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Lara in India - immagine tratta dal sito ufficiale della odv

“Quei bambini mi hanno ridato la vita” la storia di Lara

Dall’Italia all’India per ritrovare la pace del cuore. Da un orfanotrofio, nasce Mera Dil “Cuore mio” organizzazione di volontariato attiva a Siena. Sabato prossimo la cena di raccolta fondi in collaborazione con “Le Bollicine”. Lara Insero si racconta a Sienasociale.it. Ecco le sue parole

Niente viene a caso… Questo è il mio motto da quell’ormai lontano ottobre 2013, quando, per la prima volta, sono arrivata in India e ho incrociato il mio sguardo con quello di circa 60 bambini dell’orfanotrofio di Lucknow.

In quello stesso anno, varie negative vicissitudini mi avevano fatto perdere il sorriso, la voglia di lottare. Il sogno di una vita di essere mamma era svanito per sempre e con lui la mia vita sembrava andare a rotoli.

Non vedevo luce, bellezza né meraviglia nella mia esistenza.

Pregavo Dio ogni giorno di darmi una spiegazione, gli chiedevo con rabbia e dolore perché a me, senza trovare risposte.

Un giorno, dopo circa 10 mesi dall’inizio di quello che mi sembrava essere un incubo, una e-mail mi dà la forza di reagire.

Partire in missione? Perché no? Almeno cambio aria….. Comincio a leggere i progetti, con attenzione e tutti sono entusiasmanti. Poi arrivo a Missione India. Leggo il progetto: mi ricordo ancora le lacrime che scendevano sul mio viso tanto da non riuscire a finire di leggere. Una missione in un orfanotrofio. E’ la mia! E’ la mia missione“.

E così dopo una serie di burocrazie e tanta adrenalina in corpo, è il 13 ottobre 2013 quando salgo su quell’aereo che avrebbe cambiato per sempre la mia vita.

Ricordo come fosse ora, quella strada buia, sterrata che finiva con un edificio fatiscente… E quelle grida di gioia e tutti quei bambini che aspettavano, in trepidazione come fossi la star più famosa del pianeta.

Sono stati i 14 giorni più devastanti e meravigliosi della mia esistenza. Ogni giorno, un loro gesto mi faceva sentire una perdente. Per il tempo che avevo perso a piangermi addosso. Ogni giorno i loro occhi, i loro sorrisi, quelle mani che stringevano le mie mi caricavano di un amore così grande che, a volte, ho pensato che il cuore mi uscisse dal petto.

Quei 60 bambini, per 14 giorni, non hanno fatto altro che comunicarmi che non c’è niente che può toglierti il sorriso! Che la vita è una e va vissuta a pieno, donandosi al prossimo secondo le proprie possibilità, ma sempre e comunque con il sorriso . Un grande sorriso nel cuore in primis, negli occhi e nelle labbra.

Così è nata l’idea di fondare Mera Dil ODV, che in lingua hindi significa CUORE MIO, perché è proprio dal mio cuore che tutto è nato!

Quei bambini mi hanno ridato la vita, lo slancio, la voglia di esserci, sempre! E Mera Dil nasce per dare agli indifesi le solite opportunità che ho avuto io, che abbiamo noi occidentali di crescere: studiare, mangiare e curarsi.

E alla frase “Niente viene a caso” nella mia vita e con il senno di poi se ne è aggiunta un’altra: “Mai chiedere con il cuore colmo di speranza e amore a Dio qualcosa. Non posso essere mamma di un figlio mio, ma sono sorella, zia, mamma di più di 100 bambini”.

LARA INSERO

immagine tratta dal sito ufficiale della odv

immagine tratta dal sito ufficiale della odv

la locandina della cena solidale di sabato 3 dicembre

la locandina della cena solidale di sabato 3 dicembre

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Su di noi – Mera Dil ODV

Monteroni d’Arbia: una panchina rossa, arte e letture contro la violenza sulle donne

Pubblica Assistenza Val d’Arbia e Associazione White celebrano la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne a Monteroni d’Arbia sarà l’occasione per inaugurare una panchina rossa, quale simbolo e monito contro tutte le forme di violenza. Nel corso dell’iniziativa, promossa con il patrocinio del comune di Monteroni d’Arbia e in programma per venerdì 25 novembre alle ore 18.00 presso la sede sociale della Pubblica Assistenza Val d’Arbia, si svolgeranno le incursioni letterarie del gruppo teatrale “Quelli… della Pubblica” e un’azione artistica collettiva ideata dall’Associazione White.

Tanti – spiegano dalla Pubblica Assistenza Val d’Arbiasono i contesti e i luoghi, anche nel nostro Comune, in cui è già stata installata una panchina dipinta di colore rosso. Ognuna di queste panchine è simbolicamente occupata dalle numerosissime donne vittime di violenza ed è pensata per trasmetterne la memoria e restituire loro il posto che occupavano al cinema, a scuola, in autobus, prima che un uomo decidesse di porre fine alla loro vita. Su proposta dei nostri volontari abbiamo ricondizionato una delle panchine del nostro piazzale e abbiamo accolto con piacere l’invito dell’Associazione White per creare insieme un momento di riflessione e confronto su un tema così attuale.

L’arte – affermano i referenti dell’Associazione Whiteha la capacità e tutte le possibilità per parlare a tutte quelle persone che vogliono essere a fianco delle donne. Parlare è il primo passo per poter capire e aiutare. Ecco perché abbiamo scelto di proporre un’azione artistica inedita con la quale distruggeremo simbolicamente tutti gli stereotipi che alimentano ogni forma di violenza.

Il teatro – raccontano le volontarie e i volontari del gruppo teatrale “Quelli… della Pubblica” – è uno strumento etico e con la selezione di brani e letture che abbiamo scelto per prendere parte a questa iniziativa vogliamo dare voce alla storia di donne vittime di violenza, discriminazione e dipendenza affettiva.

Emilia Di Gregorio 

“Noi ci mettiamo il cuore” progetto di donne per donne

Circa 600 pezzi tra borse portadrenaggi e cuori sottoascellari realizzati e donati dalle volontarie della Pubblica Assistenza Val d’Arbia per le donne operate di tumore al seno a Siena

L’anno volge al termine ed è tempo di bilanci anche per le volontarie del progetto “Noi ci mettiamo il cuore“, ideato e promosso dalla Pubblica Assistenza Val d’Arbia e dedicato alle donne operate di tumore al seno.

Hanno gli occhi pieni di luce mentre raccontano di quella mattina dell’8 marzo quando hanno potuto effettuare, dopo la brutale battuta di arresto a causa della pandemia, la prima donazione di cuori sottoascellari e borse portadrenaggi presso il reparto di Chirurgia Oncologica della mammella dell’Aou Senese presso l’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena.

Un progetto delle donne per le donne che finalmente prendeva la sua strada e che ad oggi, di donazione in donazione, conta numeri importanti, come 548 borse portadrenaggi e 66 cuori sottoascellari consegnati e distribuiti tra le pazienti dalle infermiere del reparto che proprio in queste sere hanno incontrato le volontarie per ritrovarsi e festeggiare insieme.

Dietro a questi numeri – spiegano le volontarie referenti del progettonon c’è solo tutto il lavoro materiale che è stato realizzato, dal taglio delle stoffe alla cucitura al confezionamento. Quando finalmente a marzo 2022 siamo riusciti a partire, sapevamo che questa nostra idea avrebbe avuto bisogno di tante gambe per camminare e crescere ma ancora di più di cuori pronti ad accoglierla e braccia pronte a supportarla. Noi ci abbiamo messo il cuore ma il sostegno che abbiamo ricevuto e il bene che questo progetto ha generato è incommensurabile. Il ritrovo con le infermiere, prime testimoni di tutto ciò per il lavoro che svolgono quotidianamente in reparto, è stato voluto per condividere quanto fatto fino ad ora ma anche per coltivare con un momento di aggregazione questa sinergia, linfa vitale per continuare a crescere e lavorare insieme.”

“Quando consegniamo alle pazienti – spiegano le infermiere del reparto – il pacchetto con la borsa portadrenaggi o con il cuore sottoascellare è tangibile lo stupore e la gratitudine di chi lo riceve. Prima delle attuali borse portadrenaggi, realizzate con cura dalle volontarie della Pubblica Assistenza Val d’Arbia, avevamo tentato diverse soluzioni per gestire l’impaccio del sacchetto portadrenaggi in una situazione che di per sé è già molto delicata per le pazienti oncologiche. Non sono, dunque, soltanto un dono simbolico della solidarietà tra donne, ma entrambi i supporti rendono più sopportabili i disagi post-operatori. Ci ha fatto piacere conoscere il gruppo di donne che lavora al progetto, vedere come si coordinano e si organizzano, ma soprattutto quanto cuore ci mettono.

“Abbiamo curato e custodito gelosamente – concludono le volontarie della Pubblica Assistenza Val d’Arbiagli obiettivi di questo progetto dai mesi immediatamente precedenti alla pandemia che negli ultimi anni ha sconvolto le vite di tutti noi. Lo abbiamo fatto continuando operosamente a progettare in grande. Oggi siamo volontarie, mamme, mogli, figlie, orgogliose di averlo coltivato con cura e determinate a fare la nostra parte per poter volare in alto.

Emilia Di Gregorio

Pubblica Assistenza Val d’Arbia: fiocco rosso per l’eliminazione della violenza contro le donne

Sono stati tagliati, realizzati e cuciti a mano uno per uno i piccoli fiocchi rossi che, per tutta la settimana, saranno indossati dai collaboratori, dalle volontarie e dai volontari della Pubblica Assistenza Val d’Arbia di Monteroni per contribuire a testimoniare l’impegno per una cultura sempre più inclusiva e contraria ad ogni forma di violenza.

Indossare un fiocco rosso – ci spiegano dalla Pubblica Assistenza Val d’Arbia è un granello, il granello che può inceppare il meccanismo. I dati sembrano non lasciare scampo ma la violenza non è un destino. Non esiste una metà del cielo inferiore: è un impegno che portiamo avanti ogni giorno indossando la nostra divisa, per educare e ingentilire, prestare attenzione e incoraggiare.

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne si celebra ogni anno il 25 novembre ed è stata istituita dall’Onu nel 1999, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. Gli ultimi report delle istituzioni sul tema parlano di un femminicidio ogni tre giorni, restituendoci statistiche per le quali circa una donna su tre nel mondo ha subito violenza nella sua vita. Ogni forma di violenza, che sia verbale, psicologica, fisica o economica, ha costi umani, sociali ed economici altissimi.

Non possiamo continuare – concludono le volontarie ad essere spettatrici e spettatori inermi di una guerra mai dichiarata.”

Emilia Di Gregorio

Sienasociale.it invita tutte le realtà del terzo settore a prendere come esempio la Pubblica  Assistenza Val d’Arbia: un fiocco rosso non costa nulla ma è simbolo di alta valenza

“Ho realizzato il sogno di mamma e suocera. Ora è diventato mio”

Un treno a vapore come sogno di una vita per 2 signore che sono essenziali nel percorso di ogni donna: mamma e suocera. Un “tuffo” nella storia perché, su di un treno, il viaggio può diventare segno e sogno: ecco a voi il racconto di Sonia. 

Ho fatto questa splendida esperienza domenica 13 novembre con la scusa di accompagnare mia mamma e  mia suocera nel realizzare un loro sogno ma, quando è “scesa” la sera, ormai con il buio e il tramonto già archiviato, mi sono resa conto che un sogno l’ho realizzato anche io, mi sentivo gli occhi brillanti e un entusiasmo incredibile.

D’altra parte chi di noi, da piccolo, non ha sognato giocando con un trenino a vapore in mano ?

Il treno a vapore della storia di Sonia

Grazie all’opera delle Ferrovie Turistiche Italiane e ai volontari che portano avanti questa splendida attività, nelle domeniche di primavera e di autunno, si può godere di magnifici panorami delle terre di Siena andando, su binari, ad una velocità rallentata di cui non siamo più abituati: tutto grazie ad un treno a vapore.

Il treno a vapore della storia di Sonia

Il treno a vapore della storia di Sonia

Poter salire a bordo di questi giganti fumanti, in carrozze di legno accompagnati dal fischio e dal “ciuf ciuf”, riporta ad essere “cittini” . L’odore del carbone che brucia, il fumo, il vapore che  viene sul viso appena la curiosità ti porta a sporgere la testa dal finestrino: si dimentica il presente per un passato che si vede solo nei film o tra le pagine di un libro di storia.

Toccare le cento porte dei vagoni e accorgersi di avere le dita completamente nere di fuliggine fa sorridere.  Attraversare paesaggi come le Crete Senesi, la Val d’Orcia, le valli attraversate dall’Ombrone lascia estasiati.

Mamma e suocera, alla fine, sono state davvero felici. La sensazione è quella di aver regalato un sogno e di averlo, comunque, vissuto.

Sonia con mamma e suocera

Sonia Vannoni

Per saperne di più

https://www.ferrovieturistiche.it/it/fvo/

QUAndo aiuto VIncO: oggi si gioca

QUAndo aiuto VincO” è un’iniziativa solidale e sportiva, presentata  in conferenza stampa, che si terrà oggi  presso lo stadio “Franco Pianigiani” Rosia-Sovicille (Siena). Ecco le foto di ieri e i protagonisti di oggi.

La manifestazione è stata fortemente
voluta da QuaViO (Qualità della Vita in Oncologia) associazione di volontariato che, nella città del Palio e nella sua provincia, si occupa di cure palliative e, dunque, di tutela della vita fino all’ultimo istante. Sarà celebrata, con l’occasione, la giornata nazionale delle cure palliative. L’evento, che gode dei patrocini di comune di Sovicille e della società di calcio Acr Siena, è sostenuto dal Cesvot (centro Servizi Volontariato Toscana) ed è gentilmente ospitato dall’ASD Rosia.

Sarà in memoria di Francesco Cairola che è stato tra i soci fondatori dell’Associazione “Arturo Pratelli”, partner dell’iniziativa, nonché grande tifoso del Siena e colonna portante della curva allo stadio “Franchi”. La mamma di Francesco sarà “Madrina della manifestazione” e riceverà in dono una
coperta realizzata appositamente, con tecnica patchwork, dall’artista fiorentina Lucia Bucelli. E’ prevista la presenza della dottoressa Antonia Loiacono, responsabile delle cure palliative per Siena e provincia nell’ambito della Usl Toscana Sud Est insieme a Maura Marchionni delegata ANIOC Siena
e provincia (Associazione Nazionale Insigniti di Onorificenze Cavalleresche). Entrambe presenti in conferenza stampa.

Presenti, ieri nella sala consigliare del comune di Sovicille, il sindaco Giuseppe Gugliotti
insieme alla presidente di QuaViO, Vanna Galli. Proprio il primo cittadino ha evidenziato: “è un
onore per la nostra collettività ospitare questo evento che intende diffondere la cultura del dono e rimarcare l’importanza del volontariato per la società moderna. Inoltre, l’evento è finalizzato alla raccolta fondi fondamentali per continuare ad assicurare i servizi che QuaViO fornisce, in totale
gratuità, ai propri pazienti e ai loro familiari”.

Vanna Galli ha precisato: “ringrazio il signor Sindaco per le belle parole. Siamo qui perché celebriamo la giornata nazionale delle cure palliative cioè della medicina che non guarisce ma cura: la missione in cui crediamo, da oltre trenta anni, è quella di essere accanto a chi è più fragile nell’ultimo ma fondamentale tratto della vita”.

Durante la conferenza stampa, A.L.I. (Artisti Liberi Indipendenti) ha presentato 3 quadri di pregevole fattura rispettivamente degli artisti: Oriella Francini (presidente di ALI), Luigino Ghezzi e Elisa Bigio.

In particolare, in segno di vicinanza e condivisione di valori, l’opera di Oriella Francini è stata donata a QuaViO odv. Quella di Luigino Ghezzi all’Associazione Arturo Pratelli. e l’opera di Elisa Bigio alla testata giornalistica Sienasociale.it diario del terzo settore senese: rappresenta “Otaria la Volontaria” personaggio per bambini che sarà protagonista delle storie raccontate, dalla scrittrice Elisa
Mariotti, all’interno del quotidiano.

Inoltre, un pregevole vaso è stato consegnato, nelle mani di Vanna Galli, dalla signora Achillea
Spaccazocchi Bianchi, fondatrice ed artista dell’associazione Culturale “Achillea Laboratorio d’Arte”.

Un segno concreto di sostegno alla manifestazione è giunto anche con la presenza di Daniele Pardini direttore del Consorzio Tutela Pane Toscano DOP che era accompagnato da Piero Capecchi di “Dolcezze Savini”.

L’evento sportivo

Si tratta di un torneo di calcio, già approvato dalla Federazione Gioco Calcio, riservato a bambini tutti in età da scuola primaria (elementari) che militano in società dilettantistiche di Siena:. U.S. Marciano,
Policras Sovicille, Football Club Luigi Meroni, ASD Mazzola Valdarbia. I “baby calciatori”, circa
100, saranno divisi in due categorie:
-“Promesse per QuaViO”:4 squadre (categoria “Primi calci”);
-“Speranze per QuaViO”: 4 quadre (categoria “Pulcini misti”).

Considerata l’età dei piccoli atleti e al fine di garantire un messaggio di integrazione sociale e
solidarietà umana, è prevista la preziosa collaborazione dell’associazione “Le Bollicine”della quale fanno parte persone diversamente abili e del Interact Club Siena con il quale i Rotary Club contribuiscono a motivare e a ispirare ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni incoraggiandoli a scoprire il valore del volontariato. In particolare, un rappresentante per ciascuna realtà accompagnerà le squadre
in campo.

Il sostegno sanitario sarà assicurato da un’ambulanza con personale volontario della Pubblica Assistenza Montagnola senese.

I match saranno allietati dalla musica di Giorgia Perugi, in arte Narciso.h, (Accademia della Musica di Volterra) che, dal vivo, proporrà i propri brani musicali tra cui “Acciaio” e “Charcot” che sono ascoltabili anche su youtube.

Uno stand di Cure2Children darà informazioni sulla missione di questa realtà che, con base a Firenze,  è accanto ai bambini malati oncologici in diverse parti del mondo.

Il momento puramente ludico legato al gioco sarà seguito dal pranzo, presso Circolo ARCI Rosia e, successivamente, da un momento di reale festa: i bambini, gentilmente ospitati da Acr Siena, saranno spettatori della partita che la Robur affronterà contro la Lucchese.

Una medaglia esclusiva, appositamente pensata e realizzata dall’artista Lucia Giannini
(www.luciagiannini.it ) e da AG LASER CREATION (Giovanni Mazzone e Annalisa Ciccarese), sarà il premio finale destinato a tutti i calciatori in erba.

QuaViO ringrazia le seguenti realtà che sostengono, a vario titolo, l’iniziativa: Sezione Soci Coop Siena, ALI (Artisti Liberi Indipendeti), Achillea Laboratorio d’Arte, Associazione Arturo Pratelli, ASD Le Bollicine, Anioc Siena, Lions Club International Siena Torre di Mezzo, Cure2Children Fundation, Interact Club Siena, Associazione Amici del Hospice di Siena, A.S.D. Rosia, TortaPistocchi, Case vacanze il Campo, Il Mangione – Gastronomia & Catering , Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP, Consorzio di Tutela Pane Toscano DOP, Consorzio Finocchiona IGP,
Biscottificio Belli srl, Borgo la Pievina, Consorzio tutela olio toscano, Pro Loco Sovicille aps, Pubblica Assistenza Montagnola senese, Farine Batignani, Clean Accent, SIENA NUOTO, Associazione Nazionale Città del Vino, DIEVOLE, Bernardoni Sergio, Luca Garuglieri, Enrico Cresti, Marco Cetoloni, Francesco Cresti, Media Partner Gazzetta di Siena.

Nella foto sopra tutti i protagonisti di ieri

A.A.A. Volontari di prossimità cercasi

Alla Pubblica Assistenza Val d’Arbia di Monteroni un percorso formativo per dedicarsi ai servizi sociali

Prenderà il via, con la presentazione di lunedì 14 novembre alle ore 21.00 presso la sede sociale di Monteroni d’Arbia, il ciclo di sei incontri informativi dedicati al volontariato di prossimità.

“L’iniziativa – spiegano i referenti – è rivolta a volontari o aspiranti volontari che intendono avvicinarsi all’associazione partendo dai servizi sociali, ovvero tutte quelle attività diffuse e capillari che vedono impegnati i volontari, i quali prima di tutto sono cittadini, a favore della propria comunità.”

Gli incontri informativi, pensati e realizzati in collaborazione con professionisti del settore sanitario, spaziano dall’acquisizione di competenze tecnico-sanitarie alle conoscenze necessarie per gestire l’approccio con persone fragili e tratteranno argomenti come le disabilità sensoriali, i deficit motori e l’approccio alle persone con difficoltà di deambulazione, le malattie degenerative, la comunicazione e la relazione di aiuto nell’approccio al paziente, il consenso e il segreto professionale.

“Ci piace dire – concludono dalla Pubblica Assistenza Val d’Arbia – che non possiamo fare tutto ma possiamo sempre fare qualcosa. I servizi sociali sono il nostro piccolo quotodiano impegno di ‘cura’ e ‘prossimità’ a sostegno dei soggetti più fragili della nostra comunità. Con questo ciclo di incontri ci formiamo per ‘esserci’, perché la conoscenza è condizione imprescindibile dell’efficacia del nostro fare.”

Per informazioni ed iscrizioni è possibile contattare la segreteria amministrativa dell’associazione chiamando il numero di telefono 0577 372422 oppure le volontarie dello Sportello Handy contattando il numero di telefono 0577 1658063.

Emilia di Gregorio 

La locandina dell’iniziativa

 

 

 

ASEDO: bella la gita a Piancastagnaio

Una giornata per stare insieme al Crastatone di Piancastagnaio per l’Associazione Senese Down (ASEDO) ODV. Autonomia significa condividere idee, progettare e realizzare insieme.

Ieri i ragazzi della palestra di autonomia dell’Associazione Senese Down sono andati a Piancastagnaio per una giornata insieme.

Hanno mangiato in contrada e sono rimasti stupiti dalle bellissime tradizioni di una cittadina così vicina che però non conoscevano! Prossima idea… Andare a vedere il loro Palio ad agosto!

L’attività è un iniziativa sviluppata allinterno di SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, che è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti.

Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Siena APS, Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down ( Asedo) ODV, Il Laboratorio ODV).

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Per saperne di più

http://www.ilcrastatone.it/

Sofia Rocchigiani

Monteroni d’Arbia, la Pubblica Assistenza ha festeggiato i donatori di sangue

Ieri 30 ottobre, si è rinnovato l’appuntamento annuale promosso dal Gruppo Donatori di Sangue della Pubblica Assistenza Val d’Arbia

Pranzo sociale e premiazione dei donatori benemeriti, sono le iniziative che scandiscono la festa dei donatori di sangue, rappresentando un segno di riconoscenza per chi ha fatto della donazione di sangue, intesa come gesto civico di partecipazione attiva e sociale, e dell’altruismo un elemento fondante della propria vita.

“Ci siamo ritrovati insieme – spiegano i referenti – per un momento di convivialità e aggregazione per ringraziare tutti i donatori per il proprio contributo alla comunità, un impegno che non è venuto meno neanche durante l’emergenza legata al Covid-19 e che a piccoli passi continua ad avvicinare tante persone alla cultura del dono e della solidarietà“.

La Pubblica Assistenza Val d’Arbia conta circa 540 donatori. Nel primo semestre 2022 ha registrato circa 110 donazioni, in media con i dati del periodo di piena emergenza da Covid-19 che in generale ha rallentato le donazioni di sangue ed emocomponenti. La quasi totalità sono donazioni di sangue intero e solo una bassa quota riguarda la donazione di plasma e piastrine.

“L’età dei donatori – ci raccontano dall’associazione – è molto varia, naturalmente avanzando con gli anni qualcuno si perde per cause di salute. Il capo delle donazioni è attutito dai dati relativi ai nuovi donatori che sono stati 10 nel 2021: la maggior parte sono giovani, spesso poco più che diciottenni, e questo ci riempie il cuore.”

Nella foto un momento della festa

“Baby volontario” è Samuele Pubblica Assistenza Val d’Arbia

Iniziativa significativa della Pubblica Assistenza Val d’Arbia. Conosciamo Mamma Erika e il piccolo Samuele, l’ultimo arrivato tra i “baby volontari”. La storia della domenica di oggi racconta di loro.

Ogni nuovo nato è un dono, unico e irripetibile; e al tempo stesso inconfondibilmente legato alle sue radici.” Nel 2022 alla Pubblica Assistenza Val d’Arbia è tornata in auge una tradizione dolcissima che fa subito “famiglia”. Ai nuovi nati, figli o nipoti delle volontarie e dei volontari che quotidianamente sono impegnati nei servizi espletati dall’associazione sul territorio, viene regalata una maglietta che riporta la dicitura “Baby volontario”.
Un augurio o un simbolo di buon auspicio? Probabilmente entrambi, ma con una motivazione ben più profonda.

Diventare genitori o nonni – spiegano i referenti della commissione del Trasporto Sanitario, che hanno rilanciato l’iniziativa già proposta in passato – è una delle esperienze più belle che la vita possa regalare. Per l’impegno e la passione con cui ogni volta le nostre volontarie e i nostri volontari indossano la divisa arancione, è un privilegio festeggiare insieme il piccolo grande dono che ogni nuovo nato rappresenta per ogni famiglia.”

L’ultimo arrivato tra i baby volontari della famiglia della Pubblica Assistenza Val d’Arbia, per la gioia di mamma Erika e babbo Andrea, è il piccolo Samuele.

Mamma Erika, alla quale abbiamo rubato qualche minuto per condividere la sua storia nella nostra intervista della domenica, ha frequentato il corso di livello base e avanzato nel 2016. Da allora, quando ha potuto, la settimana è stata scandita sempre dal giovedì sera di turno in ambulanza. Una passione motivata e smisurata che l’ha portata a diventare, nel 2019, formatrice di associazione.

Cosa ti ha spinto a scegliere di fare volontariato?

Sono diventata volontaria in seguito a un brutto incidente stradale al quale mi sono trovata ad assistere. Per cultura personale e per “esorcizzare” il trauma dell’incidente ho voluto frequentare un corso di livello avanzato per volontari soccorritori. Passando tante ore in associazione per il corso di formazione piano piano ne entri a far parte anche senza volerlo. Infatti, appena tenuto l’esame, ho iniziato a fare turni in ambulanza insieme a due persone per me preziosissime, Marta e Luciano, che hanno saputo coinvolgermi e guidarmi come due bravi genitori!”

Come hai intrapreso il percorso di formatrice?

“Il mondo della formazione l’ho conosciuto grazie a Patrizia, già formatrice regionale, che ha scommesso su di me proponendomi di iniziare il percorso da formatrice di associazione in affiancamento a lei ed ai colleghi Enrico, Renzo e Massimiliano durante i corsi di livello base e avanzato attraverso i quali in associazione formiamo i nuovi volontari soccorritori. Il grande valore della formazione nelle pubbliche assistenze è dato dal fatto che sono i volontari stessi a formarsi per formare i volontari: si tratta di un percorso condiviso e collaborativo tra pari che è la formula più adeguata per diffondere e costruire conoscenza e alimentare la crescita culturale dei volontari. Ed è stato così che, a novembre 2019, dopo un corso tenuto dai formatori di ANPAS Zona Senese, ho superato con successo l’esame per diventare formatrice di associazione”.

Volontaria, formatrice e mamma. Cosa ne pensi dell’iniziativa “Baby volontario” della tua associazione e cosa racconterai a Samuele tra qualche anno?

“L’iniziativa portata avanti dalla Pubblica Assistenza Val d’Arbia è un fantastico modo di coinvolgere i neo-genitori e neo-nonni in associazione. Non lo dico perché sono di parte ma è il modo più carino per dare il benvenuto ai bimbi e gratificare i genitori facendoli sentire parte di una vera e propria famiglia. Un giorno racconterò a Samuele cosa fa mamma quando sale in ambulanza e, non appena anche lui potrà, la divisa arancione sarà sicuramente una parte di lui!’

Emilia Di Gregorio

(La redazione di Sienasociale.it esprime ai genitori del piccolo Samuele e a tutta la Pubblica Assistenza Val d’Arbia i più sentiti auguri)