Giacomo e Alessio Misericordia di Colle Val'd'ElsaGiacomo e Alessio Misericordia di Colle Val'd'Elsa

Nel giorno della “Festa dei Lavoratori”, il nostro giornale ha deciso di presentare testimonianze di persone che, anche oggi, scelgono di impegnarsi per gli altri. Sono professionisti e volontari.

Conosciamo Giacomo 34 anni volontario della Misericordia di Colle Val d’Elsa. Anche oggi, il nostro amico sarà di servizio col 118 perché “è importante esserci sempre e perché ci potrebbe essere sempre bisogno di noi, ovunque”. Parole chiare. Ma c’è di più. L’ambiente dell’associazione è proprio un luogo familiare: si sta bene, si conoscono tante persone, si fanno nuove amicizie e a volte si trova anche l’amore: proprio com’è capitato al nostro protagonista.  “Eh sì, è proprio così… io ho trovato mia moglie!”.

Giacomo ha cominciato a frequentare l’ambiente del volontariato con il servizio civile, incuriosito da una vicina di casa che dedicava il suo tempo libero al volontariato. Poi però, una volta entrato, non ha più voluto smettere “per me è proprio una passione, anche se a volte incappiamo in situazioni spiacevoli che non vorremmo mai vedere o a cui non vorremmo mai prestare soccorso…” ci racconta.

Con il suo amico e collega Alessio, avendo entrambi conseguito l’abilitazione di neo-formatori, hanno deciso di organizzare il prossimo corso per la disostruzione delle vie aeree in età pediatrica presso la sede di Colle, per il giorno 11 maggio alle ore 21. “È stata proprio una parte della popolazione ad esprimere l’esigenza di organizzarlo, perché insieme al corso BLSD che insegna l’uso del defibrillatore, questo fa parte di un ciclo di incontri molto richiesti e che destano sempre molto interesse e molta partecipazione”.

Chiedo a Giacomo come mai secondo lui le associazioni vivono un periodo difficile in termini di giovani volontari “l’abbiamo riscontrato anche noi in effetti e credo che sia un po’ lo specchio della società: i ragazzi di oggi, prima di tutto hanno volontà e bisogno di trovare un lavoro; questo darebbe loro serenità e stabilità che consentirebbe poi di fare anche dei passi successivi verso il mondo del volontariato; e poi le associazioni devono riuscire a mantenere il rapporto con i nuovi arrivati, responsabilizzarli, trovare la chiave giusta, il dialogo e la comunicazione,  perché troppo spesso, dopo un periodo di prova, tanti di loro non tornano..”.

Auguriamo a Giacomo e a tutta la squadra.. un buon lavoro!

Stefania Ingino

 

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