Questa e’ la storia di un uomo sfortunato che poi si e’ rivelato utile agli altri. Ma e’ anche la storia di 2 fratelli che piangono la recente scomparsa del terzo: Edoardo Parigi.
“Ciao Edo ti vogliamo ricordare così!
Sempre sorridente e pronto ad aiutare gli altri. Ci mancheranno i tuoi arrivi con già il sacchetto della spesa in mano, con gli ingredienti per preparare un dolce per tutti, le lunghe chiacchierate la sera sul nostro futuro. Ci mancherà la tua voglia di vita, di affrontare sfide nuove. Anche se a volte pensavi di non farcela, poi ti facevi forza ed eri pronto a ripartire più di prima!
Sarai sempre nei nostri ricordi “.
Le Bollicine, conosciuta associazione che si occupa di disabilità, ha, con queste parole, salutato un uomo che ha lasciato una testimonianza del suo passaggio terreno. Un ricordo forte, potente che merita di essere cristallizzato: nella memoria.
Lunedì mattina si sono celebrati i funerali , la “ferita” e’ fresca ma, in modo coraggioso, Jacopo il fratello, accetta di parlare con noi.
“Quello che racconterò e’ anche a nome di Gabriele : entrambi desideriamo ricordare nostro fratello. Il più piccolo di noi”.
Il nostro intervistato e’ visibilmente emozionato ed inizia con i numeri
“Dado,lo chiamavano così, e’ nato nel 1977. Un bambino tranquillo cresciuto in una famiglia con dei valori. La svolta in negativo e’ giunta a seguito di un grave incidente stradale: aveva 20 anni“.
Il 1998 dunque e’ un anno nero per la famiglia Parigi .
“Da essere un giovane forte e che sfidava la vita, dopo essere stato ad un passo dalla morte, riusci’ ad uscire dall’ospedale: purtroppo il suo corpo era minato ma non la sua mente”.
Edoardo a 21 anni non compiuti aveva un futuro tutto da decifrare.
“Sono stati anni difficili in cui Dado non accettava la sua condizione. I suoi limiti erano un tormento”.
Anni in cui non e’ stato mai lasciato solo: viveva con il padre mentre gli altri fratelli avevano scelto di abitare nella stessa palazzina proprio per stargli vicino.
Tutto e’ cominciato a migliorare quando Edoardo, a seguito di un peggioramento delle condizioni di salute, e’ stato ricoverato presso Santa Petronilla Residenza sanitaria per disabili.
“Dopo un momento difficile, abbiamo visto grandi miglioramenti. Mio fratello ha cominciato a pensare più a ciò che poteva fare che a quanto non riusciva a portare a termine”.
E’ l’inizio della svolta.
Edoardo capisce che può essere di aiuto a se stesso e agli altri.
Inizia il suo impegno presso il Centro Culture Contemporanee Corte dei Miracoli che accoglie progetti in campo sociale, artistico e culturale ed opera sul territorio di Siena e provincia.
Edoardo aiuta in biblioteca e diviene una specie di maestro dando ripetizioni ai più fragili: soprattutto stranieri.
“A mio fratello mancava un solo esame alla laurea. Stava scrivendo una tesi sperimentale sui funghi e progettava la costruzione di una speciale serra” precisa Jacopo.
Sullo sfondo la socialità con le Bollicine e un’idea sul dopo di noi: frequentava un progetto di autonomia a “Casa Rosmarino”.
Insomma Edoardo fa il volontario e cerca il suo futuro. Purtroppo, nel 2024 si imbatte in una polmonite che, ancora una volta, lo debilita.
E siamo ai giorni nostri. Un ricovero perché non sta bene. Pare riprendersi ma e’ un’illusione.
Edoardo muore a 48 anni nel momento in cui aveva ripreso in mano la sua vita.
Rimane il senso di vuoto e la considerazione finale di Jacopo.
“In tantissimi hanno fatto giungere la loro vicinanza a noi fratelli. Non pensavamo ci fosse tanta gente che volesse bene a Dado, non pensavamo potesse lasciare un’impronta così marcata. Ci mancherà“.
La redazione di Sienasociale.it ringrazia per la disponibilità Jacopo e Gabriele Parigi
