Archivio mensile:Novembre 2022

Ospite di “Casa dolce casa” : il racconto

Il progetto Si-Sienasociale è molto utile, sta dando ottimi frutti. Ci ha permesso per esempio di fare gruppi eterogenei, unendo la sindrome di down alle altre disabilità intellettive e livellando i gruppi con cui lavoriamo, oltre a fare rete con le altre associazioni, con le quali si è creato davvero un bel clima”. A parlare è la dottoressa Sofia Rocchigiani di A.SE.DO. dell’associazione della provincia di Siena che, dal 1994, si occupa e svolge servizi per le famiglie di persone con sindrome di Down.

Un momento all'interno di "Casa dolce casa"

Un momento all’interno di “Casa dolce casa”

Sofia ci ospita a “Casa dolce casa”, insieme a Giulia, Andrea, Matteo e un altro Andrea, che qui abitano da soli: nome più adatto per questo luogo non potrebbe esistere, perché la gentilezza e l’entusiasmo con cui ci accolgono rasserena anche il piovoso e umido pomeriggio di novembre.

Le attività di A.SE.DO sono mirate a sviluppare le qualità di ogni singola persona per favorirne l’integrazione sociale e “Casa dolce casa” è un programma di cohousing nato all’interno di un’altra progettazione, ma che da Si-Siena sociale ha avuto un supporto fondamentale.

Dopo un percorso di avvicinamento i ragazzi si sono trasferiti nell’appartamento a maggio scorso e qui vivono in autonomia, gestendo ognuno il proprio lavoro (Andrea lavora in un maneggio, Giulia in una scuola materna, Matteo in un’azienda vinicola, l’altro Andrea a Borgo San Felice), praticando uno o più sport o dedicandosi al proprio hobby.

Abbiamo due palestre di autonomia – spiega ancora Sofia Rocchigiani –una, un po’ più avanzata, che facciamo qui con ragazzi che vivono già per conto loro, lavorando sul consolidamento delle abilità domestiche e dell’orientamento sul territorio, sull’utilizzo, per esempio, del bancomat per andare a fare la spesa, o sull’andare in autonomia allo sportello a prelevare.

L’altra, più di base, viene fatta a ‘Casa Clementina’ a Porta Tufi, un altro dei nostri appartamenti, dove ci si allena a vivere da soli, si impara per esempio a raggiungere i supermercati o altri luoghi e si fanno diverse attività, come la conoscenza del territorio, delle contrade, la visita ai musei delle contrade. Questo si aggancia anche poi ad un’altra azione progettuale che è la mobilità urbana, che prevede che tutti i beneficiari vengano aiutati a spostarsi in autonomia, senza dipendere dal genitore o da un accompagnatore.

Un’altra attività molto interessante è il trekking urbano, che facciamo una volta al mese, a tema, con due guide-volontarie Elisa e Silvia, che ci fanno conoscere la città e tutte le sue leggende nascoste.

Poi ancora il laboratorio per esercitare capacità cognitive, perché la sindrome di Down da una certa età in poi porta al decadimento cognitivo e questo è un aspetto importante che “Si-Siena sociale”, ci ha permesso di curare: il potenziamento dell’attenzione, della memoria, le funzioni esecutive e quant’altro.

Anche i genitori sono seguiti per permettere tutto questo, perché non è un’operazione facile quella dell’autonomia del figlio, sempre grazie a “Si-Siena Sociale: un iter psicologico di gruppo, che rientra nel percorso del ‘dopo di noi’.
Il tutto condito con uscite a cena (rigorosamente senza operatori!) serate al cinema,spettacoli a teatro vacanze di gruppo, in Italia o all’estero“.

Un’ora di tempo vola via, tra un caffè e una risata. La chiacchierata è piacevole e davvero ricca di emozioni, grazie a questi ragazzi che ti coinvolgono con la loro spontaneità e ti colpiscono con la loro sensibilità e la capacità di vedere le cose belle della vita.

Grazie a Giulia, perfetta padrona di casa, a Juri, i due Andrea e Matteo.

Grazie A.SE.DO!

Silvia Sclavi

La Contrada dell’Oca ospita il Centro socio-culturale “A. Conti”

Il silenzio negli anziani tra aspetti organici e relazionali” questo il tema dell’incontro che si terrà domani 30 novembre 2022 ore 17.30. L’evento fa parte di “Si-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale” e sarà ospitato nella splendida cornice della Nobile Contrada dell’Oca.

Un pomeriggio per riflettere su un tema importante. È quello organizzato nell’ambito di Si-Sienasociale la coprogettazione tra comune di Siena ed enti del terzo settore. Al centro dell’attenzione “l’universo degli anziani”.

Il programma

Dopo l’Introduzione della Presidente del Centro socio-culturale Antonio Conti, Daniela Losi è previsto il saluto agli intervenuti del Presidente della Società Trieste Filippo Cinotti
e della Project manager  “tavolo anziani” Grazia Ragazzoni (Pubblica Assistenza di Siena)

Presso “Le Stanze della Tira” della Società Trieste”, sono poi in programma gli interventi di:
• Dott. Carlo Bandinelli – Geriatra
• Dott. Giovanni Bonelli – Neurologo/Psichiatra
• Dott. Lucio Biagi – Psicologo
• Dott.essa Paola Marcucci- Arttherapy

Un appuntamento da non perdere via Santa Caterina 81 – Nobile Contrada dell’Oca.

La foto è tratta dal sito ufficiale di Nobile Contrada dell’Oca.

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV.

Lara in India - immagine tratta dal sito ufficiale della odv

“Quei bambini mi hanno ridato la vita” la storia di Lara

Dall’Italia all’India per ritrovare la pace del cuore. Da un orfanotrofio, nasce Mera Dil “Cuore mio” organizzazione di volontariato attiva a Siena. Sabato prossimo la cena di raccolta fondi in collaborazione con “Le Bollicine”. Lara Insero si racconta a Sienasociale.it. Ecco le sue parole

Niente viene a caso… Questo è il mio motto da quell’ormai lontano ottobre 2013, quando, per la prima volta, sono arrivata in India e ho incrociato il mio sguardo con quello di circa 60 bambini dell’orfanotrofio di Lucknow.

In quello stesso anno, varie negative vicissitudini mi avevano fatto perdere il sorriso, la voglia di lottare. Il sogno di una vita di essere mamma era svanito per sempre e con lui la mia vita sembrava andare a rotoli.

Non vedevo luce, bellezza né meraviglia nella mia esistenza.

Pregavo Dio ogni giorno di darmi una spiegazione, gli chiedevo con rabbia e dolore perché a me, senza trovare risposte.

Un giorno, dopo circa 10 mesi dall’inizio di quello che mi sembrava essere un incubo, una e-mail mi dà la forza di reagire.

Partire in missione? Perché no? Almeno cambio aria….. Comincio a leggere i progetti, con attenzione e tutti sono entusiasmanti. Poi arrivo a Missione India. Leggo il progetto: mi ricordo ancora le lacrime che scendevano sul mio viso tanto da non riuscire a finire di leggere. Una missione in un orfanotrofio. E’ la mia! E’ la mia missione“.

E così dopo una serie di burocrazie e tanta adrenalina in corpo, è il 13 ottobre 2013 quando salgo su quell’aereo che avrebbe cambiato per sempre la mia vita.

Ricordo come fosse ora, quella strada buia, sterrata che finiva con un edificio fatiscente… E quelle grida di gioia e tutti quei bambini che aspettavano, in trepidazione come fossi la star più famosa del pianeta.

Sono stati i 14 giorni più devastanti e meravigliosi della mia esistenza. Ogni giorno, un loro gesto mi faceva sentire una perdente. Per il tempo che avevo perso a piangermi addosso. Ogni giorno i loro occhi, i loro sorrisi, quelle mani che stringevano le mie mi caricavano di un amore così grande che, a volte, ho pensato che il cuore mi uscisse dal petto.

Quei 60 bambini, per 14 giorni, non hanno fatto altro che comunicarmi che non c’è niente che può toglierti il sorriso! Che la vita è una e va vissuta a pieno, donandosi al prossimo secondo le proprie possibilità, ma sempre e comunque con il sorriso . Un grande sorriso nel cuore in primis, negli occhi e nelle labbra.

Così è nata l’idea di fondare Mera Dil ODV, che in lingua hindi significa CUORE MIO, perché è proprio dal mio cuore che tutto è nato!

Quei bambini mi hanno ridato la vita, lo slancio, la voglia di esserci, sempre! E Mera Dil nasce per dare agli indifesi le solite opportunità che ho avuto io, che abbiamo noi occidentali di crescere: studiare, mangiare e curarsi.

E alla frase “Niente viene a caso” nella mia vita e con il senno di poi se ne è aggiunta un’altra: “Mai chiedere con il cuore colmo di speranza e amore a Dio qualcosa. Non posso essere mamma di un figlio mio, ma sono sorella, zia, mamma di più di 100 bambini”.

LARA INSERO

immagine tratta dal sito ufficiale della odv

immagine tratta dal sito ufficiale della odv

la locandina della cena solidale di sabato 3 dicembre

la locandina della cena solidale di sabato 3 dicembre

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Su di noi – Mera Dil ODV

Successo per l’Unione Corale Senese (le foto)

Grande partecipazione di pubblico al concerto che si è tenuto ieri presso la chiesa della Santissima Annunziata in memoria di una grande figura senese, il baritono Ettore Bastianini. Consensi unanimi per la musica che ha accarezzato l’anima. L’iniziativa era nell’ambito del tavolo Anziani del progetto SI-Sienasociale la coprogettazione che tanto vale”. Organizzazione a cura di “La Lunga Gioventù” per stimolare interessi e curiosità, favorire l’aggregazione e prevenire la fragilità nelle persone più anziane.

Musica, cuore e solidarietà. Il tutto ricordando un famoso concittadino: il baritono senese Ettore Bastianini. Protagonista di questa iniziativa di alto spessore lo storico gruppo “Unione Corale Senese”, che, nella sua ragione sociale, si fregia appunto del nome del baritono.

L’Unione Corale Senese si e’ esibita in un concerto dedicato ad Ettore Bastianini in una cornice suggestiva come quella della Chiesa della Santissima Annunziata di piazza Duomo, già cappella dell’antico complesso dello Spedale Santa Maria della Scala, oggi in gestione
all’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, che è stata ringraziata calorosamente per la concessione.

Il concerto, con ingresso libero e gratuito, è stato diretto da Francesca Lazzeroni, con
l’accompagnamento al pianoforte di Elina Yanchenko e con la partecipazione del baritono Simone Balducci.

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età
Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).

Per saperne di più

https://www.unionecoralesenese.it/site/

Festival Salute: “grazie speciale ai volontari”

Con un messaggio su Facebook l’assessore alla sanità e sociale del comune di Siena,  Francesca Appolloni, ringrazia i volontari autentico patrimonio della collettività.  Ecco le sue parole.

Con stamattina si è conclusa la terza edizione senese del Festival della Salute 2022 al Villaggio della Salute, in piazza Rosselli.

Il mio grazie speciale a tutti coloro, veramente tanti per citarli uno ad uno, che hanno partecipato, in qualità di volontari, alle attività di screening e visite gratuite come pure di consulenza ed informazione.

Potete essere orgogliosi dell’attività che quotidianamente e silenziosamente portate avanti con grande senso civico ed amore per il prossimo e la vostra città.

Otaria la volontaria e Centro M’ama Siena

Nuovo appuntamento con l’amica delle cittine e dei cittini! Otaria la Volontaria,  fa da guida nel vasto mondo del volontariato. E, rivolgendosi ai bimbi, afferma: “Dovete sapere che nella mia comunità, così proprio come nella vostra, molte attività e molte relazioni non esisterebbero se non ci fossero i volontari!”.

SOS compiti? Ci pensa Otaria la Volontaria. Bentrovati miei piccoli amici! È la vostra Otaria la Volontaria che parla! E, attenti tutti e tutte, perché ho grandi notizie per voi! Conoscete già il Centro M’ama Siena, non è vero? Be’, per chi non lo sapesse, è un luogo di incontro, confronto e sostegno che ruota intorno all’esser bambini e l’esser genitori, con tanti progetti pensati, sognati e realizzati “ad hoc” proprio per grandi e piccini.

Uno di questi è il “ progetto doposcuola”, rivolto ai bambini/e e ragazzi/e dai 7 ai 13 anni che, lavorando individualmente o in piccoli gruppi, impareranno a gestire il nodo più duro da sciogliere della scuola: i compiti. Come? Grazie alla supervisione di un tutor dell’apprendimento, cioè una persona che, attraverso conoscenze e competenze specifiche, è in grado di affiancarli nello studio promuovendone l’autonomia, la gestione del tempo e del materiale di studio e rendendoli consapevoli delle proprie capacità e punti di forza. Al tempo stesso supporterà la famiglia nella gestione dei compiti a casa.

Ognuno di noi ha il suo unico e speciale metodo di apprendimento, ricordatelo sempre, si tratta solo di scoprirlo!

Otaria la volontaria è il nuovo personaggio di Sienasociale.it   Nata dalla splendida matita di Elisa Bigio, la nostra protagonista,  presentata in conferenza stampa lo scorso 12 novembre, racconterà le magnifiche storie di Elisa Mariotti e aiuterà i più piccoli “ad entrare” nell’affascinante mondo del volontariato. Le storie di Otaria le troverete, ogni domenica, su sienasociale.it…raccontatele ai cittini!

Otaria la volontaria

Otaria la volontaria

La testimonianza di Marilena (una mamma)

Ho scoperto il centro M’ama quando è stata inaugurata la sede di viale Toselli, pochi mesi prima era nata la mia bambina e io cominciavo a prendere informazioni sulle attività e strutture dedicate all’infanzia.

Alla inaugurazione furono presentate le attività e subito capii che non era una delle tante ludoteche, la differenza la faceva, stranamente, la relazione con l’adulto. Perché non si pensa, ma quando nasce un bambino nascono in contemporanea una mamma e un babbo, solo che il bambino chiede attenzione, calore, soddisfazione ai propri bisogni in modo naturale, istintivo, mentre addosso all’adulto si profila un carico di timori, responsabilità e peso sociale in cui non è semplice districarsi.

Volere un figlio, amarlo, non rende un genitore competente, anzi, si ha sempre paura di non fare abbastanza o di non fare bene. Ecco, il centro M’ama accoglie la famiglia! Ricordo le prime attività, piccoli gruppi di bambini e mamme, dove vivere con i piccoli le prime scoperte, dipingere con i piedi sporchi di marmellata, creare la renna dall’impronta del piede o una farfalla dal tubo della carta igienica.

Per chi, come me, non è portata per il manuale o non vede oltre l’uso comune degli oggetti era una scoperta condivisa, ma soprattutto il modo di vivere insieme alla bambina esperienze che non sarei stata in grado di offrirle. Il centro M’ama si prendeva cura di entrambe. E poi le chiacchere con le altre mamme, i confronti, sono nate relazioni che hanno resistito al covid, amicizie che abbiamo ritrovato a scuola. Come se il centro M’ama fosse il centro di riferimento a cui tornare per stare bene e da cui allontanarsi con nuove competenze.

In più in questi anni il centro ha modificato i locali, ampliando così anche le attività, e il bello è che, uscendo da scuola, c’è il m’ama, sempre, senza dover andare in tanti posti, per noi al m’ama c’è stato il laboratorio di arte e propedeutica ritmica, ora c’è musica, inglese, e ad avere tempo anche altro.

Così i bambini, che soprattutto nella prima infanzia richiedono ordine, ripetitività, non sono portati in posti sempre diversi ma lì, dove le responsabili sono amiche della mamma e persone di riferimento.

Al m’ama mia figlia ha fatto la prima serata fuori casa a nemmeno quattro anni, laboratorio cena e lettura, una occasione per dare ai genitori uno spazio di coppia, anche questo riconosce il m’ama, affinché i bambini stiano bene i genitori devono stare bene, e rivivere la complicità di una cena da soli, un aperitivo con amici senza figli fa stare bene.

Ecco, per chi cerca un baby parking il m’ama non è il posto adatto, perché qui il genitore è sempre coinvolto.
Non ci hanno lasciato soli nemmeno durante il covid, ricordo il sabato mattina i laboratori on-line, uno divertente con la costruzione dell’elefante elmer, ecco, ci sembrava di essere in compagnia almeno per qualche ora.

Al m’ama a volte ti fermi anche senza figli, perché hai dieci minuti e sei lungo la strada, bussi e vedi chi c’è, perché chiunque c’è ti apre la porta e si ferma a fare due chiacchiere. A creare gruppo. A farti sentire a casa.
Perché, come dico da sempre, per noi il centro M’ama è casa 

Tre fondatrici del Centro M'ama

Tre fondatrici del Centro M’ama

Il Centro M’ama partecipa al progetto Si-Sienasociale – tavolo famiglia e minori, che mette al centro la coprogettazione tra realtà sociali del territorio e comune di Siena.

SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV)

 

 

Voci per QuaViO: successo di pubblico (il video)

VOCI PER QUAVIO è il concerto di beneficenza di Natale, che ha avuto luogo ieri sabato 26 Novembre alle ore 18:00, presso la basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi a Siena. Ingresso ad offerta libera con ricavato che è stato  devoluto a QuaViO (Qualità della vita in Oncologia). Protagonisti Joyful Anthem Gospel Choir e Coro Giovanile Toscano. Vanna Galli presidente di QuaViO odv: “solidarietà e musica, insieme, sono autentica bellezza

Una bella risposta del pubblico presente: sia in termini di presenze che di donazioni. Unanimi apprezzamenti per chi si è esibito. L’evento di ieri “Voci per QuaViO” va in archivio come un autentico successo: gli organizzatori hanno già promesso un nuovo appuntamento per Natale 2023.

E’ stato un modo nuovo ed originale per QuaViO odv per fare gli auguri ai propri soci, amici, simpatizzanti il tutto in una cornice scenografica da sogno con voci melodiose che hanno fatto la differenza: si sono esibiti  Joyful Anthem Gospel Choir con brani del proprio repertorio che affondano le radici nello spiritual. Testi tratti dalla Bibbia, Gospel infatti significa letteralmente Vangelo.

La nostra mission artistica è quella di raccontare un modo diverso di cantare Dio attraverso un insieme di voci, suoni, musica e gioia che travolgono chi canta e chi ascolta. Divertire divertendosi: conoscete medicina migliore?” ha precisato il direttore di Joyful Anthem Gospel Choir, Dario Passanante visibilmente emozionato

A seguire  l’esibizione del Coro Giovanile Toscano, diretto dal Maestro Elisa Pasquini, che ha portato  in scena il proprio repertorio che ha spaziato dal periodo rinascimentale all’epoca contemporanea. I brani sacri e di ispirazione cristiana sono stati eseguiti da una formazione corale polifonica composta da circa 30 giovani provenienti da varie provincie della Toscana. L’obiettivo del coro, promosso da un progetto dell’Associazione Cori della Toscana nel 2016, è quello di avvicinare i più giovani alla coralità di alto livello.

Due generi diversi, due realtà differenti ma legate dallo stesso filo rosso: cantare per gli altri, mettersi al servizio, condividere la propria musica per aiutare chi ha bisogno anche solo di una carezza.

Vanna Galli

Vanna Galli

Il commento della presidente di QuaViO, Vanna Galli, non ha lasciato spazio ai dubbi: “ci hanno letteralmente accarezzato: con la loro musica, con le loro voci. E’ stato bellissimo. A chi si è esibito oggi, a chi era con noi e a quanti non sono potuti esserci va il nostro augurio per un felice Natale e sereno anno nuovo”

(Il video e parte delle foto sono di Martina Frullanti che ringraziamo)

“In hospice l’amore si è moltiplicato”: Chiara ricorda Simone

Riceviamo e pubblichiamo il bellissimo ricordo di Chiara. Parla di un uomo, il suo uomo, portato via da una malattia. La cosa meravigliosa è che Chiara, comunque, parla di un amore sopravvissuto alla morte.

Eravamo una coppia come tante altre, non sempre era facile andare d’accordo, entrambi con una forte personalità e poco inclini a fare un passo indietro quando necessario. Ma eravamo insieme da 18 anni e per gran parte del tempo siamo stati felici.
Poi una mattina all’improvviso una crisi epilettica ha mandato in frantumi il nostro mondo e soprattutto ha decretato la fine della vita di Simone, a soli 57 anni.

In appena 9 mesi se n’è andato per sempre, con una sofferenza inumana per entrambi.
Ma lui, fino a che ha potuto comprendere, mi ha voluto proteggere pur sapendo cosa stesse succedendo alla sua vita, ha sempre mostrato la sua forza per rassicurarmi.
Poi é stato operato al cervello e non é stato mai più lo stesso Simone che conoscevo.
Ho sempre creduto che quel suo deficit cognitivo dopo l’operazione, gli abbia consentito di superare in qualche modo quei momenti terribili da solo in ospedale e poi al centro di riabilitazione. Era tornato ad essere come un bambino, aveva bisogno di tutto e ciò che più desiderava, era tornare a casa sua

E c’è tornato per alcuni mesi durante i quali mi é stato possibile donargli tutto quello che potevo per alleviargli l’agonia. Mi ha chiamata col nome di sua madre milioni di volte… sembra che quando una persona si avvicina alla morte ricorda solo la propria madre e a lei rivolge ogni grido di aiuto.

E così faceva anche Simone, specialmente durante la notte quando le tenebre lo avvolgevano e risvegliavano ogni sua paura. Allora mi accucciavo in fondo al suo letto e lo accarezzavo per ore fino a che non si calmava. E così arrivava l’alba, quando la luce del giorno lo avvolgeva nel suo abbraccio e lui allora si lasciava trasportare in un sonno profondo.

In questo modo siamo andati avanti durante quei mesi a casa insieme.
Quel periodo mi ha permesso di donarmi a lui con tutta me stessa, mi dicevo che non avrei voluto passare neppure un minuto del mio futuro con il senso di colpa, per non essergli stata abbastanza vicina. Io in quei mesi ho imparato l’amore, quell’uomo pragmatico, così razionale ed estremamente intelligente, pratico e spesso poco incline a lasciarsi andare, alla fine mi ha insegnato l’amore, mi ha insegnato ad amare nella maniera più pura, quando sai che é l’ultima occasione che hai di regalare amore a chi ami.

E poi siamo andati all’hospice perché il momento fatidico si stava avvicinando. Ed è proprio all’hospice che quell’amore si è moltiplicato e lì ci siamo ringraziati per la prima volta in 18 anni, per essere lì insieme, per avere quella opportunità, per provare quella forza e quell’amore. Fino all’ultimo respiro, quella mattina all’alba del 3 settembre 2021.

Quando mi sono accorta che non respirava più, gli ho detto che non lo avrei mai dimenticato e gli ho promesso che da quel momento in poi avrei pensato io a me stessa e che lui se ne poteva andare tranquillo, finalmente libero da ogni responsabilità.

Questo è ciò che ho imparato da quella esperienza ed è ciò che mi sostiene oggi. L’amore che ho provato, la forza che ci siamo dati e la scelta di dedicarmi a me stessa, al mio benessere e al mio futuro.

Ho una sola missione oggi… onorare la mia vita oltre ogni limite, per me e per Simo.

Chiara Veneri

Chiara Veneri oggi

Colletta alimentare volontari a lavoro

Oggi giornata nazionale della colletta alimentare. Tanti volontari coinvolti anche nella nostra provincia. Le prime foto ci giungano dall’Ipercoop di Sinalunga dove i volontari della Misericordia di Asciano si distinguono per altruismo e impegno al servizio della causa.

 

Valdelsadonna: “non possiamo restare in silenzio”

Riceviamo e pubblichiamo il significativo messaggio della Presidente di Valdelsadonna. È il nostro modo per far sentire realmente da che parte stiamo. Grazie ad Antonella Lomonaco

Noi di Valdelsadonna siamo impegnate nella battaglia per la vita su un altro fronte ma siamo anche donne che non possono rimanere in silenzio in una giornata come questa.

Oggi 25 Novembre 2022 essere ancora costretti a combattere la battaglia contro la violenza sulle donne ci comunica un senso di frustrazione. In una società nella quale si parla con insistenza delle conquiste ottenute dal mondo femminile per un’indipendenza economica e sociale, per un rapporto di reciprocità con il mondo maschile, per la parità di genere, per la tutela dei propri diritti fra i quali la libertà e l’autodeterminazione, dobbiamo purtroppo prendere atto che la battaglia più importante non è stata ancora vinta.

Si parla di dati che indicano i femminicidi in aumento rispetto allo scorso anno ma oltre a questi drammatici eventi il nostro pensiero va alla violenza psicologica che tante donne sono costrette a subire in ambito familiare e lavorativo. Una violenza che si consuma spesso nel silenzio e nell’abitudine consolidata di gesti e parole che feriscono l’anima.

Noi siamo convinte che questa battaglia sarà vinta grazie anche alle testimonianze di donne forti che hanno rifiutato di genuflettersi a costo della loro stessa vita.

Antonella Lomonaco (Presidente di Valdelsadonna)

Per saperne di più

da Monsanto a Isole e Olena – Il castello della Paneretta