizzano i desideri?

Entusiasmo, motivazione ed una importante dose di ironia. Bontà, organizzazione e determinazione. Disponibilità ed umanità. Concretezza e idealismo nella giusta misura. Uno straordinario ottimismo e una strabordante voglia di fare. Abnegazione ed attenzione. Lungimiranza e capacità di coinvolgere tutti, ognuno come può. Empatia e sensibilità, perché “è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi” (Osho). Lo descriviamo così, contributo dopo contributo, riavvolgendo il filo rosso delle occasioni, dei momenti e delle storie che ci hanno fatto incontrare, conoscere e crescere insieme. Cristina lo ha conosciuto ad una cena di beneficenza di Codini&Occhiali, da allora racconta ed è autrice di numerosi contributi su Sienasociale.it, qualcosa che le profuma soprattutto di buono, un buono bello e produttivo. Sandro è un amico che potrebbe scrivere tanto del sorriso e dell’impegno di Giuseppe nel volontariato fino all’intuizione di creare un contenitore che prova a raccogliere la voce di tutti senza influenze alcune con meravigliose persone che collaborano e si sono lanciate in questa avventura. Stefania ricorda ancora lo stupore di quando è stata messa in contatto con Giuseppe per scrivere su Sienasociale.it. Oggi lo stupore ha lasciato il posto ad una rinnovata fiducia, all’accoglienza impareggiabile di Giuseppe, alla gratitudine per essere parte di una squadra strepitosa che con semplicità fa conoscere il mondo del Terzo Settore. Per Giulia, che si è unita a noi da poco tempo, il motore di tutto ciò è proprio Giuseppe, che riesce a scovare i lati migliori di ognuno di noi e ci spinge a portarli alla luce e fare sempre meglio. Per Filomena, che insieme al “Director” custodisce il mood condiviso del parlare seriamente con ironia, se non ci fossero tutte queste qualità sarebbe difficile guidare una squadra “fortissimi”. A lui non si può dire di no, lo sa bene la nostra Giada che partecipa da poco a questa avventura, perché avere voglia di fare del bene e dedicarcisi con abnegazione non è scontato, anzi in Giuseppe è un valore aggiunto. Per Elisa il “Direttorissimo” era un tale che forse per sbaglio le chiedeva la disponibilità ad una collaborazione con una testata giornalistica. Uno “sbaglio forse non sbaglio” però che incuriosisce per serietà e educazione e che, per fiducia, diventa una bellissima storia che oggi si chiama Otaria la Volontaria e che fa salire a bordo di questa nave anche l’altra Elisa che ha conosciuto Giuseppe come “aspirante marito” di Marilena, amica e compagna di corso. Per Sonia se al mondo c’è una persona che può raccontare, testimoniare una storia, un’idea, un racconto, Giuseppe la troverà, la coinvolgerà e renderà quella storia un qualcosa di unico. Per Marina il compleanno è l’occasione per ringraziare Giuseppe della semplicità disarmante con la quale sprona gli altri a credere nella creatività e nelle proprie passioni fino a coltivarle e farle diventare qualcosa di più. È stato così anche per chi sta scrivendo e, come in ogni cartolina di auguri che si rispetti, prova a legare insieme storie, auspici, propositi. Perché Giuseppe ci ha insegnato che tenere insieme una rete non è facile ma provarci è meraviglioso e raccontare e raccontarsi fa bene, ha un grande valore identitario e fortifica il senso di appartenenza. E poi avere qualcosa di bello da augurarsi, tra un pezzo da pubblicare e uno da rivedere, e qualche buon proposito da condividere, credendo un po’ di più in sé stessi, ci fa guardare lontano.

Ecco perché quello che avrete appena letto non sarà stato sicuramente un testo breve né tantomeno semplice da buttare giù. Speriamo, però, che sia un’inaspettata sorpresa, di quelle che fanno bene al cuore non solo per chi le riceve ma anche per chi ne tesse la trama. Sicuramente è la fotografia della nostra redazione, il luogo dove si condividono storie e ideali; una palestra di bellezza dove si impara, ci si confronta e si cresce; il cuore di un progetto speciale in cui ogni persona che passa lascia un po’ di sé e prende un po’ di tutti gli altri.

Oggi, caro Giuseppe, semplicemente ti lasciamo i nostri migliori auguri di buon compleanno.

E che ogni stella sia un desiderio realizzato!

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