Il campo solare del calcio, poi quello dell’equitazione e ancora del volontariato. Siamo arrivati quasi al traguardo. Stanchi, stanchissimi come non si dovrebbe essere dopo le ferie.
A Siena, e senza nonni residenti in città, riempire “il periodo di vacanza da scuola” dei nostri figli più piccoli, anche quest’anno, e’ stata una vera lotta contro il tempo. Noi siamo genitori entrambi lavoratori e né io né mia moglie siamo insegnanti. Peraltro, la tipologia del nostro lavoro non da diritto a nessun tipo di “lavoro smartabile”.
Abbiamo, come tutti, un periodo di libertà dai nostri impegni professionali ma non e’ certamente lungo quei 3 mesi che servirebbero a “coprire” la chiusura scolastica che impatta sui nostri ragazzi: 13, 10 e 7 anni.
E’ soprattutto per questo che ho appreso, con enorme piacere, la notizia che giunge dall’Emilia Romagna: diverse scuole primarie sono state aperte già dal primo settembre per sostenere le famiglie in difficoltà. 8000 bambini coinvolti (fonte Ansa). Che dire? Idea semplice ma brillante.
Per noi, invece, c’è da aspettare. E trovare una soluzione: ovviamente, mai gratis. Non considero l’esborso economico che abbiamo sostenuto in questi mesi per questa specifica esigenza. Non ci voglio pensare.
Ricorderò questa estate per i tanti campi solari, i molti bravi operatori che ho conosciuto e non dimentico i volontari che si sono messi a disposizione (campi della Pubblica Assistenza di Colle Val d’Elsa, Misericordia di Castellina Scalo, Arci Ravacciano e parrocchia San Bernardo Tolomei). Un piccolo esercito senza il quale non avremmo saputo come fare.
Ricorderò questa estate per l’aiuto dei nonni che hanno fatto il possibile.
Ricorderò questa estate per tutte le volte in cui io e mia moglie ci siamo chiesti: “e da lunedì come si fa”?
Ricorderò questa estate tutte le volte in cui qualcuno, in TV, proverà a rispondere alla domanda: “ma perché e’ basso l’indice di natalità italiano”?
Ricorderò questa estate. Per fortuna, quasi finita…
