Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Milena mamma di un bimbo con disabilita’. A margine della tragedia di Roma che ha visto la scomparsa di un’intera famiglia con figlia gravemente disabile, Milena ci regala una riflessione che mette i brividi.

Chi non vive con la disabilità giorno dopo giorno, ora dopo ora non può capire!
Chi si trova ad organizzare minuto per minuto per fare conciliare lavoro, famiglia, terapie, svago: perché ci vuole anche quest’ultimo altrimenti lo stress aumenta e anche i problemi di salute.
Se non ci sei dentro non puoi capire il peso e la solitudine.
Si ride ,si scherza ma i pensieri sono tanti e il pensiero più grande va al futuro di tuo figlio disabile: quando tu non ci sarai che farà?
Ora siamo tutti dispiaciuti per il gesto disperato della famiglia romana con la bambina disabile: ma le situazioni, la scuola, la società?
La verità è che finché noi genitori (di bambini/ragazzi disabili) abbiamo la forza di portarli a destra e a sinistra a questi ragazzi e’ garantito un posto in questa società povera di sentimenti e di empatia.
Dal momento in cui noi genitori non avremo più le forze i nostri figli rimarranno isolati: l’inclusione rimarrà un sogno

