I nostri lettori ricorderanno la piccola Agatha e la sua grande sfida con la malattia che l’ha colpita fin dalla nascita, l’ipoplasia bilaterale congenita del nervo ottico, malattia della quale non si conoscono le cause e, ad oggi, nemmeno le cure. Ma ricorderanno anche certamente la caparbietà e la forza della nostra piccola amica che come tutti i bambini di sei anni, a settembre ha cominciato l’avventura alla scuola primaria!

L’unica sua preoccupazione nei confronti della scuola – ci racconta il suo papà Michele – era perché a casa sentiva la mamma brontolare i fratelli quando non facevano i compiti e di conseguenza non avrebbe gradito ritrovarsi nella stessa situazione! A parte gli scherzi comunque, l’incertezza era più  nostra che  sua perché puoi immaginare quante cose ci sono venute in mente pensando a lei … a scuola, da sola, in un ambiente nuovo, con compagni e maestre nuove. Qualche giorno prima dell’inizio delle lezioni abbiamo voluto incontrare tutti i genitori della sua classe ed informarli della situazione. Questo non tanto per proteggerla da eventuali commenti o pregiudizi (che purtroppo incontrerà nella sua vita) ma piuttosto perché spiegassero ai loro figli di come approcciarla fisicamente senza tirarla o strattonarla perché può perdere facilmente l’equilibrio e cadere”.

Chiedo quindi, curiosa, come sono andati i primi giorni di scuola “Agatha è molto contenta e ci racconta che a scuola è diverso dall’asilo perché si sente coinvolta e le fanno fare tanti lavoretti che lei puntualmente e quotidianamente porta a casa come se volesse mantenere un legame con la scuola: abbiamo un trofeo ogni giorno! Inoltre lei è una bambina socievole, conosciuta in tutto il nostro paesino e quindi, anche a scuola è stata accolta con naturalezza ed un pizzico di curiosità da chi invece, venendo da paesi limitrofi, ancora non la conosceva. Pensa che una mattina, alla domanda di un bambino che le chiedeva se fosse cieca, lei ha risposto “non sono cieca, io vedo in modo diverso”.

La nostra piccola amica ha due insegnanti di sostegno che la accompagneranno nel percorso scolastico fino alla quinta elementare.

Questo dona serenità ai genitori perché avere un punto di riferimento continuativo è certamente una carta vincente per il benessere di Agatha.

Inoltre, come da protocollo, la scuola ha dotato Agatha di un dattilo braille che le consentirà di imparare e stare al passo con le lezioni, anche se Michele sottolinea l’importanza della tecnologia soprattutto laddove ci sono patologie che con una diversa strumentazione potrebbero facilitare l’apprendimento e lo studio: “la loro è una generazione che vive di informatica e tecnologia, hanno molta scioltezza unita ad una predisposizione naturale all’utilizzo di computer con tastiere e supporti vocali che vanno in loro aiuto. Spero sinceramente che si voglia investire in questa tipologia di ausili perché l’obiettivo è rendere sempre più autonomi bambini e adulti affetti da patologie invalidanti”.

Che Agatha fosse un piccolo guerriero l’avevamo intuito dai racconti dei suoi genitori. Ora la ritroviamo a scuola con la sua voglia di vivere e di crescere autonoma e indipendente… che questo sia per lei l’inizio di un meraviglioso cammino verso la conoscenza e la scoperta della vita.

In bocca al lupo Agatha!

Stefania Ingino

 

 

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